L’Antitrust italiano apre istruttoria sul registro elettronico scolastico

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Multa antitrust agli operatori mobili per servizi non richiesti
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Argo e Axios sono accusate da un’impresa concorrente di aver complicato, fino a cancellare, l’interoperabilità tra i loro software gestionali e i registri elettronici dei competitor. Spetta all’Antitrust (Agcm) la verifica dell’eventuale intesa restrittiva della concorrenza

L’Antitrust italiano (Agcm) ha aperto un’istruttoria sul registro elettronico scolastico, avviare per “verificare l’esistenza di una possibile intesa restrittiva della concorrenza tra le società Argo Software srl (Argo) e Axios Italia Service srl (Axios), attive nei mercati dei software gestionali per le scuole e degli applicativi innovativi per scuole (registro elettronico e comunicazioni scuola-famiglia in formato elettronico)“. L’AgCm ha notificato il provvedimento alle società nel corso di ispezioni svolte in collaborazione con il gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza. La data di conclusione del procedimento è fissata per il 30 aprile 2015.

L’istruttoria è stata avviata in seguito alla segnalazione ricevuta dalla Casa Editrice Roberto Spaggiari Spa, che accusa Argo e Axios di aver complicato, fino a cancellare, l’interoperabilità tra i loro software gestionali e i registri elettronici dei concorrenti. Tutto ciò risalirebbe alla vigilia dell’introduzione obbligatoria nelle scuole del registro di classe e delle comunicazioni scuola-famiglia in formato elettronico (anno scolastico 2012-2013).

Registro elettronico scolastico, Antitrust avvia istruttoria per verificare una possibile intesa tra due società di software
Registro elettronico scolastico, Antitrust avvia istruttoria per verificare una possibile intesa tra due società di software

Argo e Axios, in tempi diversi ma con modalità simili, sono accusate di aver “bloccato l’accesso ai database inclusi nei gestionali, contenenti i dati della scuola relativi agli alunni (e alle famiglie) e al personale (in particolare a quello docente), che risultano necessari per il funzionamento del registro elettronico”.

In base all’accusa, gli istituti scolastici che adottano un software gestionale di Argo o Axios non riuscirebbero ad usare i dati, contenuti nei database alunni e personale, per il registro elettronico offerto da un differente operatore. Le condotte sotto indagine di Argo e Axios ostacolerebbero l’interoperabilità, ma forse anche la migrazione da un software gestionale ad un altro.

Conclude la nota dell’Antitrust, ipotizzando una restrizione nella scelta dei software e dunque una limitazione della libera concorrenza, condizionamenti lesivi sul processo di digitalizzazione scolastico: “L’intesa ipotizzata potrebbe limitare in maniera sostanziale le possibilità di scelta degli istituti e condizionare la concorrenza dinamica nei mercati dei software per le scuole, ivi compresi quello per prodotti innovativi quali registro elettronico e comunicazioni scuola-famiglia in formato elettronico, producendo effetti distorsivi sul processo di digitalizzazione delle scuole, con danno non solo dei fruitori dei servizi scolastici, e cioè gli alunni e le loro famiglie, ma dell’intera collettività“.

Secondo Eurostat l’Italia investe il 4,4% del PIL in istruzione, contro la media europea del 5,2%. Con l’attuale tasso di diffusione del digitale, l’OCSE osserva che ci vorrebbero altri 15 anni, per raggiungere i livelli di scuola digitale della Gran Bretagna, dove l’80% delle classi è già digitale. Secondo l’OCSE, sarebbe necessario raddoppiare la spesa, “attingendo ad investimenti sia pubblici che privati”, accelerando “l’attuazione del piano”.

Autore: ITespresso
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