A Wall Street il momento della verità per lIct

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In settimana i primi bilanci trimestrali dei colossi Usa del comparto

Si apre oggi a Wall Street una settimana che potrebbe essere determinante ai fini dellandamento delle blue chip dellIct nella seconda parte dellanno, periodo indicato da molte aziende del settore come quello decisivo per un consistente rilancio sui mercati di tutto il mondo. Ma i fatti delle ultime settimane – tra cui quello (del tutto inaspettato da parte del mondo americano della finanza) della messa sotto accusa di Merill Lynch da parte del procuratore generale dello Stato di New York per avere indotto i risparmiatori ad acquistare azioni di determinate società, alcune delle quali non propriamente in buone acque – farebbero invece pensare che lindicazione del secondo semestre 2002 come momento decisivo della tanto attesa inversione di tendenza sia solamente un ennesimo tentativo di prendere tempo da parte degli operatori dellInformation effettivo stato di salute dei grandi nomi del settore. Dellallarme lanciato (ad arte?) dalla stessa Ibm sul proprio fatturato, abbiamo già detto nei giorni scorsi, così come dellimmediato scivolone in borsa di Big Blue. Nonostante la recente nomina di un nuovo amministratore delegato (Samuel Palmisano è in carica da marzo), Armonk non sembra avere ancora ritrovato fiducia in se stessa. Ora però il tempo delle alchimie e delle pretattiche è finito. Intel e Motorola presentano i loro bilanci domani, martedì 16, mentre Apple e Ibm li renderanno noti mercoledì 17. Giovedì 18 si conosceranno invece i primi consuntivi trimestrali di Emc, di Gateway, di Microsoft, di Nokia e di Sun. A Wall Strett e nelle principali Borse degli Stati Uniti cè grande attesa per questi bilanci, da cui ci si aspetta sostanzialmente due indicazioni. La prima riguarda la capacità dellIct di avviare finalmente la propria ripresa, come hanno fatto da qualche tempo gli altri comparti vitali delleconomia americana. La seconda – per certi versi ancora più importante della prima – dovrà invece fare capire se avevano una ragione dessere le preoccupazioni sulle condizioni generali di salute del settore da parte dei pessimisti come la Goldman Sachs oppure se invece erano giustificate le previsione ottimistiche dei buonisti come la Thomson Financial/Forst Call.

Autore: ITespresso
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