A Mwc Gsma vuole chiedere una tassa a Apple, Facebook e Google

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A Mwc i colossi della telefonia mobile vogliono mettere con le spalle al muro i Big della Silicon Valley. Una tassa pende su Apple, Facebook e Google. Anche Telefonica lancia il suo application store

I network della telefonia mobile devono effettuare continui costosi upgrade nel passaggio dall’era Pc all’era Mobile con application store (che drenano risorse alle Tlc) e cloud computing (che richiede sempre più banda). Dopo aver sostenuto costi alti (in alcuni casi veri dissanguamenti) per le aste 3G degli anni scorsi, e più di recente anche per l’asta WiMax (una bolla di sapone nell’era di Lte e Hspa+), i colossi Tl chiedono il conto ai Big della Silicon Valley e chiedono una tassa per i content provider come Apple, Facebook e Google.

L’Ad di Telecom e presidente di GSMA Franco Bernabè chiede ai fornitori di servizi il conto. “Possiamo fornire nuovi servizi – servizi ad alta qualità – ai content provider per consentirgli di servire meglio i loro clienti“, ha sottolineato Bernabè. “E certamente questi servizi saranno remunerati“.

Di recente le Telco spiegano che gli abbonamenti appartengono a un’era in cui il Web 2.0 era agli albori, e dove la navigazione Internet era saltuaria e “meno pesante”. Qualche e-mail e pagina Web pesano poco in confronto allo streaming video e al cloud. Soprattutto non c’erano utenti che stanno ore attaccati a Facebook sui social network oppure ad ascoltare musica su YouTube.

Se il consumo di banda costringe gli operatori mobili a un upgrade al 4G, i carrier chiedono il conto a tutti: agli utenti, ma anche ai Big IT (Apple, Google e Facebook), le cui applicazioni o device killer contribuiscono alla fame di banda larga (soprattutto in mobilità). Gli application store hanno tolto reddito alle Telco, visto che a guadagnare sono Apple e Google per il download delle Apps.

Secondo Idc le connessioni di dati mobili in Europa cresceranno in media del 15% all’anno a 270 milioni nel 2014, mentre i ricavi per utente finale caleranno dell’1% all’anno. Da una ricerca di Canalys emerge che la spesa annuale degli operatori sui network aumenterà del 28% rispetto a un anno fa a quota 3.7 miliardi di dollari. In tempi di vacche magre, i Big IT possono aprire il portafoglio.

Intanto anche Telefonica lancia il suo application store, come già Vodafone 360 e Telecom Italia (che ha presentato anche un servizio cloud per le Pmi, Nuvola Italiana, e Biblet, un e-book store).

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F. Bernabè, Ad di Telecom Italia
F. Bernabè, Ad di Telecom Italia
Autore: ITespresso
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