AgCom chiama, governo risponde

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Sky fa ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Regolamento AgCom, ritenendolo "Incostituzionale"

Mentre la commissione europea accoglie la petizione anti ACTA, firmata da 2,4 milioni di cittadinieuropei, l’Italia è ancora alle prese con la Delibera AgCom, la cui genesi risale al “Decreto Romani“, passato alla storia perché bollato come liberticida nei cablo svelati da WikiLeaks. Dopo la fumosa audizione in Senato di Corrado Calabrò, presidente AgCom, in cui

Mentre la commissione europea accoglie la petizione anti ACTA, firmata da 2,4 milioni di cittadinieuropei, l’Italia è ancora alle prese con la Delibera AgCom, la cui genesi risale al “Decreto Romani“, passato alla storia perché bollato come liberticida nei cablo svelati da WikiLeaks. Dopo la fumosa audizione in Senato di Corrado Calabrò, presidente AgCom, in cui l’unica frase chiara è stata la richiesta di aiuto lanciato al governo Monti, per le evidenti difficoltà a regolamentare senza avere i poteri e la legittimità, tutti ci chiediamo: ed ora, che cosa succederà? La risposta più probabile consiste nel’applicazione della vecchia tattica del “bastone e della carota”: è probabile che il governo Monti, disposto a cedere sull’Agenda Digitale (la carota), aiuti AgCom a ottenere i poteri necessari per vararare l‘enforcement del Copyright (il bastone). Un empowerment di AgCom al fine di ottenere l’enforcement del diritto d’autore con il varo della Delibera. Come scrive Fulvio Sarzana di S. Ippolito su Il Fatto Quotidiano: “Eppure, con stoica determinazione, l’Agcom sta andando verso l’approvazione al fotofinish del contestato Regolamento“, concludendo che “A maneggiare la patata bollente dovrà a questo punto essere il Governo che, però, a quanto dallo stesso Presidentissimo rivelato, non dovrà fare altro che dotare l’Agcom dei poteri che la stessa Agcom chiede, per fare ciò che l’Autorità ha già fatto“.

Se non è chiaro come andrà a finire, e che cioè la Delibera AgCom arriverà in dirittura d’arrivo sana e salva, ci pensa un altro avvocato ed esperto di diritto ed Internet, Guido Scorza, che spiega come il governo Monti stia correndo in aiuto dell’AgCom, in palese difficoltà a varare il regolamento, e si domanda con una certa enfasi: “Siamo al golpe contro la Rete?“. Scorza parla apertamente di “mancanza di trasparenza da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e di Palazzo Chigi” su questa scottante materia.

Autore: ITespresso
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