A novembre una nuova avventura di Lara Croft

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Lepisodio disponibile solamente nella versione per Playstation 2 di Sony e per pc. Larcheologa diventa quasi una dark lady

Sony batte Microsoft e Nintendo sui mercati internazionali. Non è il risultato di una giornata di Borsa, ma la conseguenza di un recente annuncio della Eidos, la software house inglese che è proprietaria dei diritti del sequel di Lara Croft, il celebre personaggio della console diventato ancora più famoso in tutto il mondo grazie alla bellezza sexy e conturbante di Angelina Jolie, protagonista del recente movie su grande schermo (negli Usa un successo, ma un mezzo flop in Europa). La Eidos ha infatti reso noto che il quinto episodio della serie Tomb Raider, annunciato addirittura con sette mesi di anticipo, sarà realizzato solamente nella versione per Playstation 2 di Sony e per pc. Se per il colosso giapponese è un trionfo, per la Microsoft e per Nintendo lo smacco è grande. In attesa del sesto episodio dellavventurosa storia dellintrigante archeologa londinese, a cui probabilmente stanno già lavorando gli sviluppatori della Core Design, vediamo trama e contenuti dellepisodio che arriverà il 15 novembre, intitolato The Angel of Darkness (Langelo delloscurità). Rispetto al quarto episodio, la nuova puntata arriva con 12 mesi di anticipo sulla precedente periodicità annuale. Un ritardo voluto, per ricreare attesa e interesse intorno alla bella e coraggiosa Lara, rivelatasi unautentica miniera doro. Per capire meglio, facciamo qualche numero. Il secondo, il terzo e il quarto episodio della story sono stati venduti in 28 milioni di copie, con un giro daffari di oltre 40 milioni di dollari. Un niente in paragone al valore di un miliardo di dollari attribuito alle campagne pubblicitarie che hanno utilizzato limmagine dellIndiana Jones in gonnella (che poi sono degli aderentissimi hot-pants). Proprio per dare una risposta consistente ai milioni di fan in paziente attesa in tutto il mondo, gli sviluppatori della Core hanno rivisto alcuni stilemi del personaggio. Forse troppo, a nostro parere, in quanto siamo convinti che gli appassionati di un eroe/eroina si affezionano a determinati cliché. Indiana Jones non sarebbe più lui senza un Harrison Ford con la barba di tre giorni, la lunga frusta prensile e il capello floscio a larghe tese. Così come i Vodka-Martini (agitati, non shakerati) di James Bond non hanno più avuto lo stesso sapore quando a centellinarli erano Roger Moore o Pierce Brosnan e non più il fascinoso e ironico Sean Connery. Sempre bellissima, Lara Croft è però ora meno procace e sensuale, mentre aumenta quellinquietudine che si era impadronita di lei nel quarto episodio, dopo quel contato diretto con la morte alla fine del terzo. Più chiusa su se stessa, leroina taglia i ponti con la famiglia e con il fedele maggiordomo, lasciando le ricchezze e il castello di famiglia vicino Londra per vivere quasi ai margini della società e della legalità. Il personaggio sembra virare da uno stereotipo femminile di sexy-bomb atletica e vitaminizzata – che non esita un secondo a scagliarsi contro i cattivi per difendere i buoni – verso quello di una dark lady cupa e introversa, alle prese con imprevedibili problemi esistenziali. Se prima il rischio era quello di insistere troppo con una icona che aveva nella bellezza e nel coraggio i suoi punti di forza, adesso (a metà novembre, in realtà) ci potrebbe essere quello di un personaggio che – pur non essendo diventato negativo – non è però più quello completamente positivo degli inizi.

Autore: ITespresso
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