1ª Conferenza Europea su «Giustizia e telematica»

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Stanca: «l’innovazione può rendere più efficiente la giustizia, ma ancora troppi temono la trasformazione tecnologica»

Come riporta una nota diffusa dall’ufficio stampa del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie, in occasione della prima Conferenza Europea su «Giustizia e telematica», il ministro Stanca ha invitato a premere fortemente sull’acceleratore dell’innovazione al servizio della giustizia: «Se vogliamo che la giustizia italiana divenga sempre più efficiente e veramente al servizio di tutti i cittadini dobbiamo riconoscere che l’evoluzione del contesto tecnologico e culturale nel quale essa opera impone di ammodernare i mezzi, gli strumenti e le procedure finora utilizzati». Il ministro ha rilevato che «nonostante da decenni siano state promosse diverse iniziative di innovazione, la giustizia in Italia rimane un campo dove si avverte l’irrinunciabile e non più rinviabile esigenza di applicare tecnologie digitali». In realtà, ha proseguito Stanca, «molti auspicano questa trasformazione, ma sono ancora troppi quelli che la temono. In effetti la resistenza al cambiamento è comprensibile dal momento che siamo in presenza di grandi mutazioni alle quali bisogna prepararsi». Il ministro ha ricordato che «il processo telematico è già in fase di sperimentazione e realizza obiettivi fondamentali, come la riduzione dei tempi e il recupero di efficienza della giustizia civile. A regime esso determinerà impatti organizzativi e tecnologici rilevanti non solo sul complesso sistema-giustizia, ma anche sugli uffici legali che dovranno dotarsi di strumenti, di competenze adeguate e di una organizzazione che rifletta le nuove modalità operative e di lavoro». «Ogni sistema complesso, giustizia compresa», ha aggiunto Stanca, «ha nelle tecnologie della informazione e della comunicazione (ICT) una risorsa fondamentale perché esse consentono di risolvere il problema del coordinamento tra soggetti indipendenti tra loro, senza influenzarne l’autonomia ed armonizzando i processi; ma permettono anche di realizzare una maggiore integrazione tra uffici giudiziari e fra questi e gli utenti garantendo risposte e risultati in tempi molto più rapidi di quelli attuali». Applicate all’area giustizia, quindi, «queste tecnologie consentono incisive azioni di ammodernamento sia per l’efficienza interna, snellendo le procedure amministrative, liberando risorse a supporto delle attività dei Giudici e dei Tribunali, determinando anche minori costi; sia per l’efficacia dell’attività giudiziaria nei tempi dei processi e delle procedure, a partire da quelli di adozione dei minori, all’organizzazione dell’attività dei Tribunali e dei Pubblici Ministeri, alla stessa qualità della giustizia con implicazioni sulla lotta alla criminalità organizzata e sulla gestione dei servizi penitenziari e del casellario minorile. Non ultimo l’innovazione promuove la trasparenza facilitando l’accesso ai servizi ed al patrimonio giuridico, potenziando la comunicazione all’interno e all’esterno delle Pubbliche Amministrazioni». Ricordate le recenti iniziative sia per trasferire in formato digitale i 3 milioni di avvisi di reato, con risparmi di tempo e di carta, sia per mettere on linee procedure per gli immobili soggetti ad aste giudiziarie (con effetti di trasparenza, riduzione dei tempi dagli attuali 5 anni e mezzo a meno di 2 anni e mezzo, abbattimento dei costi bancari e miglioramento delle performance di redditività), il ministro Stanca ha concluso sottolineando che «una magistratura che rendesse omaggio alla propria autonomia e indipendenza con l’inefficienza del servizio verrebbe meno alla sua funzione di rendere giustizia».

Autore: ITespresso
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