A Microsoft non serve Yahoo

Aziende

Abbiamo già tutto: il colosso di Redmond mette per ora fine alle speculazioni
intorno al corteggiamento nei confronti del motore di ricerca rivale di Google

Microsoft, fresca dell’acquisizione da 6 miliardi di dollari di aQuantive, può fare a meno di

Yahoo. Certo, sono parole che pesano, mentre Google preme da settimane l’accelerazione sul consolidamento del mercato dell’advertising e addirittura svela l’ambizioso progetto dei database individuali per una pubblicità sempre più mirata: Google nell’ultimo mese si è portata a casa DoubleClick, sta mettendo a punto l’accordo con Feed Burner (per gli Rss: l’ufficializzazione dell’intesa è attesa a momenti) e ha tolto i veli a Google Universal per affinare la personalizzazione (e addirittura ha investito milioni di dollari nella start up di ricerche consumer sul genoma umano, co-fondata dalla moglie di Brin, a sua volta co-fondatore di Google). Microsoft, tuttavia, non è stata a guardare alla finestra e ha risposto per le rime all’accelerazione della BigG: Microsoft ha acquisito, oltre a aQuantive , altre aziende del settore pubblicitario: Massive (in-game advertising), TellMe , MedStory , ScreenTonic (piattaforma pubblicitaria mobile) e MotionBridge. Microsoft è in grado di offrire pubblicità multipiattaforma dalle console all’IpTv, dai siti ai servizi e software online. In altre parole, Yahoo può aspettare: a Microsoft non serve. Il colosso di Redmond ha tutte le tessere per completare il mosaico con cui sfidare Google nel mercato dell’advertising. Lo ha affermato il responsabile di Microsoft per il settore advertising,Yusuf Mehdi, alla Goldman Sachs Internet Conference che si teneva presso Las Vegas. Yahoo, d’altronde, ha già risposto all’aggressività di Google, affermando che la sua nuova piattaforma Project Panama è all’altezza della competizione. La guerra dei motori può continuare. Del resto la rivalità tra Microsoft e Google e Yahoo è storica: Google e Yahoo possono infatti essere considerati due dei più grandi “utenti Linux” di tutto il mondo, e Microsoft sta dall’altra parte della barricata (almeno su questo piano).

Autore: ITespresso
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