AgCom chiede una NewCo per la fibra ottica

Autorità e normative

Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità garante per le Comunicazioni, ha presentato alla Camera la Relazione annuale sull’attività svolta. Ha parlato di fibra ottica, reti Ngn, Telecom Italia e misure sui servizi non richiesti. Per la NewCo della fibra ottica, l’AgCom guarda al modello del Digitale terrestre e alla partecipazione statale

L’AgCom ha fatto il punto sul 2008 delle tlc. Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità garante per le Comunicazioni, ha presentato alla Camera la Relazione annuale sull’attività svolta. Ha parlato di fibra ottica, reti Ngn, di Telecom Italia e misure sui servizi non richiesti. Ecco punto per punto la Relazione del Presidente dell’AgCom.

Corrado Calabrò auspica una NewCo per il passaggio dal dioppino di rame alla fibra ottica: “L’Italia ha abbracciato da tempo un modello aperto di sviluppo della rete, e quindi la via praticabile sembra essere la società veicolo formata da un nucleo forte di partner industriali con un mix di capacità imprenditoriali per sviluppare il progetto fibra“. L’AgCom propne il modello delle utility che gestiscono ret i: una NewCo con soggetti Tlc italiani, gruppi industriali, aperta alla partecipazione del capitale statale. La nuova entità potrebbe contare su di una tariffa in rapporto agli investimenti stabilita dall’Agcom.

Il punto è garantire la concorrenza e promuovere gli investimenti in fibra ottica. L’AgCom guarda al modello del Digitale terrestre. Calabrò ha aggiunto che “in sintonia con le indicazioni comunitarie valuteremo con gli operatori le opzioni regolamentari“.

Nella telefonia fissa la quota di mercato complessiva di Telecom Italia è scesa fra il 2005 e il 2008 dal 78 al 66%. Inoltre, nell’unbundling l’Italia si piazza dietro la Germania con 4 milioni di linee attive.

Infine Calabrò ha aperto l’annoso capoitolo dei servizi non richiesti: annullato dal Tar il blocco per le numerazioni telefoniche con sovrapprezzo, l’Authoriyìty prende in esame la possibilità di adottare nuove misure per bloccare le pratiche commerciali scorrette e le vendite non richieste. Il blocco aveva fatto crollare del 90% segnalazioni e reclami. L’AgCom aspetta di conoscere “la motivazione della sentenza per conoscere quali margini ci siano per una riedizione delle nostre misure”. Il tutto per chiudere per sempre il malcostumedi “clausole capestro, attivazione e fatturazione dei servizi non richiesti, attività di retention nonostante la diversa volontà manifestata dal cliente”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore