ACTA finisce davanti alla Corte di Giustizia UE

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Nessuno vuole ratificare ACTA? La Corte di Giustizia UE dovrà valutare la compatibilità dell’accordo Acta con i diritti fondamentali Ue, come la libertà di espressione, di informazione o di protezione

L’Unione europea (UE) si rivolge alla Corte di Giustizia per verificare la legittimità dell’accordo contro la contraffazione e sul copyrigper la tutela della proprietà intellettuale, firmato di recente a Tokyo. Il controverso Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) sarà sottoposto a giudizio della Corte di Giustizia UE. E non poteva finire diversamente, dopo le proteste scoppiate in tutta Europa e i dubbi espressi perfino da varie cancellerie nell’Unione europea. Perfino in Germania era slittata la ratifica, in Italia è stata chiesta un “pausa di riflessione” (con tanto di petizione online) al Premier Mario Monti, la Polonia (oggetto di un duro cyber attacco di Anonymous) ha ritratto la firma, e il Primo ministro della Repubblica Ceca, Petr Necas, aveva detto che ACTA sarebbe stata messa al microscopio. Mentre infuria la “crisi dei debiti sovrani”, l’Europa non può permettersi un’ondata di delegittimazione per via di ACTA, un accordo “nato sotto una cattiva stella”, a causa della sua segretezza fin dagli esordi. Il varo di ACTA ha già registrato le dimissioni del relatore del dossier Kader Arif, europarlamentare francese incaricato del rapporto sull’accordo Acta.

Il commissario Ue Karel de Gutch ha dunque tagliato la testa al toro: “È bene che valuti tutti gli aspetti dei diritti fondamentali. Spetta alla Corte dare un orientamento e dire quali sono i limiti che la Ue deve rispettare“. Una decisione equilibrata, visto che ACTA intende uniformare le leggi internazionali che regolano la proprietà intellettuale. Un argomento scottante, a causa del “dilagare” della pirateria (vedi denunce di BSA, IFPI, BPI eccetera); un “terreno minato”, secondo le associazioni dei diritti digitali, visto che la lotta contro la pirateria a volte finisce per intaccare la tutela della privacy ed altri cyber-rights.

Come finirà? È presto per dirlo. Anche il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha espresso forti perplessità su ACTA parlando. Amnesty International ha chiesto alla UE di respingere il trattato che potrebbe diventare un “vaso di Pandora” di potenziali violazioni di diritti umani. Jérémie Zimmermann, co-fondatore dell’associazione francese La Quadrature du Net, aveva denuncia il tentativo della UE di “aggirare i processi democratici per imporre misure repressive”. Parole pesanti. ACTA è ormai la classica “patata bollente”. Vedremo come saprà gestirla la Corte di Giustizia UE. In gioco è la “compatibilità dell’Acta con i diritti fondamentali Ue, come la libertà di espressione, di informazione o di protezione” come ha concluso il commissario UE.

Proteste contro ACTA
Proteste contro ACTA: ora l'accordo finisce davanti alla Corte di Giustizia UE
Autore: ITespresso
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