Agcom contro Tim e Vodafone: Sul cambio tariffe vogliamo vederci chiaro

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Il Codacons era già sceso sul piede di guerra con un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, ora l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si è riunita per studiare la situazione sulle tariffe lowcost

La questione legata Tim e Vodafone è finita sul tavolo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il caso è esploso qualche giorno fa e ha coinvolto circa 10 milioni di clienti dei due gestori di telefonia mobile che dovrebbero ricevere sul proprio telefonino un messaggio che anticipava il prossimo cambio tariffario, sopprimendo quello che in gergo sono dette tariffe low cost.

Le autorità, su questo fronte, devono ancora ‘fare la conta’ di quanti interessati al vecchio piano tariffario abbiano di fatto ricevuto l’sms.

E da lì è iniziato quello che molti siti internet di informazione e quotidiani hanno definito il vero e proprio giallo dell’estate.

Le Associazioni di consumatori , Codacons in testa, sono sul piede di guerra e hanno intrapreso una battaglia a suon di carte bollate, chiamando in causa anche la Procura della Repubblica di Roma e l’authority. Che ha risposto attraverso le pagine del Corriere della Sera.

Stiamo valutando la questione – afferma Vincenzo Lobianco dell’Agcom sulle pagine del quotidianoe nel giro di due settimane dovremmo riuscire a portare a termine il nostro lavoro. In tempo, dunque per eventuali correzioni prima che scattino i cambi di tariffe per i clienti dei due operatori”.

Dietro al sospetto di un cartello tra i due operatori, intanto, si è mossa anche l’Antitrust che sta valutando la situazione, anche se senza una specifica denuncia in questo senso l’autorità può fare ben poco.

Differente è il caso dell’Agcom. L’autorità può intervenire sulle tariffe del settore mobile che operano in ambito concorrenziale, nonché verificare la rispondenza ai termini entro i quali siano stati inviati gli sms ai clienti e la possibilità di lasciare il vecchio gestore senza troppe difficoltà, in vista del 15 settembre, data entro la quale scadrà la consultazione pubblica che l’authority aveva avviato per migliorare la protabilità, anche nel segno dei nuovi operatori mobili virtuali (Coop, Carrefour, Poste, ecc.).

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