A Cuba la rivoluzione è informatica

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L’era di Raul Castro ha portato nell’isola il Personal computer

Anche l’Amministrazione Bush sta guardando con attenzione alla svolta cubana: chissà che non metta fine all’annoso e drammatico embargo Usa.

Del resto a Cuba non si parla più di rivoluzione comunista bensì di rivoluzione digitale e informatica: venerdì 2 maggio si è svolta festa del Pc,

con l’autorizzazione a un negozio all’Avana a vendere computer ai cubani. Il primo Pc legale a Cuba è un computer assemblato in Cina equipaggiato con Windows XP di Microsoft: il prezzo è alto e il privilegio è per pochi, ma l’apertura, seppur cauta e a passi di lumaca, sembra avviata.

E soprattutto dimostra che Raul Castro mantiene le promesse fatte. Come scrive The Inquirer , in un paese dove la maggior parte della gente sopravvive con 15 dollari al mese un Pc da 800 dollari è chiaramente riservato a pochi eletti.

Internet inoltre rimane ancora limitata a domini interni educativi o governativi e la censura non getta la spugna. Cuba ha recentemente aperto le porte a cellulari e lettori Dvd.

Autore: ITespresso
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