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La fine del boom degli anni Novanta ha ridisegnato il ruolo degli analisti finanziari Usa. Nella sola New York, 43mila licenziamenti in 12 mesi per le acquisizioni/fusioni ai minimi storici

Aziende di Ict, banche daffari, Commissione federale, Federal Reserve, Governo Bush, Internet, investment banking, Nasdaq, New Economy, procura generale dello Stato di New York, societ di acquisizioni, Wall Street. Sono questi i fatti e le istituzioni che hanno stravolto leconomia americana e mondiale negli ultimi mesi. Ma che hanno fatto i personaggi che lavoravano allinterno del mondo dorato che si era venuto a creare tempo fa, quando sembrava che la New Economy e il boom di Internet sembravano non dovessero finire mai? Stiamo parlando dellinvestment banker, una figura non nuova allestablishment dellleconomia yankee, se ripensiamo a una divertente commedia di Hollywood dei primi anni Sessanta, dove Cary Grant (uno scapolo impenitente alle prese con una sfolgorante Ingrid Bergman alla ricerca di quello che una volta veniva definito un buon partito) anticipava il prototipo del banchiere dinvestimenti di oggi. Aerei da prendere al volo, alberghi e appartamenti di lusso, barche, champagne e grandi vini francesi, granturismo potenti e sfavillanti nel garage e una miriade di donne da cui districarsi in tempo utile prima di essere messi alle strette e accompagnarle allaltare o in municipio. Per dirla in due parole, quella bella vita che un single di rango sottoscriverebbe immediatamente, soprattutto se supportato dai benefit e dagli stipendi da milioni di dollari dellinvestment banking di ieri. Ma il boom degli anni Novanta finito, come testimoniano inequivocabilmente i 12 mesi intercorsi tra il febbraio 2001 e lo stesso mese di questanno. In questo periodo, il mondo finanziario americano ha registrato 43mila licenziamenti solamente a New York. Un record di negativit, che non si verificava dalla met degli anni Settanta. Con il boom legato a Internet, finita anche la bella vita, anche se oggi a Manhattan sono in pochi coloro che ammettono di essere stati licenziati e di trovarsi in between jobs (tra un lavoro e laltro). I conti in banca, sia pure cospiqui grazie ai compensi miliardari dello scorso decennio, non sono eterni e qualcuno gi allasciutto. C chi reagisce inventandosi un lavoro consulenziale da free lance, ma le entrate che si ottengono a operazione avvenuta (le success fee) non sono splendide e soprattutto non cos frequenti come invece dovrebbero essere. Altri spendono i pochi dollari rimasti per spedire sacchi di curriculum vitae. Ma se si ha la fortuna di trovare un nuovo posto di lavoro come analista finanziario, ci si deve per dimenticare dei megastipendi del passato. Non per niente le operazioni di acquisizione/fusione fatte nel primo quarter di questanno sono state le meno numerose dal 1995. Da Princeton e da Yale continuano a uscire ancora folte pattuglie di laureati in business administration, ma sono in pochi quelli che pensano di andare a cercare lavoro a New York, nella speranza di potere rivivere le avventure cinematografiche di qualche anno fa di Michael Douglas, perfetto nei panni del banchiere dassalto cinico e spietato. Meglio puntare sulla tranquilla provincia americana e trovare lavoro in qualche azienda piccola ma sana o in una qualche sede governativa decentrata. Le sirene di Wall Street non ammaliano pi -almeno per il momento – i nuovi colletti bianchi. Il Paese cambiato, anche per via del ruolo di gendarme del mondo che stato costretto di nuovo a ricoprire dopo i fatti dell11 settembre.

Autore: ITespresso
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