A Hollywood non basta la banda

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Rimandati per il momento i progetti di video-on-demand negli USA

Il problema è tutto di definizioni. Gli uomini del marketing americano, con lintenzione di spingere lacquisto di collegamenti superiori ai 56Kbps, tipici dei modo, hanno stirato un po troppo i limiti del termine Banda Larga. Attualmente molti dei collegamenti in banda larga disponibili negli USA non sono in grado di raggiungere velocità di crociera superiori ai 200Kbps, linvio di video a qualità decenti ne richiede almeno 500. Per velocità di crociera intendiamo il minimo garantito che la connessione supporta. Nei test effettuati dalla Intertainer, un fornitore di contenuti video per la Banda Larga, ben il 50% dei richiedenti non dispone della larghezza di banda minima richiesta. La FCC ha cominciato unampia revisione degli ambiti di regolamento attuali per stabilire, se possibile, delle nuove regole da applicare alla banda larga, indipendentemente dalla tecnologia attraverso cui è fornita. PJ McNealy, un analista di GartnerG2 che recentemente ha seguito la stesura di un report sulla banda larga in USA, ha dichiarato che molta strada va ancora fatta prima di vedere esplodere il fenomeno del video-on-demand. In contrasto con altre statistiche in cui ci siamo precedentemente imbattuti, McNealy sostiene che solo il 10% dei 106 milioni di utenti americani possiede un collegamento broadband, ma che solo il 2% ha fino ad oggi acquistato un video-on-demand via web nonostante lesistenza di aziende come Intertainer, già pronte a fornire un contenuto valido via web. Al momento Intertainer ha registrato circa 30.000 utenti. La sua libreria contiene il materiale di molte major, tra cui Vivendi Universal, Warner Bros., Dreamworks, Artisan e altri.

Autore: ITespresso
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