Microsoft: le Pmi sempre più affascinate da cloud e mobility

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La ricerca Microsoft-Ipsos Mori 2015 “I dipendenti delle Pmi e la tecnologia” mostra come Il 37% del campione spinga su laptop, smartphone e tablet, mentre il 31% miri al cloud quali soluzioni che aiutino il business a crescere

Mobile e cloud sono l’accoppiata vincente per l’acquisto di una nuova soluzione o servizio che aiuti il business dell’azienda. Il 37% del campione spinge su laptop, smartphone e tablet, mentre il 31% mira al cloud. Insieme fanno quasi il 70%. Detta così, sembrerebbe un’analisi molto grezza, ma dietro ci sta uno studio approfondito: la ricerca Microsoft-Ipsos Mori 2015 “I dipendenti delle Pmi e la tecnologia” che ha coinvolto oltre all’Italia altri 15 Paesi in Europa per un totale di 5.500 dipendenti di Pmi ed è stata presentata a Milano.Microsoft, Mobility & cloud

Un altro dato, che di certo non dovrebbe stupire, è l’aumento percentuale di coloro i quali preferisce recarsi al lavoro con il proprio device personale, piuttosto che utilizzare quello aziendale che, in una battuta, Vincenzo Esposito, Direttore della Divisione Piccola e Media Impresa e Partner di Microsoft Italia, chiude così: “Questo trend ha portato a una sorta di inversione di rotta, quasi a dire meglio usare il Pc di casa che quello aziendale”.

Date poi alcune percentuali che fanno capire come il trend sia quello dei Byod, del cloud e della mobility anche in ambito Pmi, realtà abbastanza lontane almeno in Italia ad adottare il cloud, forse si riesce ora a respirare un’aria di novità o di consapevolezza che il cloud non è poi così preoccupante e carico di incognite. Per questo si dovrebbero ringraziare i partner dei vendor, i reseller che di certo stanno ancora facendo un grosso sforzo per introdurre sul mercato questi concetti.Microsoft, Byod

Fabrizio Fassone, Microsoft
Fabrizio Fassone, Microsoft

E’ Fabrizio Fassone, direttore mercato Pmi Microsoft Italia a dichiarare che “il cloud ci ha permesso di aprire il canale a un numero maggiore di reseller e il canale porta il 40% del fatturato sulle Pmi grazie a prodotti cloud”. Un dato molto elevato che, in un certo senso, Esposito motiva così. “Pensate che i nuovi clienti nel mercato Pmi nel trimestre luglio-settembre sono cresciuti di oltre il 200% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Questo è avvenuto anche grazie all’incremento del 21% dei Reseller cloud che fanno parte del nostro ecosistema di Partner, con cui ci impegniamo per raggiungere in modo capillare le Pmi sul territorio, promuovendo la digitalizzazione del tessuto economico nazionale. L’Italia si rivela una Paese molto ricettivo, dove il business cloud continua a crescere a due cifre con un fatturato anno su anno quasi raddoppiato. La nostra suite per la produttività Office 365 e la nostra piattaforma cloud Azure si rivelano sempre più asset strategici a supporto della competitività delle realtà nostrane”, ha commentato.

Vincenzo Esposito, Microsoft
Vincenzo Esposito, Microsoft

Ma qual è il vero moto di adozione del cloud? In ambito Pmi è il passaparola, ne sono convinti i due dirigenti Microsoft Italia.
Nell’opinione dei dipendenti delle Pmi italiane quello che potrebbe semplificare il proprio lavoro sono sicuramente software e applicazioni più smart e nuovi device (oltre 30%). Interessante il confronto con lo scenario europeo: gli italiani sono il popolo che dà più peso alla tecnologia come strumento per ottimizzare il proprio lavoro. In particolare i dipendenti delle Pmi italiane sono consapevoli del ruolo strategico della mobility e dell’impatto positivo dei nuovi device mobili sul proprio bilancio tra casa e lavoro: il 62% afferma che la tecnologia mobile è in grado di ottimizzare i tempi e migliorare la produttività.

Durante la presentazione della ricerca sono intervenute due realtà italiane che hanno adottato sia tecnologia Microsoft sia hanno potuto constatare i risultati della ricerca.Vibram (2)
Vibram, azienda del Varesotto con oltre 75 anni di esperienza, che ha quest’anno acquisito Quabaug Corporation, partner storico da oltre 50 anni situato a North Brookfield, divenendo così QVI (Quabaug Vibram Innovation) – rappresenta un esempio di Pmi che si è fatta strada nel mondo grazie alla costante attenzione all’innovazione: la qualità della suola “Carrarmato” ideata dall’alpinista Vitale Bramani per garantire aderenza e impermeabilità è apprezzata in 120 Paesi. Il percorso di internazionalizzazione di Vibram vede l’azienda attiva anche all’estero con 3 sedi, 700 dipendenti e oltre 1000 partner per una produzione che supera i 40 milioni di suole all’anno. Aprendosi a diversi mercati nel mondo per Vibram è stato fondamentale mantenere un’identità forte e facilitare la condivisione di informazioni. Con l’obiettivo di ottimizzare la comunicazione e avvalendosi del supporto del partner NetVisory, l’azienda ha dato il via a un processo di ristrutturazione del sistema informativo aziendale che ha fatto leva sull’introduzione di nuovi strumenti di produttività e collaborazione come la piattaforma cloud Office 365 e la nuova Intranet basata su Sharapoint Online.Vibram (3)
“L’innovazione fa parte da sempre del DNA di Vibram e puntare su Cloud Computing e nuove tecnologie per ottimizzare la collaborazione tra dipendenti in tutto il mondo è stata una scelta naturale che ci ha consentito di rispondere con efficacia alle esigenze organizzative e di business, introducendo una nuova modalità di lavoro più agile all’insegna della produttività aziendale e del work-life balance individuale. Grazie all’adozione della piattaforma cloud Office 365 è stato possibile recuperare efficienza e fare affidamento su OneDrive for Business per l’archiviazione e la distribuzione partecipata delle risorse. I nostri dipendenti possono così accedere al patrimonio informativo aziendale e portare avanti le proprie attività ovunque e in qualunque momento”, ha dichiarato Sara Bardelli, HR Manager EMEA, Vibram. “Altro asset strategico per la collaborazione oltre i confini nazionali è la nuova Intranet One Vibram basata sulla piattaforma cloud Sharepoint che a partire dal 2013 abbiamo gradualmente introdotto in Europa, Usa e Cina per abilitare la condivisione e l’accesso anche in mobilità a informazioni e strumenti di formazione e per semplificare il dialogo anche con fornitori e partner. Fino ad allora potevamo contare su piattaforme obsolete, diverse tra di loro, con domini eterogenei e difficile governance. Vista la natura sempre più internazionale del nostro business, la Intranet è stata un mezzo utilissimo a supporto delle HR per veicolare notizie aggiornate a tutti i dipendenti a livello globale e per gestire facilmente ferie e cedolini”.

L’altra azienda è Directio, gruppo torinese specializzato nella produzione di contenuti tecnico-economici, nella formazione a distanza e nell’offerta di strumenti gestionali, dimostra il valore strategico del Cloud Computing a supporto della competitività delle Pmi. Nel giro di un paio di anni l’azienda è infatti riuscita ad accreditarsi come partner progettuale di Ministeri, Ordini Professionali e Associazioni Datoriali Nazionali per la capacità di organizzare eventi, offrire servizi digitali ed erogare approfondimenti su temi economici e normativi. Directio ha scelto di passare dallo IaaS al PaaS migrando sulla piattaforma cloud Microsoft Azure.

Alessio Berardino, Directio
Alessio Berardino, Directio

Sviluppiamo da sempre i nostri prodotti in ambiente Microsoft, come per esempio la piattaforma Business Plan Directio che è stata sviluppata nel 1998 proprio su database SQL Server e con frontend ASP, perciò quando abbiamo scelto di progettare la versione 2.0 abbiamo puntato sulla piattaforma cloud Azure per sfruttarne i vantaggi in termini di scalabilità. Il frontend è stato rinnovato in linea con i moderni standard web adottando tecnologia Microsoft ASP .NET MVC 5 e l’accesso ai dati è basato su Entity Framework 6. Il tutto pubblicato e reso disponibile agli utenti sfruttando i Website di Microsoft Azure e grazie allo Storage Azure vengono memorizzati più efficacemente report e immagini”, ha dichiarato Alessio Berardino ceo e Direttore Editoriale Directio. “Grazie alla migrazione su Azure abbiamo ottenuto notevoli benefici in termini di risparmio, efficienza e minor carico di lavoro per il team IT, che può così focalizzarsi su attività a maggior valore aggiunto come lo sviluppo progettuale. I processi d’implementazione sono del resto più semplici, come anche quelli di backup. Un importante vantaggio è chiaramente legato alla maggiore scalabilità delle applicazioni e alla capacità di poter gestire in modo più flessibile le richieste del mercato. E proprio per questo che il cloud si rivela per noi un alleato strategico a supporto del nostro percorso di crescita”.

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