Quattro ragioni per cui le distrazioni sono una mano santa per un lavoro ben fatto

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distrazioni sul lavoro? Ecco perché fanno bene
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Le distrazioni sul lavoro vi fanno sentire in colpa? Ecco quattro buoni motivi per cui potete concedervene qualcuna ed essere sicuri che farà bene al vostro lavoro.

Il capo vi riprende semprequando vi becca in flagranza di distraazione sul lavoro? O siete voi stessi i capi e vi vergognate un po’ quando vi accorgete che altri pensieri vi hanno distratti dal business plan, dal briefing, dall’ultimo progetto o dalla governance?
State tranquilli e non rimproveratevi nulla: in realtà distrarsi fa bene al lavoro e ci sono almeno quattro ragioni per cui questo è vero.

Le distrazioni possono rendervi un leader migliore
Il frenetico susseguirsi di incombense quotidiane può in realtà distogliervi dal lavoro che è davvero importante svolgere. Ma essere aperti e comunicativi con i vostri colleghi rispondendo ad email, partecipando a riunioni e risolvendo problemi potrebbe risultare il modo migliore di sviluppare le vostre doti di leadership diventando punto di riferimento per gli altri.

Le distrazioni possono permettervi di essere più creativi
Quante volte un’idea geniale, la soluzione ad un problema, la trovata giusta vi è venuta in un posto improbabile? Dove? Per esempio sotto la doccia, nell’ascensore o durante una rilassante passeggiata al parco. E’ la dimostrazione pratica che un po’ di distrazione, a volte, è quello che serve per dare sfogo alla creatività e, magari, per venire a capo di un problema che, al massimo della concentrazione, vi sembra irrisolvibile. E’ merito delle libere associazioni che il cervello riesce a fare quando non è martellato da stimoli troppo pressanti.

Le distrazioni possono portare alla soluzione di problemi
Una persona ritenuta saggia vi direbbe che distrarsi è una pessima cosa perché, che sia una email, un tweet o una telefonata, potrebbe distogliere catastroficamente l’attenzione dal lavoro da svolgere. Ma quello che non tutti sanno, è che il cervello continua a “lavorare” sul compito principale anche quando è distratto. E’ quello che è emerso da molte ricerche scientifiche ed è per questo che, anche quando la parte cosciente del nostro cervello viene distratta, un’altra parte continua a elaborare dati riguardo a quello in cui eravamo impegnati prima. Per questa ragione è addirittura più facile trovare soluzioni.

Le distrazioni aiutano a stabilire priorità
Le ore di lavoro in un giorno sembrano non bastare mai e se a questo abbiniamo l’incapacità di sfruttare a pieno le notre capacità cerebrali, è chiaro che a fare la differenza è la capacità di stabilire delle priorità su cui concentrarsi. “Staccare” per qualche minuto aiuta a soppesare la reale iportanza delle cose da affrontare per prime senza perdersi inutilmente in questioni come la casalle di posta piena o la scrivania in disordine.

Insomma, certo non vogliamo sostenere che auspicare fiumi di distrazioni. Il punto qui è che quello che per anni è stato considerato il male assoluto, può invece spesso rivelarsi risolutivo e anzi preferibile. Da domani, niente sensi di colpa per un giretto su Twitter o per una pausa caffè in più.

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