A ciascuno il proprio storage nella Cloud

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Le tendenze digitali secondo Accenture

Con quali parametri scegli il servizio di storage cloud giusto per le proprie esigenze? Ecco i criteri per selezionare un servizio per archiviare dati in sicurezza

Archiviare i propri dati nella cloud e avere i file accessibili ovunque, non è solo una moda, ma è una necessità nell’era Mobile, in cui gli utenti accedono al cloud storage via smartphone e tablet. A sfidarsi in questo affollato mercato sono Dropbox, Memopal, Sky Drive, Google Drive, Mozy, Zumo, iCloud di Apple, Megaupload, ma anche Norton Online Backup e tutti gli spazi online offerti da altri vendor di soluzioni di sicurezza maggiori e minori. Come si osserva dai servizi nell’arena cloud, l’offerta è eterogenea: scegliere il servizio giusto, dopo che l’FBI ha chiuso MegaUpload (e i dati sono congelati da mesi), dimostra che sbagliare costa caro; altre differenze poi riguardano gli “spazi disco”, lo scopo e la flessibilità dei servizi.

Gli utenti non amano soffermarsi a leggere le clausole di servizio, i relativi SLA (Service Level Agreement), ma tendono ad affidarsi più al brand e alla curiosità del momento che non alle proprie reali esigenze. Il risultato? Spesso dimenticano dove hanno salvato cosa, come accedervi, da quale dispositivo avevano caricato i propri dati e come andarseli a ripescare, modificarli, cancellarli, condividerli. Più che una tabella comparativa destinata ad invecchiare in fretta , preferiamo selezionare i criteri di scelta.

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A ciascuno il suo storage cloud
Criteri per scegliere lo storage cloud: lo spazio
Autore: ITespresso
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