3D Color Changer

Workspace

Modificare il desktop Windows di tutti i colori

A tutti, prima o poi, sarà capitato che la combinazione di colori che caratterizza il nostro desktop sia venuta a noia e di volerla quindi cambiare radicalmente. Intendiamo non solo il colore dello sfondo della scrivania, ma anche quello degli altri elementi che costituiscono linterfaccia di Windows, cioè le finestre, i menu e le barre del titolo, con i loro bei gradienti sfumati. Questa è unoperazione che potete svolgere comodamente dalle proprietà dello schermo, facendo clic con il tasto destro del mouse su una zona libera del desktop e scegliendo prima Proprietà e poi la scheda Aspetto. Qui, selezionando con il mouse le varie parti dellinterfaccia, è possibile attribuire loro un colore tramite le piccole tavolozze presenti in basso a destra; oppure, dallomonimo menu a tendina, potete applicare direttamente una combinazione di colori tra le diverse messe a disposizione dal sistema operativo. Questi colori vengono poi memorizzati da Windows tramite valori presenti nel Registro di configurazione alla chiave HKEY_CURRENT_USERControl ? ? PanelColors Se, tramite leditor del registro, osserviamo il contenuto di questa chiave, troviamo valori denominati, per esempio, Menu, Scrollbar, WindowFrame o ButtonShadow, che contengono triplette di numeri che altro non sono che i valori Rgb del colore in questione. Lo standard Rgb (Red Green and Blue) prevede che un colore sia il risultato di tre componenti di base miscelate, il rosso, il verde e il blu, in quantità differenti definite da numeri che possono variare da 0 a 255. Secondo questa regola, il bianco sarà codificato come 255 255 255, mentre il nero sarà per contro definito da 0 0 0. Tutte le possibili combinazioni intermedie daranno origine ai vari colori come li conosciamo. La scheda Aspetto delle proprietà dello schermo standard di Windows non fornisce però un controllo totale su tutti i fattori che determinano uno schema cromatico. Per esempio non è possibile intervenire sui colori che creano il cosiddetto effetto 3D, ottenuto facendo risaltare con una tonalità molto chiara, come il bianco, i bordi di elementi quali i pulsanti o le barre dei menu. Certo, è sempre possibile intervenire manualmente sui valori presenti nel Registry, anche se è necessario conoscere molto bene le codifiche Rgb dei colori che si vogliono impostare. Ricordiamo tuttavia ai lettori che il Registro di configurazione è un luogo delicato e che le modifiche manuali del suo contenuto sono da evitare, a meno che non si sappia esattamente ciò che si sta facendo. In questo caso specifico, poi, non se ne presenta nemmeno il bisogno, dato che se la funzionalità standard di Windows non vi basta, potete ricorrere a diversi programmi reperibili su Internet che permettono queste modifiche in maniera agevole e sicura. Esiste per esempio una piccolissima utility, nota come 3D Color Changer (3DCC), che fa proprio al caso vostro. Il programma è completamente gratuito ed è scaricabile dal sito di JaSmiN, http://jotenet.cjb.net , e potete anche trovarla nel Cd-Rom allegato alla rivista. Una volta installata, lutility è raggiungibile da un collegamento nel menu Start, Programmi oppure da unicona Color settings nel Pannello di controllo. Allavvio sarete salutati da una piccola schermata che vi mostrerà una tipica finestra di Windows con tutti i suoi elementi costitutivi. Il programma è disponibile solo in inglese, anche se la cosa non costituisce un problema essendo le operazioni da svolgere molto semplici. Posizionando il cursore del mouse sui vari elementi dellinterfaccia otterrete infatti una spiegazione dinamica che vi dirà come si chiamano. I nomi non sono proprio gli stessi che troviamo nel Registro di Windows, ma non è comunque difficile risalire alle corrispondenze. Facendo clic sullelemento e poi sulla casella rettangolare in basso a sinistra è possibile, tramite la consueta tavolozza di sistema, cambiare il colore allelemento stesso. Un piccolo riquadro in basso vi mostrerà in tempo reale la codifica Rgb del colore che state trattando. Notate anche la casellina di spunta Active win. Attivatela o meno, a seconda se volete occuparvi dei colori che una finestra deve mostrare quando è attiva, cioè selezionata e in primo piano, o al contrario, quando è in background. Per convenzione, Windows utilizza delle colorazioni vivaci per indicare che una finestra è attiva, mentre i toni si fanno più grigi e sfumati per gli oggetti inattivi, ma voi potete fare come preferite. Fate pure le vostre prove e divertitevi a cambiare il colore, per esempio, dei menu di sistema, dei gradienti della barra del titolo e perfino dei Tooltip, o suggerimenti. Ricordatevi tuttavia che conviene salvare prima la combinazione di colori corrente; lo potete fare dal menu Scheme scegliendo la voce Save as. 3DCC salva le sue combinazioni di colori in un formato proprietario con estensione .3dc, anche se si tratta alla fine di semplici file di testo contenenti i valori dei colori in esadecimale. Una volta salvati, gli schemi cromatici possono essere caricati in 3DCC dal menu Scheme, Load, oppure facendo doppio clic, da una qualsiasi finestra di Esplora risorse, su un file con estensione .3dc. La pressione del pulsante Apply in basso completerà la procedura, e Windows si presenterà ai vostri occhi con una nuova livrea. Se osservate bene il programma, noterete poi un pulsante con limmagine di una piccola macchina fotografica è la funzione Capture. Avete individuato una qualsiasi zona sul vostro desktop (unicona, lo sfondo di una pagina web) che mostra un colore che vi piace e che volete includere nello schema? Fate clic sulla parte di interfaccia alla quale volete attribuire quella tonalità, premete il pulsante Capture e selezionate con il cursore la zona dove risiede il colore che vi interessa; una volta chiusa la finestra Capture, 3DCC applicherà il colore allelemento da voi scelto. 3DCC arriva già fornito di alcuni schemi cromatici che potete testare si va dalle combinazioni a base grigio-azzurra classiche di Windows, agli schemi flat, cioè piatti, in cui leffetto 3d dei pulsanti è attenuato, fino ad accostamenti di colore estremi che arrivano a mettere in pericolo perfino la leggibilità delle scritte. Provateli. Particolarmente interessanti sono gli schemi flat o inversed che, tramite un sapiente gioco sui colori dei bordi dei pulsanti e delle finestre (i valori 3D Shadow, 3D Dark Shadow e Window Border, o rispettivamente ButtonShadow, ButtonDkShadow e WindowFrame nel Registro di sistema) riescono a dare un colpo docchio davvero diverso alla solita interfaccia di Windows. Se siete curiosi di provare altri schemi da noi giudicati particolarmente gradevoli, potete scaricarli da questo indirizzo http://digilander.libero.it/DaryusH/filez/schemes.zip . Oppure potete lanciarvi voi stessi nella creazione di schemi cromatici. La guida del programma vi darà, nella sezione Tips, una mano. 3DCC riesce infine ad importare anche le combinazioni presenti nei cosiddetti Temi del desktop. I Temi del desktop, introdotti fin dai tempi di Windows 95, non sono altro che combinazioni di colori, icone, sfondi e suoni che permettono allutente di personalizzare in maniera spinta lambiente di lavoro, e sono attivabili da unapposita icona del Pannello di controllo. Se avete da parte alcuni di questi file con estensione .Theme (sono presenti comunque sul Cd di installazione di Windows 98/Me), il gioco è fatto. Dallinterno di 3DCC, tramite il menu Scheme, Import from, Desktop Theme, scegliete la posizione in cui tenete i file dei temi e apritene uno. 3DCC leggerà solo la parte relativa ai colori, ignorando gli altri aspetti come la dimensione dei caratteri, le icone e i suoni. Avrete così ampliato il guardaroba del vostro Windows! Certo, si tratta di piccoli interventi di carattere estetico, nulla a che vedere con operazioni che migliorino il rendimento e le prestazioni del sistema. Tuttavia, come si suol dire, anche locchio vuole la sua parte, e un desktop secondo i nostri gusti può aiutarci a rendere più piacevole il lavoro di tutti i giorni.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore