Accesso a banda larga

Aziende

Oltre alla DSL, anche WiMax e wireless Local Loop. Più tecnologie, più provider e diverse soluzioni caratterizzano l’Italia a banda larga di oggi e di domani

Le applicazioni di base sono le stesse e sempre più consolidate: accesso a Internet, accesso alla LAN aziendale, apprendimento a distanza, telelavoro, home shopping. Ma qualcosa sta cambiando per utenza, fornitori e provider per quanto riguarda la tecnologia dell’accesso DSL e con essa molto sta cambiando anche per le applicazioni di frontiera, che oggi sono la voce su IP, il broadcasting televisivo, il video on demand e la collaboration, anche in audio o video conferenza. I dati che si aggiungono alla voce sul tradizionale doppino telefonico o sulla fibra ottica sono sempre celle TDM o pacchetti IP, ma in poco tempo si è passati dal modem in banda fonica, al digitale su ISDN all’ADSL. Solo tre anni fa si pensava al futuro delle possibilità delle prime linee ADSL parlando di una capacità da 1,5 a 8 Mbit al secondo (Mbps) in downstream verso l’utenza e di 9,6 fino a 640 kbps in upstream verso il provider. Esattamente quello che viene offerto ora da carrier e provider nelle pagine pubblicitarie di ogni giornale e rivista. I più recenti dati del DSL Forum, l’organismo internazionale che raggruppa circa 200 tra service provider e fornitori di apparati, parlano di quasi 97 milioni di abbonati a servizi DSL, di cui 35,5 acquisiti solo nel corso del 2004. Nell’Unione Europea si è passati nell’arco dello scorso anno da 17,4 a 31,1 utenti (+79%). A livello mondiale in almeno 20 nazioni la penetrazione della DSL sulla popolazione ha raggiunto il 6%, con in testa la Corea e ultima la Spagna (6%), preceduta da Regno Unito e Italia, di poco sotto all’8%. Se però si guarda alla penetrazione dei servizi al larga banda di tipo DSL rispetto alle linee telefoniche installate, sono 5 le nazioni in cui si supera il 20% ( il Belgio è l’unica nazione europea), mentre l’Italia sta tra i 9 Paesi che mostrano una penetrazione di almeno il 10%, collocandosi sopra il 15%, alle spalle della Norvegia. Lavorando su dati interni, di Sirmi, di IDC e Databank, Telecom Italia ha rilasciato in marzo le sue stime sul mercato consumer di Internet e sul mercato professionale dei dati. In sintesi il mercato utente di Internet ha visto nel 2004 l’esplosione della migrazione dell’utenza dalla banda stretta alla banda larga. L’accesso a banda stretta diminuirà a un tasso annuo del 15% fino al 2006, contro un incremento della banda larga a un tasso annuo del 20-25%. I contenuti (film, musica e giochi) partiti lo scorso anno cresceranno in tre anni del 120-130 %. Nel triennio 2004-2006 il mercato globale italiano di Internet crescerà nelle stime Telecom del 12-15%. I servizi innovativi di trasporto dati a uso professionale (XDSL, VPN e reti IP) cresceranno a un tasso annuo composto del 2-4%, le apparecchiature cresceranno a un tasso analogo, mentre i servizi a valore aggiunto sui dati avranno un passo del 15-18%, di molto superiore a quello generale del mercato, valutato nel 6-8% dal 2004 al 2006. Inoltre Telecom Italia dichiara che il 50% delle richieste attivate in Italia di unbundling del Local Loop sono determinate da collegamenti in ADSL.

ADSL, ADSL2 e ADSL2Plus sono dunque le nuove frontiere dell’accesso DSL al lavoro e all’intrattenimento. Ma queste sigle hanno contenuti tecnologici e di investimento da parte dei provider e degli utenti: vale la pena analizzarle in breve. La sigla DSL sta per Digital Subscriber Line. Una linea DSL consente un accesso a Internet usando la normale linea telefonica. Su una DSL di tipo ADSL (A sta per asimmetrica, in quanto, a differenza ad esempio con un accesso WiMax, i dati non viaggiano con la stessa velocità in download e in upload) l’utente può fare molte cose. Due di esse ci interessano qui in particolare: stare seduto dovunque a lavorare a distanza come se fosse seduto alla sua scrivania di ufficio, usando preferibilmente un tunnel VPN per garantirsi sicurezza e/o ag- giungere la voce (VoIP o VoDSL) o il video alle comunicazioni su Internet. La voce viene trasformata in pacchetti di dati, trasportata e poi ritrasformata e avviata sulle comuni linee telefoniche (vedi box di pagina 3). Entrambe le attività, telefonia e video, sono sempre meglio garantite da una connessione ADSL di qualità e di velocità sempre più alta, come ci danno e ci promettono i provider o i carrier.

Le specifiche dei due nuovi standard di tecnologia ADSL che portano le sigle G. 992.3 e G. 992.4 e portano il nome collettivo di ADSL2 risalgono a fine 2002. Poi nel gennaio 2003, quando gli utenti della ADSL di prima generazione erano già 30 milioni, ecco un nuovo standard, il G. 992.5, che si è unito alla famiglia ADSL2 come ADSL2Plus (o ADSL2+). Lo standard ADSL2 nasce dallo sforzo congiunto di carrier, provider e utenti. Con esso l’ADSL è diventata più friendly per gli utenti, più profittevole per i provider. L’ADSL2 ci accompagnerà per il resto del decennio in corso. Lo scopo della nuova versione dell’ADSL è di migliorare le prestazioni di una connessione ADSL, la sua interoperabilità e di permettere lo sviluppo di nuove applicazioni e servizi.Tra i miglioramenti segnaliamo un migliore data rate (+50 kbps) e una maggiore distanza supportata (200 m). L’ADSL2 raggiunge un data rate in downstream di 12 Mbps e di 1 Mbps in upstream migliorando l’efficienza di modulazione del segnale, ottenendo più elevati guadagni di codifica e gestendo migliori algoritmi di elaborazione del segnale. Mentre nell’ADSL di prima generazione i bit di overhead per trama era fissi e consumavano 32 kbps dei dati effettivi di payload, nello standard ADSL2 i bit di overhead per frame possono essere programmati da 4 a 32kbps. Se dunque nei sistemi di prima generazione, su linee lunghe con bassi data rate (ad esempio 128 kbps) si aveva un degrado di prestazioni del 25% del data rate totale, con i nuovi sistemi e con un overhead di 4 kbps si può guadagnare una banda di 28 kbps di dati effettivi. Inoltre va ricordato che le linee telefoniche sono fatte di matasse di 25 o più doppini. Questo significa che i segnali elettrici di un doppino possono generare fenomeni di interferenza (crosstalk) elettromagnetica con il doppino adiacente. Il risultato pratico di ciò è la caduta del collegamento ADSL, una delle tante ragioni della instabilità della linea ADSL insieme ai disturbi radio AM, ai cambiamenti di temperatura e all’acqua. Lo standard ADSL2 risolve questi problemi adattando il data rate del collegamento in tempo reale senza interruzione del servizio o errori di trasmissione dei bit. L’ADSL2 rileva i cambiamenti nelle condizioni del canale di trasmissione e adatta la velocità del collegamento in modo trasparente per l’utente. Una situazione comune per i carrier è di fornire diversi SLA (Service Level Agreement) a clienti diversi, ad esempio consumatori o aziende. L’ADSL2 può utilizzare due o più doppini in rame in un link ADSL per migliorare la velocità. Una qualità particolare dell’ADSL2 è poi quella di dividere la larghezza di banda in canali diversi con diverse caratteristiche di connessione in funzione di diverse applicazioni. Ad esempio, l’ADSL2 può supportare contemporaneamenteuna applicazione di voce, che deve avere bassa latenza, ma requisiti meno stringenti di tasso di errore, e un’applicazione dati che ha minori esigenze sui tempi di latenza, ma richiede un tasso di errore più basso. Questo consente applicazioni di voce su DSL, in cui 64 kbps sono riservati alla voce, dal modem DSL a un terminale o a un ufficio remoto proprio come nella tradizionale comunicazione telefonica. Ma c’è di più. Con l’ADSL2 si possono trasmettere dati utilizzando la banda fonica aggiungendo altri 256 kbps alla trasmissione di dati in upstream. Un’opzione interessante per le aziende che tengono servizi voce e dati su linee telefoniche diverse. L’ADSL2 Plus raddoppia la larghezza di banda usata per la trasmissione di dati in downstream permettendo di arrivare a 20 Mbps sulle linee telefoniche tradizionali su tratte telefoniche verso la centrale più corte di 1,5 km. Inoltre è multimodale e mantiene l’interoperabilità con le versioni precedenti. È l’ADSL2Plus la tecnologia abilitante che consente ai service provider di far evolvere le loro reti e renderle in grado di supportare servizi come il video. I carrier possono così attuare un percorso verso le nuove tecnologie integrandole con le infrastrutture preesistenti.

Autore: ITespresso
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