Addio a Ray Tomlinson, padre dell’email e del simbolo della @

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Addio a Ray Tomlinson, padre dell'email e del simbolo della @
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La posta elettronica, nonostante i competitor sempre più agguerriti, resiste. Lo scorso luglio WhatsApp, Facebook Messenger, Skype e Snapchat hanno messo la freccia sull’email, lo strumento inventato da Ray Tomlinson nel 1971

Raymond (Ray) Tomlinson l’ha inventata, ma non la utilizza troppo. Parliamo dell’email, la posta eletronica, inventata dal programmatore di computer americano nel 1971, per inviare un messaggio da una rete all’altra, in realtà il primo avvenne fra due macchine adiacenti e non rimase memorabile, probabilmente riportava le prime lettere della tastiera Qwerty. Ray Tomlinson è morto a 74 anni e rimarrà nella storia dell’IT per aver inventato il simbolo della “chiocciola”, quell’ @ (che si legge at) usato negli indirizzi di posta elettronica, che divide il nome dell’utente (o il suo nickname) e il dominio, simbolo – diventato iconico nella messaggistica – adottato perfino da Twitter.

Addio a Ray Tomlinson, padre dell'email e del simbolo della @
Addio a Ray Tomlinson, padre dell’email e del simbolo della @

Laureato al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, progettò il sistema di posta elettronica in segreto, mentre lavorava ad Arpanet, il progetto militare da cui è nata Internet. All’epoca collaborava a Boston in qualità di ingegnere della Bolt, Beranek and Newman, che ricoprì un ruolo di primo piano nello sviluppo di Arpanet.
Insignito di prestigiosi premi, fino all’ingresso nella Internet Walk of Fame nel 2012, Tomlinson inventò anche l’oggetto e il destinatario, ma contribuì anche allo sviluppo di ARPANET e TELNET, due protocolli alla base della Rete. La chiocciola è entrata anche nella collezione Design del MoMA di New York nel 2010.

Oggi l’email, nell’era di Whatsapp e dei social media, sta perdendo rilevanza. Troppo spam ha soffocato l’uso della posta elettronica, che prima subì l’attacco degli Instant messenger, poi delle apps mobili e dei social network.

Lo scorso luglio WhatsApp, Facebook Messenger, Skype e Snapchat hanno superato la posta elettronica. Secondo Juniper Research,  sarebbero stati inviati 43 trilioni di messaggi instantanei sui servizi IM nel corso del 2015, sorpassando per la prima volta le email. La posta elettronica svettava ancora nella classifica dei canali di comunicazione nel 2014, con 35 trilioni di messaggi spediti, ma la popolarità di Whatsapp, Messenger e Snapchat ha portato allo storico sorpasso.
Secondo Planetoscope, ogni giorno nel 2013 veniva spedito un volume pari a 183 miliardi di email al mondo, spam compreso.

Ma l’@ è in realtà un carattere tipografico antico, vecchio di secoli. L’at sign (in inglese) si chiamava chiocciola in Italia e in Spagna (arroba), per gli slavi era “scimmia”. Più in là nel tempo, il simbolo venne conservato nelle tastiere delle macchine da scrivere: le persone hanno continuato ad utilizzare il segno della chiocciola attraverso i secoli ed era di uso comune nella contabilità commerciale dove significava “al prezzo di”.

Il 4 maggio del 1536, Francesco Lapi, un mercante fiorentino che si trovava a Siviglia, in Spagna, usò il simbolo @ in una lettera, il primo esempio conosciuto di documento che contiene questo simbolo. Allora si riferiva al numero di “anfore” che avrebbero viaggiato dentro tre navi che partivano dalla Spagna dirette a Roma. Un’ “anfora” era una unità di misura di peso e di capacità usata nel commercio a quel tempo. “Qui, un’anfora di vino, che è un trentesimo di un barile, vale 70 o 80 ducati”.

Era il 1971 quando Ray Tomlinson vide il simbolo e pensò che poteva essere utile aggiungere il mail server host al nome di chi riceve una email: “Ho deciso di apporre una chiocciola e l’host name al nome dell’utente (al login). Mi chiedono spesso perché abbia scelto questo segno: è solo perché ha senso. Lo scopo del simbolo (l’at sign, in inglese) era di indicare un prezzo (per esempioo, 10 oggetti @ 1.95$). Io ho scelto il simbolo “at” per indicare che l’utente si trova presso (la traduzione dell’inglese “at”) quel dominio“.

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