Abbiamo giocherellato con Safari per Vista

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Abbiamo fatto una prova veloce della versione per Windows del browser di
Apple

APPLE COMPUTERS ha presentato una versione per Windows del suo browser Safari, di cui abbiamo fatto una prova veloce. Si tratta di una versione beta e come tale presenta dei malfunzionamenti come la totale impossibilità di salvare qualunque modifica alle preferenze (almeno se usato con Vista), dovuta forse all’assenza del pulsante ?Salva? nelle finestre di dialogo delle preferenze… Tra le altre importanti ?magagne? c’è la mancanza dell’opzione di salvataggio di un gruppo di schede come home page, una funzione utile che anche Internet Explorer ha da tempo. Peggio ancora, è l’applicazione con il layout più triste dai tempi di WordPerfect per DOS ? persino quello aveva un po’ di colore in più. È abbastanza noioso per voi? L’impossibilità di salvare le modifiche nelle preferenze significa che si rimane limitati alla stucchevole pagina di avvio di Apple. Ridimensionare la finestra del browser è una piccola sfida per gli utenti di Windows perché il formato usato non è standard e non consente di cliccare e trascinare i bordi per modificare le dimensioni, occorre invece usare un piccolo riquadro nell’angolo a destra in basso. Per il momento questo browser non sembra molto brillante, nonostante San Steve da Cupertino abbia affermato che sarà milioni di miliardi di volte più veloce di Internet Explorer 7. La beta non lo è su questo PC con 2 GB, Core 2 Duo 2,7 GHz e Vista Ultimate. Safari importa i preferiti da Internet Explorer e Firefox, ma li espone in un formato piuttosto scomodo. La gestione dei font su un display CRT è fastidiosa con le impostazioni di default, alle quali il browser gira ogni volta automaticamente a causa dell’impossibilità di salvare le modifiche alle preferenze. L’aspetto è migliore su un moderno schermo Lcd. Perché Apple ha prodotto un programma che, almeno al momento, è il browser per Windows peggiore in circolazione ? Forse per quella inevitabile home page con iTunes. Che il futuro di Apple stia nella vendita di contenuti, piuttosto che di computer? Al lancio, Safari si beve 66MB di memoria. Firefox richiede 33MB. Entrambi si espandono man mano che la pagina viene caricata. Ma la cosa forse più triste di tutte è che i fighissimi californiani del marketing Apple hanno perso l’occasione di dare al browser il nome Surfari, come la band californiana degli anni ’60. Faremo del nostro possibile per rimediare. Se avete voglia di fare del vostro desktop un posto deprimente potete scaricare la beta dal sito web dai colori pastello di Apple.

Autore: ITespresso
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