Adobe Production Studio Premium

Management

Nuove versioni dei programmi Adobe destinati all’elaborazione di video e audio digitali, raccolti in una suite ancora più completa e già disponibile anche in lingua italiana

Il principale motivo che spingeva all’acquisto delle prime raccolte di programmi proposte da Adobe per i professionisti della grafica e del video era rappresentato dal vantaggio di natura economica: le raccolte avevano, infatti, un costo nettamente inferiore a quello complessivo dei singoli programmi. Ma come è già accaduto con la Creative Suite per la grafica, ora Adobe propone anche per il video funzionalità particolarmente utili che rendono ancora più conveniente l’acquisto di una delle due versioni della raccolta Production Studio, la Standard comprendente Premiere Pro 2.0, After Effects 7.0 Standard e Photoshop Cs2 o la versione Premium, che include anche Audition 2.0, Encore Dvd 2.0, Illustrator Cs2 nonché la versione Professional di After Effects 7.0. La prima di queste funzionalità offerta solo agli acquirenti di Production Studio è l’utility Adobe Bridge, già nota agli utenti della Creative Suite. Questa utility, attivabile dai vari programmi con il comando Sfoglia, permette di gestire tutto il materiale necessario per le diverse lavorazioni (immagini, video e audio) e importarli con un semplice doppio clic. Adobe Bridge è anche un potente sistema di archiviazione, poiché permette di definire per ogni file tutta una serie di parole chiave e metadati (dati che descrivono il contenuto del file, piuttosto che il nome dell’autore o il detentore dei diritti di utilizzo). L’altra funzionalità è Dynamic Link, frutto di una migliorata integrazione fra i diversi programmi. Con Dynamic link è possibile inserire animazioni e titoli realizzati con After Effects nella timeline del programma di montaggio video Premiere Pro senza dover eseguire necessariamente il rendering e lo stesso accade con i menu in movimento preparati per Encore Dvd, il programma che si occupa in modo specifico della creazione di Dvd. Il collegamento diretto evita quindi di dover ripetere il rendering ogni qualvolta fosse necessario apportare modifiche all’animazione, con ovvi vantaggi sul contenimento dei tempi di lavorazione. Sempre dal punto di vista funzionale, un’altra importante innovazione riguarda l’interfaccia grafica, comune a tutti i programmi e composta da pannelli che possono essere organizzati in una o più cornici: ridimensionando un pannello, si modificano automaticamente le dimensioni di tutti quelli adiacenti, permettendo così di adattare rapidamente l’interfaccia alle diverse fasi della lavorazione. Applicazioni aggiornate Passando ai singoli programmi, il supporto per i formati video in alta definizione, compreso l’Hdv, è una delle caratteristiche della versione 2.0 di Premiere Pro che introduce anche il montaggio multicamera. Grazie a questo è possibile sincronizzare fino a quattro riprese, visualizzarle contemporaneamente sullo schermo del Pc e scegliere con il mouse o la tastiera quale inserire nel montaggio. Per poter sfruttare appieno il montaggio multicamera è però necessario poter contare su un dispositivo di memorizzazione per i video sufficientemente veloce (due o più hard disk in configurazione Raid), anche quando si lavora con formati come il Dv: un semplice hard disk potrebbe non garantire una velocità di trasferimento dati sufficiente a poter leggere quattro flussi di dati video allo stesso tempo (ricordiamo che ogni flusso Dv richiede un transfer rate di circa 3,6 Mbyte/s che diventano oltre 20 nel caso di video non compresso). Migliorati poi gli strumenti per la correzione del colore, grazie anche alla possibilità di elaborazione interna con una precisione di 32 bit per ciascun canale che evita la comparsa di effetti di posterizzazione. La stessa precisione è offerta anche dalla versione Professional del programma per la creazione di grafica animata After Effects 7.0 che, rispetto a quella Standard, mette a disposizione anche gli effetti di Timewarp per il controllo della velocità di riproduzione delle singole clip. Si possono inoltre aggiungere effetti di accelerazione o decelerazione e, grazie all’impiego di raffinati algoritmi per l’analisi del movimento, la qualità dei risultati è nettamente superiore a quella offerta dal metodo Frame Mix, l’unico messo a disposizione dalle precedenti versioni. Come tutti gli altri effetti, anche questi possono essere gestiti tramite l’Editor grafico in maniera molto intuitiva. Il supporto dello standard OpenGL 2.0 permette poi di ottenere una maggiore fluidità nell’anteprima dei risultati e di abbreviare i tempi di rendering, sfruttando il processore grafico della scheda video (un elenco dei modelli supportati si trova all’indirizzo www.adobe. com/products/aftereffects/opengl. html). Il supporto dei driver Asio (Audio Stream In/Out) delle schede audio più recenti permette invece alla versione 2.0 di Audition di registrare fino a 80 ingressi simultanei e di realizzare missaggi con un numero illimitato di tracce, con variazione dei parametri in tempo reale controllabile anche con apposite superfici di controllo dotate di comandi a cursore o rotanti. Tra i numerosi strumenti messi a disposizione c’è anche un compressore multibanda analogico che permette di regolare la sonorità alle diverse frequenze, molto utile per esempio quando si voglia far risaltare la voce rispetto alla base musicale. Per il software di authoring Encore Dvd, giunto alla versione 2.0, una delle novità consiste nella possibilità di visualizzare graficamente la struttura del Dvd che si sta creando, permettendo così di verificare a colpo d’occhio la correttezza dei collegamenti fra le voci dei menu e i diversi elementi. Encore Dvd 2.0 permette anche di realizzare rapidamente presentazioni a partire da una serie di fotografie o immagini fisse, definendo gli effetti di transizione fra le immagini e adattando la durata complessiva a quella del brano musicale scelto come colonna sonora. Le immagini possono essere in qualsiasi risoluzione e sono automaticamente ridimensionate, mentre per quel che riguarda i video Encore può importare solo materiale in definizione standard Pal. Superando invece una delle più noiose limitazioni delle precedenti versioni, il programma permette ora di inserire più clip su un’unica timeline, operazione che in precedenza richiedeva il ricorso ad un programma di montaggio video. Inoltre, i menu possono essere creati in maniera automatica a partire dai capitoli definiti in precedenza. Ben nutrita anche nel caso di Encore la fornitura di modelli predefiniti da utilizzare per i menu, modelli che possono essere facilmente modificati con Photoshop CS2, programma incluso anche nella versione Standard di Production Studio. Con quella Premium si ha anche a disposizione Illustrator CS2, il programma Adobe per la creazione di grafica vettoriale. Tra le molte altre cose, con Illustrator è possibile tracciare i contorni delle singole immagini che compongono una clip, ottenendo un risultato simile a quello di un cartone animato: il tempo richiesto per l’operazione non è proprio contenuto, ma il risultato merita l’attesa. Infine, come accennato all’inizio, tutti i programmi delle suite Production Studio sono disponibili anche in lingua italiana e la traduzione dei singoli termini è nel complesso accettabile. In alcuni casi però, la scelta dei termini italiani un po’ infelice potrebbe mettere in difficoltà chi è abituato a lavorare con le precedenti versioni in lingua inglese, anche perché non c’è sempre coerenza nella traduzione fra i diversi programmi. Per esempio, l’effetto chroma key che permette di rendere trasparente un fondo di colore uniforme prende il nome di Cromaticità in Premiere Pro e quello di Trasparenza colore in After Effects. Solo per quest’ultimo programma è stata prevista la possibilità di passare facilmente alla versione inglese.

Autore: ITespresso
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