A rischio l’asta Wi-Fi da 2,4 miliardi di euro

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Per l’asta delle frequenze Wi-Fi, liberate dallo switch-off (il passaggio al Digitale terrestre), è “caos frequenze”

Già da tempo Vodafone sostiene che le frequenze derivanti dallo switch-off, che lo Stato italiano vuole vendere per 2,4 miliardi di euro, “hanno un prezzo inferiore se non sono libere”. Ora anche la stampa anglosassone si unisce al coro di chi dubita che questo valore, con cui l’Italia spera di tagliare il deficit, sia raggiungibile. Addirittura Bloomberg parla di “vendita caotica” (citando le Tlc).

I canali delle Tv Locali, che occupano la maggior parte delle frequenze che dovrebbero finire in vendita, dicono di poter rifiutarsi di liberare lo spettro se il governo non offre in cambio una compensazione più elevata. Gli operatori Mobili, nel ruolo di acquirenti all’asta WiFi, rispondono che le frequenze non hanno il prezzo giusto se i broadcasters non rilasciato accesso immediato. Insomma, è caos frequenze.

Tommaso Valletti, professore all’Imperial College di Londra, afferma che “C’è un po’ di ‘Wild West’ nel settore delle frequenze italiane” e che non sarà facile districarsi da questa giungla normativa, burocratica e di caotica gestione dell’asta WiFi. Un’asta che in Germania ha fruttato cifre importanti. E che dovrebbe rendere l’idea dell’importanza della banda larga mobile nell’era cloud, di smartphone e tablet. A Mwc 2011 Ericsson ha affermato che mobilità, banda larga e cloud sono le basi per una società connessa. Le previsioni indicano che si raggiungeranno 5 miliardi di sottoscrizioni alla banda larga mobile entro il 2016. “Abbiamo impiegato 100 anni per arrivare a un miliardo di connessioni fisse, ma ce ne sono voluti solo 20 per fare 5 miliardi mobili” ha detto il Ceo di Ericsson Hans Vestberg: ciò genererà sviluppo: il Pil cresce dell’1% per ogni 10% di penetrazione in più di banda larga.

Ma in Italia, dopo il caos dell’Asta WiFi, ora siamo a una nuova vicenda tuttora ingarbugliata, visto che le tivù locali hanno promesso battaglia per la perdita dei canali 61-69. Le frequenze servono all’Umts/Hspa, per evitare lo spettro del “collasso digitale” (paventato dal presidente dell’AgCom lo scorso giugno, anche se Telecom Italia ha sempre negato questo rischio); le frequenze servono soprattutto alla quarta generazione di banda larga mobile, Lte (Long term evolution), di cui i primi smartphone 4G sono in commercio da mesi negli Usa e i modelli più evoluti si sono visti all’ultimo Mobile World Congress (Mwc 2011) a Barcellona. La banda da 800 Megahertz può “viaggiare” su lunghe distanze con meno stazioni base costose. Le frequenze a 2.6 GHz servono per le femtocelle: le femtocells sono celle di rete mobili personali, da installare in casa e ufficio per ottimizzare la copertura e la qualità del servizio di singoli utenti. Anche i tablet di ultima generazione sono 4G, come le nuove versioni in arrivo di Blackberry Playbook, Hp TouchPad eccetera.

Anche nel nostro paese Telecom Italia e Vodafone hanno bisogno di più banda larga mobile per venire incontro alle esigenze degli utenti di smartphone e tablet che usano i loro gadget per guardare video, film e navigare in Rete. Ma il governo dovrebbe raddoppiare l’offerta per convincere 100 broadcaster a liberare le frequenze (secondo Radio Television Association). E, poiché l’asta non può essere posticipata (ha confermato a Bloomberg Corrado Calabrò, presidente di AgCom), quello che è a rischio è il raggiungimento della cifra di 2,4 miliardi di euro, già segnati in Finanziaria.

La Gran Bretagna, dopo due anni di slittamento, metterà in vendita lo spettro nel primo trimestre 2012, a 2.6 miliardi di sterline (pari a 4.3 miliardi di dollari, più dei 3,5 miliardi di dollari stimati per l’Italia).

UPDATE: Il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, ha detto che se, nell’asta prevista per settembre, saranno venduti al prezzo base tutti i 30 blocchi di frequenze Tlc, il governo incasserà 3,1 miliardi di euro. E, se anche non venissero venduti tutti, con i rilanci l’incasso potrebbe perfino aumentare. Il bando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 giugno e le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 25 luglio. Il 27 luglio si saprà chi è stato ammesso alla gara. Ci sarà tempo fino al 29 agosto per presentare le offerte. Dal 31 agosto sarà avviata la fase dei rilanci.

Lte, in Italia a rischio l'asta WiFi?
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Autore: ITespresso
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