2005: le previsioni per l’industria It

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Come sarà il 2005? L’economia rallenterà o ripartirà? Difficile dirlo, certo i segnali macroeconomici non mostrano una tendenza certa.

Le incognite sul cambio valutario, sul caro petrolio e le tensioni internazionali non promettono ancora oggi bello stabile. Nel nostro piccolo possiamo cercare di interpretare i segnali provenienti dal nostro mondo fatto di tecnologie, vendor, distributori, ma soprattutto persone I solution provider possono sperare in una crescita costante negli investimenti in tecnologia del 2005, anche se poco spettacolare e con una sola cifra. Secondo la previsione di Forrester Research gli investimenti delle imprese in hardware per pc, periferiche, dispositivi di comunicazione, software, servizi e outsourcing dovrebbero aumentare del 7,6 per cento nel 2005. L’outsourcing e il software sono due importanti categorie che quest’anno sono destinate a rafforzarsi, mentre i servizi di consulenza e integrazione cresceranno più lentamente, analogamente ai dispositivi di comunicazione. CRN è invece meno ottimista. Il ciclo di aggiornamento dell’hardware pc continuerà probabilmente a ridursi, mentre i notebook dovrebbero continuare a essere il principale beneficiario degli investimenti delle aziende. Secondo le nostre analisi le piccole e medie aziende continueranno a essere al primo posto negli acquisti di tecnologia. In ogni caso, i solution provider dovranno adattare le loro strategie commerciali identificando e concentrandosi sulle nicchie tecnologiche che possono offrire dei tassi di crescita commerciali più alti della media. È opportuno focalizzarsi su categorie come sicurezza, web services, mobility, tecnologia wireless, Crm e VoIp, che rappresenteranno dei punti caldi nel mercato delle piccole e medie imprese. Il 42 per cento dei 164 cio enterprise intervistati in novembre da Forrester Research ha dichiarato che la riduzione dei costi sarà il fattore più importante che piloterà gli investimenti It nel 2005, mentre un ulteriore 32 per cento ha indicato come fattore determinante la necessità di acquisire e mantenere i clienti. Il 23 per cento degli intervistati ha dichiarato che il principale elemento di motivazione sarà rappresentato dalla necessità di aiutare la loro azienda ad acquisire nuovi clienti e sviluppare offerte commerciali. È probabile che quest’anno l’outsourcing rivestirà un ruolo chiave in questo processo e potrà offrire importanti opportunità ai solution provider, non soltanto nel mercato enterprise ma sempre di più anche quello delle medie imprese.

Le San midmarket Nel 2005 il canale disporrà di un maggior numero di prodotti per affrontare il mercato delle San midrange. I sei principali produttori di storage hanno già spinto forte in questo settore. In dicembre Hitachi Data Systems ha presentato il primo prodotto midrange che verrà introdotto sul mercato tramite i solution provider. Emc ha aggiornato la linea Clariion per renderla maggiormente adatta alle San e ha introdotto il suo primo array midrange mentre Ibm, Hewlett-Packard e Sun Microsystems hanno aggiornato tutte le loro linee San midrange. Anche i produttori delle componenti rivestono un ruolo vitale. Gli hard disk Serial Ata – più veloci e affidabili dei drive Ide e meno costosi dei sistemi Scsi o iScsi – rappresentano un elemento chiave per il midrange. I produttori di switch Fibre Channel come QLogic e Brocade hanno tagliato i prezzi e semplificato i loro switch. Inoltre, Microsoft ha lanciato un programma di bundle San per i produttori. Reti Mesh e WiMax Gli hotspot Wi-Fi non dispongono di una portata abbastanza estesa e i servizi internet wireless dei carrier non forniscono una larghezza di banda sufficiente. Di conseguenza, i clienti che cercano di implementare l’accesso wireless broadband su un’ampia area si rivolgono sempre più spesso alle reti Mesh e alla tecnologia WiMax. Le reti Mesh estendono la portata degli ambienti wireless ben oltre quella delle Wlan tradizionali, dal momento che ciascun nodo della rete è dotato di dispositivi radio e può ritrasmettere il segnale agli altri nodi. La tecnologia WiMax, basata sullo standard IEEE 802.16, promette di fornire la connettività dell’ultimo miglio con una portata massima di circa 50 chilometri; l’ingresso sul mercato dei primi prodotti compatibili è previsto per il 2005. Il wireless broadband sta diffondendosi tra le aziende e le amministrazioni comunali, dal momento che queste ultime cercano di migliorare la sicurezza del territorio. La società di ricerca Frost & Sullivan prevede che il mercato delle reti Mesh arriverà fino a 10,7 milioni di dollari nel 2005, rispetto a 2,8 milioni di dollari nel 2003. Con questo tipo di crescita all’orizzonte, non meraviglia che produttori come Cisco, Intel, Nortel Networks e Motorola abbiano deciso di entrare in questo settore. Rich Site Summary La tecnologia Rss (Rich Site Summary), che secondo molti publisher sarà il prossimo fenomeno importante nella distribuzione di contenuti, potrebbe essere caratterizzata da altri usi interessanti per i solution provider. La Rss è stato creata come formato Xml per la cessione dei contenuti web. Permetteva agli utenti di abbonarsi e ricevere contenuti, web log e newsletter senza rischiare di ritrovarsi inseriti in una lista di spam. L’aspetto che interessa maggiormente i solution provider è tuttavia rappresentato dalle possibilità di collaborazione. Si parla molto anche del fatto che la tecnologia Rss potrà sostituire la posta elettronica quale mezzo per ottenere informazioni da fonti di fiducia. In ogni caso, secondo molti osservatori, i filtri antispam, i token e altri metodi per la protezione delle caselle di posta arriveranno online prima della tecnologia Rss. È comunque certo che quest’ultima è caratterizzata da vari tipi di utilizzo, che stanno incominciando a essere esplorati soltanto ora. Il “nuovo” centro dati La triade costituita da prezzo, scalabilità e maturità dei prodotti sta per avviare la rapida crescita della tecnologia avanzata per i centri dati. Secondo diversi analisti di settore il software provisioning avanzato, la virtualizzazione grid-based dei server, i dispositivi di storage e le blade, il network management automatizzato, l’application performance technology e gli strumenti di out-of-band management di prossima generazione stanno finalmente raggiungendo prezzi più accettabili. La scelta compiuta recentemente da Oracle, che ha designato Dell quale partner per i server, contraddistingue un passo importante nella massificazione delle grid dei centri dati. Intel sta affrontando a livello di silicio la sicurezza, la virtualizzazione e l’out-of-band management. Secondo l’analista Idc, i mercati del software di availability management, performance management ed event automation – i fondamenti del “nuovo” centro dati – sono destinati quasi a raddoppiare entro il 2007. Applicazioni composite Per prima cosa, “web services” ottiene un bel 10 come parola più di moda. Poi, l’architettura services-oriented si posiziona al secondo posto come termine più utlizzato sulla cresta dell’onda dell’hype. Anche se questi concetti sono importanti, sotto un certo aspetto hanno un solo significato: quello di applicazioni composite. Le applicazioni composite, che sono la ragion d’essere di tutto l’impegno nel software middleware e nelle applicazioni services- enable, sono essenzialmente dei business process ripetibili e riutilizzabili che si possono accoppiare in modo sciolto per rispecchiare complesse attività aziendali. In ogni caso, integrator e clienti devono orchestrare questi processi per creare delle attività che siano in grado di cambiare in funzione delle condizioni. Bea Systems e Oracle hanno annunciato un nuovo software di infrastruttura che contiene dei process manager e dei motori business process execution language, i quali promettono la disponibilità di mezzi relativamente semplici per correlare le applicazioni composite su un’architettura services-oriented. Dal momento che possono contare anche su altri sviluppatori come Sap, le applicazioni composite stanno finalmente per diventare comuni.

Var che vendono ai Var Uno dei protagonisti più sofisticati del settore It si rivolge sempre di più al canale dei Var per portare sul mercato prodotti e servizi. Chi sono questi nuovi protagonisti? Gli stessi Var. I Var hanno sempre collaborato con i loro omologhi del canale per colmare i vuoti nell’esperienza tecnica. Adesso però alcuni si stanno rivolgendo attivamente ad altri Var come nuovo mercato per i loro prodotti e servizi. L’idea è andare a vendere il prodotto precedentemente realizzato per una azienda ad altri Var magari da proporre in bundle con una soluzione hardware, con la possibilità di realizzare margini più elevati della vendita pacchettizzata di un prodotto acquistato dal distributore. Managed Services Inizia a farsi sentire il concetto di managed services tanto che nell’ultimo periodo dell’anno 2004 sono entrati in gioco anche i grossi nomi, con Symantec che ha acquistato @stake e Cisco Systems che ha acquistato NetSolve. Il concetto, in sintesi, è l’opportunità per i reseller di non vendere solamente la tecnologia ma di instaurare una situazione in cui i clienti ti pagano ogni mese i servizi che puoi fornire senza costi aggiuntivi. Restate sintonizzati. Il settore dei managed services continuerà probabilmente a evolvere mentre entrerà in scena un maggior numero di solution provider, i costi diminuiranno e sarà disponibile una maggiore quantità di managed services. Custom development Il custom application development non rappresenta senz’altro un’idea nuova per il canale. In ogni caso, il trend della fornitura di applicazioni specializzate non è mai stato prevalente. Lo spostamento verso architetture orientate ai servizi e basate sugli standard, che nei servizi integrano i componenti di applicazioni diverse, rappresenta un fattore importante per la spinta del trend che sta confondendo la linea di demarcazione tra Var e Isv. Un numero crescente di VAR tradizionali sta sviluppando proprie soluzioni ripetibili per risolvere problemi aziendali specifici, mentre gli Isv ottimizzano le applicazioni pacchettizzate per i mercati verticali. La crescente esigenza di custom development services – che, secondo Idc, nel 2003 hanno generato entrate a livello mondiale per circa 20 miliardi di dollari – ha spinto produttori come Microsoft e Ibm a offrire strumenti più estensibili che consentono ai solution provider di personalizzare il processo di sviluppo.

Jonathan Schwartz (Sun Microsystems) Jonathan Schwartz dovrebbe essere abituato a trovarsi sotto i riflettori. Negli ultimi tre anni, questo giovane dirigente è giunto sulla linea del fuoco da una posizione poco importante in Sun Microsystems, prima nel 2002 come leader per rimettere ordine nella strategia software di Sun, poi nell’attuale ruolo di presidente e coo. Dopo la nomina Schwartz (38 anni) è diventato il deus ex machina del produttore di Santa Clara in California. Schwartz è l’evangelista che ha l’incarico di aumentare le vendite di Solaris 10 Unix sui sistemi ad alti volumi ed è alla guida della carica per riconquistare le quote di mercato in settori verticali come quelli dei servizi finanziari. I suoi sforzi stanno incominciando a produrre dei risultati: alla fine di dicembre, Sun ha comunicato che nell’anno fiscale concluso il 30 giugno il 54 per cento delle entrate sono derivate dal canale. Schwartz è anche il bersaglio di tutte le critiche rivolte a Sun. Wall Street e i partner di Sun sono sempre più impazienti relativamente alle difficoltà incontrate dall’azienda nel mantenere la crescita delle entrate. Ed Zander (Motorola) Che cosa ha in mente esattamente il chairman e ceo di Motorola Ed Zander? Da quando è stato assunto dal gigante delle comunicazioni mobili all’inizio del 2004, il cinquantasettenne ex presidente e coo di Sun ha riorganizzato la struttura dei compensi di Motorola, correlando il bonus alle prestazioni complessive dell’azienda invece che alle singole divisioni. Esternamente, Zander ha scommesso molto sull’infrastruttura VoIP e sul broadband wireless, come dimostra l’imminente acquisizione di Mesh- Networks. Il manager ha progettato la riorganizzazione di dicembre in quattro business unit, per supportare la strategia aziendale ‘seamless mobility’ di Motorola. Motorola Networks dovrebbe essere particolarmente interessante per i solution provider e includere le attività di rete per l’accesso cellulare, comunicazioni embedded e piattaforme di computing, un nuovo gruppo broadband mobile 802.xx e Connected Home, che sta pianificando i nuovi prodotti per i clienti residenziali che dispongono della banda larga. Considerando che Motorola ha focalizzato le sue partnership in questi settori sulla capacità di fornire soluzioni mature, i wireless systems integrator o gli embedded solution provider troveranno senz’altro utile dare una seconda occhiata alla società di Zander. Charles Philips (Oracle) Ci sono molte buone ragioni per tenere d’occhio Charles Phillips, co-presidente di Oracle. Da una parte c’è l’acquisizione di PeopleSoft. Dall’altra, si tratta di un numero due molto famoso in un’azienda che certamente non è nota per la sua benevolenza con i numeri due. Phillips, 45 anni, era un software analyst fuoriclasse di Morgan Stanley prima di approdare in Oracle nel maggio 2003 con l’incarico di executive vice president. Era il mese prima che il ceo Larry Ellison si imbarcasse nell’impresa PeopleSoft e sette mesi prima che Ellison nominasse Phillips co-presidente, insieme a Safra Catz. Anche se questa acquisizione era motivata dal desiderio di Ellison di allargare l’impronta del gigante dei database in un mercato in fase di consolidamento, Phillips era chiaramente d’accordo e, nel bene e nel male, è emerso come successore di Ellison. Alcuni partner forniscono un giudizio positivo, grazie alla sua posizione di potere in un’azienda che può fare da contrappeso a Microsoft, Ibm e Sap. Per diversi commentatori Phillips è un vero stratega in questo settore e, grazie al suo punto di vista completo a 360 gradi, capisce veramente cosa Oracle deve fare per portare il suo business al livello successivo. Altri invece forniscono un giudizio negativo, dal momento che Ellison ha fama di allevare successori di primo livello e poi abbandonarli. Greg Stein (Apache) Come sviluppatore fuoriclasse del web server Apache e chairman di Apache Software Foundation, Greg Stein – analogamente alla Licenza Apache – ha radici profonde nel mondo open-source e in quello commerciale. Stein, 37 anni, ha lavorato in Oracle e ha venduto a Microsoft il suo primo web server, ma è stata l’implementazione dello standard Ietf WebDav del 1998 a farlo diventare famoso e portare al successo il web server Http. Secondo l’analista Netcraft, più del 67 per cento di tutti i siti web usano attualmente Apache. Un altro elemento interessante per la comunità Apache è un database relazionale Java chiamato in codice Darby e donato da Ibm, oltre a un application server compatibile J2EE; entrambi dovrebbero essere approvati all’inizio del 2005. Ciò potrebbe accrescere ulteriormente l’influenza sul mercato di Stein e di Apache Foundation. Il codice Apache è free e la generosa filosofia di Stein sta pagando notevoli dividendi alle aziende. “La Licenza Apache è più amichevole nei confronti delle aziende; la GPL [General Public License] invece le spaventa”, afferma Stein, che attualmente lavora come engineering manager presso Google. “Noi siamo un ente non-profit. Stiamo cercando di fornire alla gente del software che sia in grado di utilizzare per il proprio business”. Con l’inserimento in questa combinazione di un database relazionale e di un application server, Stein ha ulteriori prodotti da seminare nell’anno in corso. Marty Seyer (Amd) Per valutare il livello di accettazione dei processori dual-core è opportuno tenere d’occhio Marty Seyer. Questo cinquantenne è corporate vice president e general manager del Computation Products Group di Advanced Micro Devices, l’unità preposta allo sviluppo e al lancio dei processori dualcore di Amd. “Fin dall’inizio abbiamo progettato l’Opteron per ottenere la capacità di supportare il dual-core”, afferma Seyer. “I system builder se ne accorgeranno se progettano i sistemi in base alle nostre raccomandazioni; il loro percorso di upgrade sarà semplice”. Nel quadro della competizione con Intel per ottenere nuove quote di mercato, il precedente lavoro di Seyer volto ad aumentare l’ecosistema e la presenza di Amd nel canale dei sistemi custom dovrebbe rappresentare un plus.

Emc Èprobabile che nel 2005 Emc proseguirà nel tentativo di trasformarsi in un marchio ben noto per il software oltre che per l’hardware. Il re dello storage dovrebbe fornire ulteriori dettagli sulla sua strategia di information life-cycle management e sui piani relativi al canale software. Anche i partner di Emc stanno aspettando di vedere come l’azienda integrerà le sue diverse offerte software con le 12 acquisizioni di software che il ceo Joe Tucci ha effettuato dopo l’ingresso in Emc di quasi quattro anni fa (queste acquisizioni comprendono VMware, Legato, Documentum e Dantz). Molti si aspettano che Emc integrerà in una famiglia di prodotti di conformità e archiviazione lo storage array fixed-content Centera, il software di enterprise content management Documentum e il prodotto di archiviazione e-mail Legato Otg. “Il 2005 sarà l’anno del content management e non ci sono altre aziende che abbiano la portata e l’ampiezza di Emc”, sostengono alcuni distributori. Emc potrebbe sfruttare anche l’eventuale confusione derivante dall’acquisizione da 13,5 miliardi di dollari da parte di Symantec della rivale Veritas Software e spingere il suo software di backup desktop Dantz più profondamente nel mercato delle Pmi, in modo da competere con Veritas e Computer Associates. Juniper Networks Juniper Networks ha dedicato la maggior parte del 2004 a mettere i proverbiali puntini sulle i. Secondo molti osservatori, quest’anno potrebbe essere diventata una nuova forza con cui fare i conti nell’infrastruttura enterprise. Secondo alcuni solution provider, dopo l’acquisizione del produttore di sistemi di sicurezza NetScreen, il lancio della sua prima piattaforma di routing enterprise e la creazione di un nuovo team di canale guidato dal veterano di Cisco Systems Tushar Kothari, Juniper potrebbe puntare sul settore corporate per raggiungere il successo nel mercato carrier. Juniper di Sunnyvale in California ha sottratto quote di mercato al rivale Cisco nel mercato delle infrastrutture carrier. Le entrate nette per il terzo trimestre che si è concluso il 30 settembre sono state di 375 milioni di dollari, rispetto a 172,1 milioni di dollari nello stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento del 118 per cento. Uno slancio come questo fa di Juniper un’azienda da tenere d’occhio. Mozilla Foundation Tutti gli occhi sono puntati sul browser Firefox di Mozilla Foundation, dal momento che rappresenta la prima vera minaccia per Internet Explorer di Microsoft. Secondo WebSide- Story, una società di misurazioni Web, dal suo debutto in novembre l’uso di Firefox è aumentato fino a ottenere una quota di mercato superiore al 4 per cento. Il codice sottostante usato da Firefox deriva da Netscape Navigator, che Aol ha cercato di risuscitare e nel 1998 è stato separato nel progetto open source Mozilla. Il progetto è stato registrato nel 2003 in California come ente non-profit e ha come presidente Mitchell Baker, che originariamente lavorava per Netscape e ha sviluppato la licenza pubblica di Mozilla. Una mossa intelligente. “Dopo la creazione della fondazione, abbiamo avuto richieste da aziende ed enti governativi con cui in precedenza non saremmo mai entrati in contatto”, afferma Baker. Attualmente Mozilla può contare sul supporto di Ibm, Novell e Red Hat. La prossima versione di Firefox promette un’integrazione più stretta delle applicazioni desktop e la visualizzazione di pagine più complesse. Potrebbe trattarsi di una battaglia da combattere in salita, ma anche i sostenitori di Microsoft ammettono che i problemi di sicurezza rendono Internet Explorer più vulnerabile alla concorrenza.

Autore: ITespresso
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