A Smau 2015, Pmi e industria puntano su economia digitale e Fabbrica 4.0

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A Smau 2015, Pmi e industria puntano su economia digitale e Fabbrica 4.0
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La 52esima edizione di Smau 2015 sono protagonisti la rivoluzione industriale di Fabbrica 4.0, internazionalizzazione startup e trasformazione digitale delle Pmi. Fino al 23 ottobre, nei padiglioni 1 e 2 di FieramilanoCity

La 52esima edizione di Smau 2015 apre a Milano, dopo le edizioni di Berlino, Padova, Torino, Bologna e Firenze. A Smau Milano 2015, fino al 23 ottobre, nei padiglioni 1 e 2 di FieramilanoCity, convergono oltre 30.000 imprese di tutti i settori e conquistano la prima pagina temi quali la rivoluzione industriale di Fabbrica 4.0, l’internazionalizzazione delle startup e la trasformazione digitale delle Pmi, mentre le Regioni Italiane aspirano al ruolo di hub finanziario.

Fabbrica 4.0 è un’iniziativa in collaborazione con Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, volta a traghettare la tradizione manifatturiera italiana verso un nuovo Made in Italy, dove i processi sono ridisegnati, mettendo la produzione di beni a fianco di quella di servizi. Si prevede di un +20% del PIL industriale a partire dal 2020.

A Smau 2015, Pmi e industria puntano su economia digitale e Fabbrica 4.0

A Smau 2015, Pmi e industria puntano su economia digitale e Fabbrica 4.0

Quest’anno Smau ha portato 50 startup non solo informatiche in roadshow a Berlino. Nasce così Smau International, per internazionalizzare le imprese e le startup e combinare incontri con investitori o imprenditori internazionali. Il 23 ottobre sarà conferito il Premio Innovazione Digitale, mentre Premio Smart Communities guarda al territorio.

Focus sul turismo: nel 2015, secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano, gli acquisti per turismo e viaggi in Italia oltrepasseranno i 51 miliardi di euro, in crescita del 3% sul 2014, grazie alla componente classica (+1%) e soprattutto ai canali digitali (+11%). Il mercato digitale nel 2015 totalizzerà un valore complessivo di 9,5 miliardi di euro.

Paolo Barberis, Consigliere per l’Innovazione Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha delineato l’Open Innovation come un’opportunità strategica per le imprese del nostro Paese, sottolineando l’importanza di un supporto da parte del Governo per le realtà che investono in IT. Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano e moderatore della prima tavola rotonda, teme che la “paura del fallimento” freni gli investimenti: bisogna creare un sistema di connessione intelligente che colleghi istituzioni, imprese e territori, per potenziare e favorire lo sviluppo imprenditoriale.

Le Regioni italiane sono protagoniste dell’innovazione e si propongono come hub finanziario rispetto ai fondi della Comunità Europea dedicati a ricerca e innovazione, con focus sulle startup.

La Lombardia, forte di 13 università, 500 centri di ricerca e 6 parchi tecnologic, scommette sul Piano Innova Lombardia con cui verrà attivato entro il 2020 un miliardo di investimenti in ricerca e innovazione. “L’ambizioso obiettivo è di portare la percentuale di investimenti in ricerca sul PIL al 3%, attraverso tre linee di finanziamento: Ricerca e sviluppo, Innovazione, Start up” ha precisato Mario Melazzini, Assessore alle Attività Produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia. ” Tra queste innovazioni, degno di nota è il caso della prescrizione elettronica che in un anno, trovando gli strumenti innovativi corretti, è cresciuta da poche decina di migliaia a oltre 13 milioni di ricette telematiche” ha confermato il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni.

Agostino Santoni
, Amministratore delegato di Cisco, ha dichiarato: “I player del digitale possono aiutare a trasformare l’Italia in un luogo in cui tutti i nuovi attori che oggi si fanno avanti possano entrare in una rete che abbia il fine ultimo di sviluppare l’innovazione, in particolare applicandola alla trasformazione digitale dei settori che fanno forte la nostra economia nel mondo, dal manifatturiero all’agroalimentare“.

Daryoush Glojani, Regional Channel Manager Google for Work, enfatizza l’importanza del Digitale come fattore abilitate di un nuovo modo di lavorare che promuove aggregazione, che favorisce collaborazione nel ciclo dell’innovazione che supporta il piano di trasformazione aziendale.

La strategia del Gruppo Telecom Italia relativamente al mercato delle PMI è fondata su alcuni semplici paradigmi: cloud, mobilità, processi digitali. Il cuore di questa strategia è rappresentato dalla possibilità di fornire attraverso il portale Nuvola Store un ampio catalogo di soluzioni in grado di rispondere a tutte le esigenze di business: dalla fatturazione elettronica certificata ai servizi di cloud storage, fino ai nuovi servizi di digital marketing” afferma Enrico Trovati, Responsabile Marketing Business Telecom Italia.

Manlio Costantini, Direttore Enterprise Vodafone: “L’obiettivo è essere il miglior partner per le imprese e la pubblica amministrazione e per farlo decliniamo il nostro impegno su tre livelli: l’offerta di soluzioni che migliorino la produttività e l’efficienza delle PMI in settori strategici come il commercio al dettaglio e il turismo, il supporto alla PA per lo sviluppo di servizi ‘smart’ evoluti e per favorirne la digitalizzazione e l’investimento nelle infrastrutture della rete mobile e fissa“.

Stefano Venturi Corporate VP e Amministratore Delegato del Gruppo HeP in Italia, conclude, parlando di competitività: “Pensiamo agli strumenti di analisi dei dati che consentono già oggi di estrarne informazioni strategiche per l’impresa e che, nel mondo dell’industria 4.0, impattano anche i processi produttivi migliorandone l’efficienza. In questo contesto è cruciale garantire la sicurezza dei dati e dell’intera ‘impresa digitale’. Alla base c’è la capacità di realizzare infrastrutture ibride, basate su standard aperti, che possano evolversi nel tempo e semplificare anche i processi di Open Innovation”.

Autore: ITespresso
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