Accenture: oltre il 50% degli italiani sposerebbe un nuovo grande player Tlc

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Lo studio Dynamic Digital Consumers Survey di Accenture ha rivelato come, a fronte di un eventuale ingresso nel mercato di un gigante digitale globale come per esempio Amazon, susciterebbe il gradimento del 44% degli interpellati in Europa e il 57% degli italiani

Se in Italia si affacciassero nuovi player digitali nei servizi di telecomunicazioni, oltre il 50% degli italiani sarebbero interessati ad aderire alle nuove offerte. E’ questo quanto si evince dalla Dynamic Digital Consumers Survey di Accenture, lo studio ha rivelato come, a fronte di un eventuale ingresso nel mercato di un gigante digitale globale, come per esempio Amazon, susciterebbe il gradimento del 44% degli interpellati in Europa.

L’indagine online, condotta tra ottobre e novembre 2016, su circa 26mila consumatori in 26 Paesi: Australia, Arabia Saudita, Brasile, Canada, Cina, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Italia, Messico, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Singapore, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Turchia e Ungheria, ha rilevato come in Francia il 40% degli intervistati si sposterebbe verso queste realtà, in Germania il 32%, in UK il 35% e in Spagna il 45%, mentre il 57% degli intervistati sul territorio nazionale si è espresso a favore dell’ingresso dei nuovi player digitali nei servizi di telecomunicazioni.

Internet
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L’introduzione della eSim, che facilita il passaggio da un operatore all’altro, rappresenta un’ulteriore sfida per le società di telecomunicazioni: l’indagine ha rilevato che il 68% dei consumatori online sarebbe interessato a utilizzare un dispositivo con una eSim. Anche in questo caso i consumatori italiani si posizionano sopra la media globale con una richiesta di eSim che tocca il 78% degli intervistati, avvicinati solo dai colleghi spagnoli (71%), a cui seguono quelli francesi (57%), inglesi (52%) e tedeschi (49%). Il 50% dei consumatori globali (lo stesso dato vale per quelli italiani) sarebbe spinto proprio dalla facilità e rapidità con cui diventerebbe possibile cambiare provider e ottenere così tariffe più convenienti per chiamate e traffico dati, contribuendo al livellamento generale dei costi per la connettività. Lo scenario potrebbe complicarsi ulteriormente a causa della capacità dei player digitali di introdurre la eSim nel dispositivo già in fase di produzione, proponendosi così direttamente al consumatore e bypassando la necessità di appoggiarsi a un fornitore di connettività.

Il digitale in casa

I provider tradizionali restano in vantaggio rispetto ai nuovi player digitali in termini di accesso al patrimonio di dati dei consumatori. Le applicazioni di rete, in particolare il controllo sulla piattaforma di trasmissione end-to-end, e le funzioni di back office sui dispositivi, consentono alle Telco di avere accesso a una filiera strategica di dati da utilizzare per fidelizzare il cliente. Attraverso l’analisi e l’implementazione di questi dati le Telco hanno l’opportunità di modellare la propria offerta e ottimizzare la customer experience.smarthome@shutterstock

L’area dei video digitali è una di quelle più promettenti dal punto di vista dello sviluppo del business, sostenuta da un lato dal costante aumento della domanda, dall’altro dalla maggiore apertura verso la pubblicità digitale. Lo dimostra la stessa ricerca di Accenture: fra gli intervistati il 37% si è detto favorevole a rivolgersi ai provider tradizionali per usufruire dei canali di PayTV, il 34% per i servizi di Video on Demand. In questo caso la predisposizione del consumatore italiano si scosta rispetto alle altre medie europee, confermando una maggiore disaffezione nei confronti delle telco: soltanto il 32% degli intervistati, infatti, è disposto ad acquistare servizi televisivi dai provider tradizionali (Spagna 54%, Germania 43%) e solo il 27% li prediligerebbe in termini di servizio video (Spagna 48%, Germania 37%). Un settore del mercato in cui le telco italiane dovranno dunque agire con particolare fretta.

Telco e IoT

Nuove opportunità di crescita per le Telco arrivano anche dalle applicazioni IoT (Internet of Things). La Connected – Home, nonostante si trovi ancora nella sua fase iniziale di implementazione, si basa su comunicazione Machine to Machine, consentendo ai consumatori di risparmiare tempo e costi, sta progressivamente diventando una realtà. Attraverso l’interconnessione dei dispositivi, i consumatori sono adesso in grado di risolvere molti dei problemi di interoperabilità, usabilità e sicurezza.

La ricerca ha reso noto che il 54% dei consumatori globali (49% di quelli italiani) che utilizza questo genere di tecnologia riscontra alcune difficoltà e lamenta una certa preoccupazione in termini di personalizzazione dei servizi, privacy nella trasmissione dei dati e assenza di assistenza al cliente. In particolare, il 14% del campione lamenta malfuzionamenti legati alla complicazione nell’uso (12% in Italia), il 13% alla mancanza di collegamento Internet – particolarmente significativo il dato italiano che segnala ancora problemi di accesso alla connettività per il 29% degli intervistati (sono solo l’8% in UK e il 4% in Germania) – e il 12% al mancato funzionamento (8% in Italia – 20% in Germania).

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