A febbraio arriva il PlayBook di Rim con le applicazioni Android

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E’ già disponibile per gli sviluppatori BlackBerry RunTime for Android Apps, per poter utilizzare sul PlayBook di Rim oltre il 65 percento delle applicazioni che girano su Android 2.3. A Febbraio, nel nuovo PlayBook 2.0 sarà integrato un sottosistema Android. I vantaggi per gli sviluppatori e per gli utenti

L’ecosistema delle App per il BlackBerry è già ben nutrito. I 75 milioni di utenti attivi che vanta Rim possono utilizzare tutte le applicazioni più importanti, native, per il sistema BlackBerry sugli smartphone. E’ un po’ diversa invece la situazione del PlayBook, il tablet di Rim, che ora è sceso di prezzo e costa 299 euro.

Per il PlayBook ci sono molte meno applicazioni disponibili sul market App World, e probabilmente anche gli sviluppatori sono prudenti. Dovendo scegliere una piattaforma su cui sviluppare, non tengono quella di Rim nella lista delle prime tre. Eppure, ci sarebbero cifre incoraggianti per spostare l’ago della bilancia. Secondo dati Rim, il 13% degli sviluppatori Rim guadagna più di 100mila euro (nell’intero ciclo di vita delle applicazioni sviluppate); è dimostrato anche che gli utenti BlackBerry spendono per le app più degli utenti Android, e il 2012 potrebbe essere l’anno decisivo proprio per chi ha sposato l’ecosistema BlackBerry, perché il 7 Febbraio arriva senza dubbio PlayBook 2.0 in attesa, più avanti, del tanto decantato BlackBerry 10.

Rim ha pronto, ancora in questi giorni in beta, uno strumento di sviluppo tanto utile quanto strategico per nutrire il PlayBook di app. Si chiama Blackberry RunTime for Android App.  Questo tool gratuito permette di far girare sul PlayBook il 65% circa di app per Android 2.3.3. E’ questa in pratica la percentuale di app convertibili, senza modifiche ai sorgenti. Il lavoro di conversione richiede agli sviluppatori in media mezza giornata di lavoro intenso, ma non complicato, perché basta installare il plug-in in Eclipse e iniziare a lavorare. Le applicazioni rimodellate con RunTime for Android App girano su PlayBbook tenendo del tutto separate le istanze Android da quelle PlayBook, a tutto vantaggio della sicurezza, così come è a vantaggio della sicurezza la richiesta obbligatoria del token di debug e del certificato di sicurezza a Rim. Lo sviluppatore può pubblicare su App World direttamente da RunTime. Quello che in teoria potrebbe essere mal interpretato come un emulatore, in verità è del tutto trasparente all’utente finale che troverà integrato nel prossimo OS per PlayBook un sottosistema Android, e che non si accorgerà di nulla perché troverà le applicazioni pronte da scaricare su App World senza distinzioni di sorta tra queste e quelle sviluppate nativamente per PlayBook.

Abbiamo assistito a una demo session curata da Rim con Gulliver, Alliance Partner di Rim, su un’applicazione di circa 500mila linee di codice. Bisogna dire che non tutte le applicazioni sono convertibili (non quelle per esempio scritte in NDK) perché mentre si ha accesso alle API Gps e a quelle per l’uso della fotocamera, non si ha accesso alle API relative all’uso dell’accelerometro, alla bussola o al sensore di movimento e ad altre risorse hardware. Inoltre le app ‘migrate’ non possono avere accesso diretto ai servizi proprietari Google (Maps, etc.etc.). Le applicazioni ‘portate’ su piattaforma App World non devono però necessariamente avere le stesse caratteristiche di funzionamento di quelle sviluppate in prima istanza per Android e soprattutto, alcuni di queste limitazioni sono facilmente aggirabili. Lo store resta comunque unico, indifferenziato, l’utente potrebbe tranquillamente non sapere quali siano App native e e quelle che hanno subito il porting da Android.

L’obiettivo principale per Rim è rendere disponibili il maggior numero di applicazioni tipicamente consumer per il PlayBook, nel minor tempo possibile, allo stesso tempo BlackBerry incoraggia comunque lo sviluppo su piattaforma nativa delle applicazioni  a valore. Restano quindi obbligatoriamente native le SuperAPP. Tutti gli strumenti di porting per gli sviluppatori sono assolutamente gratuiti.

 

 

 

 

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