Adsl in Italia: un problema ancora aperto

NetworkReti e infrastrutture

Il Presidente di AgCom, Corrado Calabrò, ha parlato di una roadmap italiana per avere la banda larga. Ecco i punti salienti per una vera Adsl: più fibra ottica; più concorrenza; non delegare tutto a Telecom Italia, ma lavorare sulla separazione della rete; più player per investire 8-15 miliardi di euro.

Il Digital Divide va combattuto semplificando le procedure: il 95% degli ostacoli per la posa di nuovi cavi, che porterebbero a connessioni a 100 mega, è dovuto al caos amministrativo. Bisogna far presto, aggiunge Calabrò: su questo concordano tutti. Anche un’inchiesta di Altroconsumo ha dimostrato che l’Adsl italiana è di serie B, confermando quanto detto da Ue e Ocse di recente

Nel resto del mondo si mettono cavi per portare connessioni a 100 mega. In Italia abbiamo invece l’Adsl più cara (fonte: Altroconsumo) e a macchia di leopardo, come confermato dal Digital Divide che impera nel nostro paese. Secondo il Presidente dell’AgCom, Corrado Calabrò, il problema risiede “nel caos delle autorizzazioni e concessioni occorrenti per i cantieri e per l’uso del suolo pubblico“.

Sarebbero sufficienti due modifiche per risolvere questo caos: la dichiarazione di inizio attivita’, la stessa impiegata per le ristrutturazioni edilizie dei condomini,

e la servitù coattiva sfruttata per le infrastrutture di pubblica utilità, equiparando in tal senso le reti ottiche alle reti di prima necessità.

La ricetta per trovare finalmente una via italiana per la Adsl c’è: più fibra ottica; più concorrenza; non delegare tutto a Telecom Italia, ma lavorare sulla separazione della rete; più player per investire 8-15 miliardi di euro, anche riaprendo il capitolo di un intervento pubblico.

Per il capitolo player, qualcosa si muove:Vodafone sta mettendo a frutto l’acquisizione di Tele 2 (mentre guarda a Tiscali, in vendita) e ha lanciato la sua offerta Adsl.

Nel frattempo l’Adsl italiana, quando non manca (a causa del divario digitale), è ancora una volta bocciata: Altroconsumo non ha dubbi.

Dopo le stroncature di Ue e Ocse, anche l’associazione consumatori denuncia che la concorrenza latita, anche se le tariffe sono scese, e paga di più chi consuma di meno.

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