Adobe, quando la digital transformation vive di software

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Adobe chiude la prima metà dell’anno con buoni risultati e si muove in ambito documentale con Adobe Scan. Il comparto creativo cresce con Adobe Stock più ricco e le funzioni di ricerca basate su Sensei e AI

Il 2 giugno Adobe ha chiuso il suo secondo trimestre dell’anno fiscale 2017, e si trova così nel guado di metà anno. Ha toccato nel suo trimestre 1,77 miliardi di dollari di fatturato, 0,75 dollari di guadagni diluiti per azione (Gaap). La crescita più importante è stata ottenuta nel comparto Adobe Experienced Cloud che vale 495 milioni di dollari di ricavi con +29 percento anno su anno. Il comparto Digital Media ha maturato 1,21 miliardi di dollari nel semestre mentre Adobe Creative oltre un miliardo di dollari. I redditi operativi sono cresciuti del 46 percento (Gaap) e il reddito netto del 53 percento (Gaap).

Nei giorni appena prima e dopo la sua trimestrale Adobe ha raggruppato il numero maggiore di annunci, dopo non pochi mesi di silenzio. E in Italia nel frattempo ci siamo abituati a incontri sempre più radi con l’azienda, un vero peccato per un’azienda che lavora da sempre su un ampio portafoglio di soluzioni 4.0, ottiene ottimi risultati, ma che fatica anche ad avere nel nostro Paese persone interne per la comunicazione puntuale con la stampa.

Proviamo a ripercorrere gli ultimi annunci e acquisizioni Adobe in questi ultimi giorni.
 All’interno del portafoglio di soluzioni Adobe Document Cloud per lavorare sui documenti con i servizi cloud ovunque e su qualsiasi device, oltre a Sign ecco l’arrivo di Adobe Scan. Si tratta di un’app gratuita per iOs e Android che trasforma il dispositivo mobile in uno scanner intelligente in grado di riconoscere il testo del supporto cartaceo, per digitalizzare le informazioni e consentire loro di entrare nel ciclo di gestione documentale Adobe. 

L'immagine scelta da Adobe per rappresentare Adobe Sensei
L’immagine scelta da Adobe per rappresentare Adobe Sensei

L’annuncio più “mediatico” di giugno è stato tuttavia la nuova Collezione Editoriale per Adobe Stock il repository per i creativi sempre in cerca di immagini e video per la creazione di contenuti multimediali. Adobe ha introdotto la funzionalità Aesthetic Filters, basata su Adobe Sensei. Intelligenza artificiale e machine learning sono così entrate nelle funzioni di ricerca di Stock per arrivare prima al risultato voluto. Stock ha guadagnato inoltre nuove collezioni generate in collaborazione con Reuters, Usa Today Sports e Stocksy, e con 90 milioni di asset costituisce il mercato più completo per le risorse creative digitali di Creative Cloud.

Tuttavia resta di questa collezione l’impronta prevalentemente sovra nazionale, per cui a nostro avviso andrebbe meglio curata la disponibilità di contenuti specifici dedicati a ogni Paese, tanto più per le singole realtà UE. Reuters ha contribuito con 12 milioni di immagini relative a notizie, sport, intrattenimento, USA Today Sports con quelle di oltre 10mila eventi sportivi. Con Stocksy invece si è arricchita la collezione di foto di archivio senza royalty per i designer e i narratori visivi.

Adobe Sensei ora permette di affinare i risultati della ricerca, con l’applicazione di filtri come Depth o Field e Vivid Color, risparmiando tempo e migliorando l’efficienza dei workflow. Sono possibili ricerche in base ad immagini già selezionate, invece che tramite stringa di testo e, quando viene caricata un’immagine, Stock fa leva sul machine learning per restituire immagini semanticamente simili o anche ulteriormente affinabili. Stock ora si integra non solo con le app Creative Cloud ma anche con PowerPoint, tramite l’add-in Adobe Stock Add-In for PowerPoint

Cambiamo completamente ambito per parlare di Photoshop e Sketch che hanno guadagnato i pennelli ultracentenari di Edvard Munch, ricreati grazie alla tecnologia digitale per ispirare gli artisti in erba. Il progetto è stato curato grazie alla collaborazione con il museo Munch di Oslo e Kyle T. Webster che di mestiere fa proprio il produttore di pennelli per Photoshop. Adobe ha così potuto riprodurre in digitale sette pennelli originali dell’artista norvegese, che sono stati fotografati a 360 gradi per riprenderne ogni dettaglio 3D con i dati poi incrociati con lo stile artistico e la pennellata di Munch, ma anche le proprietà fisiche come la flessibilità e il tipo di setole. 

Scan, Stock, i pennelli di Munch, i risultati sopra le aspettative, ma oltre a questo Adobe negli ultimi giorni ha presentato anche Advertising Cloud TV, come soluzione per la pianificazione e l’acquisto automatizzati di spazi pubblicitari televisivi, acquisti guidati da specifici riscontri sui dati. Ancora più interessante l’integrazione della suite Skybox di Mettle (storico fornitore di add-on per Adobe), con i suoi plugin per la Vr già utilizzabili in Premiere Pro e After Effects. 

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