«Rapporto Assinform 2003», Stanca: "Più ICT per migliorare la produttività delle imprese"

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Imprescindibile un "patto per l’innovazione" a livello nazionale.

Come comunica l’ufficio stampa del Minstero per l’Innovazione e le Tecnologie, all’Italia serve una presa di coscienza generale e diffusa che l’ICT, ossia l’Information and Communication Technology, è fattore essenziale e trainante per migliorare la produttività delle imprese e, di conseguenza, le stesse performances dell’intero sistema economico nazionale e la sua competitività . È la sollecitazione fatta da Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, alla presentazione del “Rapporto Assinform 2003”, a Milano. Dopo aver ricordato che “il nostro Paese si è ‘distratto’ dopo la bolla speculativa di tre anni fa, quando il Nasdaq aveva toccato il suo massimo storico, anche perché l’innovazione non anima né le piazze né i salotti televisivi”, Stanca ha insistito sulle caratteristiche positive dell’ICT, “la quinta rivoluzione industriale”, che ha innescato un’onda lunga che continua ad essere cavalcata. Ma ha anche sottolineato che “in tutte le rivoluzioni tecnologiche, dal vapore alla ferrovia, dall’energia elettrica e chimica sino all’automobile, abbiamo assistito al paradosso della produttività, i cui effetti positivi non sono immediatamente visibili a livello macroeconomico”. Citando l’intervento del presidente della Confidustria, Antonio D’Amato, all’assemblea del 22 maggio, quando ha affermato che “le frontiere della crescita sono oggi la ricerca, l’innovazione, la formazione del capitale umano. Sono un’efficiente sistema di infrastrutture e di logistica, l’uso intelligente di tecnologie informatiche. Confindustria ha scelto di battersi per la modernizzazione – per diffondere la cultura dell’innovazione”, il ministro Stanca ha detto che “è fondamentale ridurre l’attuale gap culturale, dato che gli investimenti in ICT incidono ormai fra il 40 ed il 50% sugli aumenti di produttività”. Ed invece “le aziende italiane continuano a soffrire di un deficit di innovazione che pesa sulla competitività del Paese. Tanto che il 70% delle nostre aziende non ha adottato applicazioni in rete perché le ritiene ‘inutili’ e l’Italia è al penultimo posto in Europa nell’adozione del commercio elettronico”. È in tale scenario che si pone la necessità di un intervento governativo, importante ma non risolutivo. Lo stesso ministro Stanca ha ricordato di aver firmato recentemente con il collega Antonio Marzano un protocollo per un intervento strutturale per l’innovazione nelle imprese, soprattutto quelle medie e piccole, mediante sostegni permanenti nel tempo, di facile accesso e focalizzati sull’innovazione. Ma proprio perché l’azione governativa non è esaustiva, Stanca ha rilanciato l’esigenza di un ” patto per l’innovazione’, che veda coinvolti tutti i soggetti per rilanciare e consolidare l’innovazione in Italia . Non tanto per sostenere la nostra industria, che ha potenziali rilevanti in un momento congiunturale sfavorevole, quanto per fornire impulso alle imprese che non innovano”. E, quindi, ha proseguito il ministro Stanca, “con il ‘patto per l’innovazione’ tutti devono fare la loro parte e farla assieme: le istituzioni centrali e locali , per creare il contesto; la scuola e l’università, per generare professionalità in linea con la domanda; la ricerca integrata per sostenere la competitività del sistema Italia; la finanza, per rendere disponibili capitali di rischio con modalità innovative; la Pubblica Amministrazione, per un uso intelligente della domanda pubblica e come facilitatore dell’innovazione; il mondo delle imprese, perché abbracci con la cultura del rischio anche quella dell’innovazione e, non ultimo, il mondo della comunicazione affinché accenda i riflettori e apra il dibattito su questo importante tema”.

Autore: ITespresso
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