AgCom alla prova del 17 dicembre

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Ipotesi sullo schema di regolamento che AgCom presenterà il 17 dicembre. La risposta di Confindustria Cultura: bisogna coniugare la tutela dei contenuti culturali con la lotta alla pirateria

Cosa succederà il 17 dicembre all’incontro dell’AgCom? Le ipotesi si fanno largo. C’è chi crede che l’AgCom stia kavorando a uyna versione all’italiana della Legge Hadopi francese (la famosa dottrina Sarkozy dei tre schiaffi, che cioè dopo il terzo avvertimento al “pirata” stacca la spina, doisconnettendolo da Internet). Stefano Quintarelli teme che la regolamentazione di AgCom possa mettere più l’accento sull’enforcement che sulle libertà digitali. L’articolo 6 del controverso Decreto Romani imporrà un giro di vite in materia di copyright? Ancora non è chiaro: il Commissario AgCom, Enzo Savarese, afferma che l’AgCom, il prossimo 17 dicembre, percorrerà la strada della consultazione pubblica. L’esperto di diritto, Guido Scorza, mette le mani avanti e offre una serie di consigli nella speranza che l’AgCom sposi una linea garantista.

Anche Confindustria Cultura Italia entra in campo e dice che è giunta l’ora di coniugare la tutela dei contenuti culturali con la lotta alla pirateria. “Auspichiamo che il prossimo 17 dicembre l’AGCOM si pronunci per un provvedimento inibitorio volto a prevenire la reiterazione della violazione del diritto d’autore, magari seguendo a grandi linee quello già sperimentato con successo dai Monopoli di Stato (AAMS) per il contrasto delle scommesse online. Un simile provvedimento andrebbe anche nel senso della sentenza della Cassazione sul caso Pirate Bay che come è noto è bloccato dall’inizio del 2010 con un conseguente calo degli accessi dall’Italia di oltre il 60%“.

Confindustria Cultura spiega che la pirateria è un freno all’innovazione: “La pirateria digitale rappresenta oggi il principale ostacolo allo sviluppo del mercato legale, al rilancio dell’industria culturale e un freno all’innovazione e alla creatività nel nostro Paese. E’ evidente quindi come questo fenomeno sia diventato inaccettabile, divenendo una priorità per la comunità internazionale. E’ così evidente che Inghilterra, Francia e Stati Uniti hanno adottato dei piani straordinari per contrastare la dilagante diffusione di materiale illecito attraverso le reti digitali. Anche l’Italia ha l’opportunità di pronunciarsi con un provvedimento in grado di tutelare il diritto d’autore sulle reti internet“.

Per concludere: “Diventa quindi importante sostenere questo provvedimento perché colpisce direttamente il fenomeno, sempre più rilevante, del file sharing, ovvero dei siti streaming e di download che offrono contenuti quali film, musica, programmi televisivi, eventi sportivi, ebook, ecc. in modo illecito. Inoltre va sottolineato che non si tratta di un procedimento penale, quindi non è invasivo, non colpisce l’utente ma la fonte dell’illecito ed è una misura alternativa amministrativa rapida ed efficace che libera i pubblici ministeri e il sistema giudiziario da cause penali“.

(Update 15-12-2010) Leggi in ANTEPRIMA bozza AGCOM (in PDF)

Autore: ITespresso
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