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Premetto che sono un dottore commercialista appassionata di computer ormai da anni e leggo con interesse la vostra rivista. Tra i vari articoli ho letto con piacere quello sulle carte prepagate (Computer Idea N. 101). L’articolo chiarisce molti dubbi ancora in sospeso. Effettivamente, la “prepagata”, trattandosi di uno strumento ancora “giovane”, non è ancora molto

Premetto che sono un dottore commercialista appassionata di computer ormai da anni e leggo con interesse la vostra rivista. Tra i vari articoli ho letto con piacere quello sulle carte prepagate (Computer Idea N. 101). L’articolo chiarisce molti dubbi ancora in sospeso. Effettivamente, la “prepagata”, trattandosi di uno strumento ancora “giovane”, non è ancora molto conosciuta e al momento in cui se ne sente parlare non si capisce bene quale sia il suo effettivo impiego. Il mese scorso avevo fatto delle ricerche su Internet e tirando le somme ero arrivata alla conclusione che la prepagata delle Poste, “Postepay”, fosse vantaggiosa per sicurezza, prezzo e utilizzo di uno dei canali più diffusi come quello Visa. Ho quindi pensato che potesse essere usata per la ricarica del conto spese previsto dal servizio “Telemaco”, per la trasmissione telematica delle pratiche alle Camere di Commercio. In pratica, per i non addetti ai lavori, si tratta di un fondo spese alimentato con importi tramite carta di credito, dedicato al pagamento delle spese e dei diritti per la presentazione delle pratiche alle Camere di Commercio. Ho quindi chiamato il numero verde di assistenza per fare la prima ricarica e mi hanno detto che al momento non accettano operazioni tramite carte prepagate, ma che accettano solo accrediti sul canale Visa “classico” ma non Visa Electron. Leggendo sempre il vostro articolo ho trovato conferma sull’assurdità dell’impossibilità di utilizzare la prepagata sul servizio Telemaco. Nell’articolo questi comportamenti vengono considerati “delle distonie del servizio”. Considerato che le pratiche alle Camere di Commercio, per quanto concerne le società, debbono essere inviate solo telepaticamente e che dovendo costituire un fondo a priori si anticipano le spese per il cliente, imporre i limiti di cui sopra sembra assurdo!!!! Questo è il mio semplice parere, spero che a breve ci siano delle modifiche a riguardo. Grazie per l’attenzione. Le interessanti considerazioni della vostra lettrice meritano alcune riflessioni. Le carte di credito sono uno strumento privilegiato nelle transazioni on-line e pressoché ogni iniziativa imprenditoriale tesa a sviluppare un’attività di commercio elettronico parte dall’accettazione dei pagamenti tramite VISA e/o Mastercard. All’interno dell’universo delle carte di credito esistono poi varie tipologie di prodotti e le carte prepagate costituiscono il mezzo ideale, in termini di sicurezza, per essere utilizzate in Rete. Compito degli esercenti, cioè dei siti che fanno del commercio elettronico il loro business, dovrebbe essere quello di evidenziare il supporto, all’interno delle possibilità di pagamento tramite carta di credito, anche per questo tipo di carte. Nei casi dove questa segnalazione manchi, si tratta di una distonia del servizio che non impedisce però il supporto stesso della carta prepagata. Il “circuito” infatti non riesce a distinguere se è una carta è prepagata o meno. Spetta poi alle banche e istituti finanziari che hanno emesso le carte rendere noti i numeri e i contatti di riferimento a cui rivolgersi per la segnalazione dei casi in cui il supporto per pagamento tramite carta ricaricabile non sia evidenziato o manchi del tutto. Per quanto riguarda il mancato supporto del servizio da parte di Telemaco, si tratta però di un caso a parte visto che non si tratta di un servizio commerciale in senso classico.

Autore: ITespresso
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