Nikon D4 a prima vista, l’ammiraglia è pronta per il ‘ciak si gira’

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Servono 4 anni per sviluppare una nuova ammiraglia.Tanti ne sono passati dal lancio della Nikon D3, nel lontano 2007. Era tutta un’altra epoca e pensare di girare un video con una reflex sembrava quasi un’eresia. La D4 ha imparato tanto dalle sorelle di casa Nikon, e si è confrontata con i concorrenti, per poter stupire

Quanto tempo serve per creare sulla scorta dell’esperienza una nuova ammiraglia nel mondo delle reflex? Lo dice il calendario, servono 4 anni.

Tanti ne sono passati dal lancio a fine estate della Nikon D3 nel lontano 2007. Tutta un’altra epoca: basti pensare che nel 2007 praticamente non esistevano fotocamere professionali in grado di girare video, si inseguivano i megapixel, il pianeta mirrorless era tutto ancora da inventare. Del 2009, in autunno, è la Nikon 3DS (dopo la Nikon D3X del dicembre 2008) e finalmente ora, più che attesa, è arrivata questa Nikon D4, che apre bene l’anno nuovo per la casa giapponese, e nelle nostre prime impressioni destinata a rimanere un caposaldo e un punto di riferimento di confronto, anche per i concorrenti, dai quali ha saputo cogliere gli stimoli di crescita più importanti rispetto alla generazione D precedente.

E allora se ci si dovesse fermare ai numeri non ci potremmo stupire più di molto per i 16 Megapixel del sensore in formato FX, quando nel 2007 la Nikon D3 si presentava con il suo FX da 12 Megapixel, ma basta scavare poco, poco, per capire invece lo sforzo tecnologico innovativo dietro questa Nikon D4. Si arriva infatti in un passo alla gamma ISO estesa dai 6.400 del modello precedente ai 12.800 di questo modello, che con un guadagno di un EV fa diventare standard i 100 ISO. L’elaborazione del segnale A/D a 14 bit accresce le possibilità per il fotografo di lavorare in qualsiasi condizione di luce. Si scattano fino a 11 fotogrammi al secondo. Il primo elevato balzo tecnologico in avanti lo si fa con il sensore RGB da 91.000 pixel per il metering, il bilanciamento del bianco, Active D-lighting.

Nikon D4 non è più pesante delle Nikon di generazione precedente, anzi, ma ugualmente robusta

 

E’ però al capitolo video che si assiste al balzo che impressiona. Anche la categoria ‘ammiraglie-professionali’ con la Nikon D4 diventa vero strumento per la realizzazione di clip full HD, un mondo che sembra diventare sempre più interessante anche per i fotografi, per l’interazione del mondo video/fotografico con il Web e tutto ciò che è Social. E allora si parte: si girano filmati Full HD fino a 30fps con l’opzione di scalare la risoluzione e arrivare a 60fps a 720p, i video sono Full HD sia nel formato FX che in DX, la Nikon D4 si prende il connettore di un microfono esterno, più prezioso che mai, e anche la presa per le cuffie. I video infine si possono esportare senza nessun tipo di compressione, così come sono, in output Hdmi non compresso.

A tenerla in mano si finiscono di scoprire un sacco di cose. L’impugnatura guadagna un maggior grip per la rientranza più pronunciata rispetto ai modelli D2 e D3 e questo accentua l’limpressione di lavorare con un corpo macchina più leggero delle ammiraglie precedenti (Nikon D4 pesa circa 1,3 Kg con accumulatore proprietario e scheda XQD inseriti), ma ugualmente robusto e ora con l’otturatore in kevlar/carbonio. Orientando la fotocamera in verticale, praticamente ci si trova con tutti i comandi perfettamente dislocati per non cambiare la posizione della mano. Resta punto fermo del mondo reflex professionale la rinuncia al display LCD orientabile.

Ultimo, ma non meno importante, Nikon D4 può caricare schede di memoria CompactFlash di tipo I (compatibili con UDMA) e il nuovissimo formato XQD destinato ad esserne l’evoluzione, e che al CES 2012 era già in bella mostra, prodotto da Sony. Una scheda XQD  può arrivare a  memorizzare circa 100 Raw senza interruzioni, con un flusso dagli attuali 250 Mbyte per secondo fino a 1Gbps nell’immediato futuro, è una velocità necessaria per gli 11 fps reali di Nikon D4.

In bella vista, sul fianco sinistro la presa per cuffie e microfono. Il mondo dei video esige sensibilità anche per le problematiche audio

 

Si apprezza subito la motorizzazione della selezione dei diaframmi e più di tutto, all’accensione, l’avvio immediato, con una risposta poi allo scatto che poco tempo lascia al pensiero. Lo stupore e la soddisfazione però arrivano quando si parla di collegamenti. A nostra memoria è la prima volta che nel corpo di una fotocamera è integrato il collegamento LAN cablato. WiFi è supportato con il trasmettitore WT-5. Senza entrare nel dettaglio delle altre specifiche, cui rimandiamo volentieri al sito del produttore, poniamo invece l’accento sui sistemi di controllo in macchina. A parte le quattro opzioni per scalare l’immagine da 36mm a 30×24, 30×19,9 e nel formato DX a 23,4×15,6, le immagini possono essere ritoccate senza passare prima dal menu contestuale, e sviluppate da RAW/NEF  in macchina. E per i video si può procedere subito al taglio di inizio e fine ‘ciak’.

Nikon D4 non è una fotocamera per tutti,  e non vuole assolutamente esserlo. Il sistema ha raggiunto una complessità tale da richiedere uso e dimestichezza quotidiani con il mezzo, per poterne apprezzare le potenzialità, diversamente il rischio è di lasciare sul vassoio che Nikon serve troppe pietanze, solo perché non si conosce il sapore di quelle nuove e si finisce con il mangiare sempre le stesse, ma solo per abitudine. Un vero peccato, molto peggio – in questo caso – di quello che di gola che si commetterebbe a cederle, pur potendosi accontentare di meno. Il prezzo è intorno ai 6.000 euro, da febbraio.

Per vedere in una rapida occhiata tutte le specifiche tecniche il riferimento è la pagina Nikon D4.

 

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