AgCom detta le regole per la fibra delle Reti Ngn

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Condividere l’infrastruttura, tagliare i costi e semplificare le procedure. Queste sono le linee guida dell’AgCom per le Reti Ngn (Next generation network)

L’Authority presieduta da Corrado Calabrò, l’AgCom, dà il via alle regole per realizzare le opere civili per le reti di nuova generazione o Reti Ngn (Next generation network): bisogna condividere l’infrastruttura, tagliare i costi e semplificare le procedure.  Il provvedimento, intitolato “Regolamento in materia di diritti di installazione di reti di comunicazione elettronica per collegamenti dorsali e coubicazione e condivisione di infrastrutture“, si riferisce sia alle reti dorsali dei collegamenti a lunga distanza sia alle reti d’accesso cittadine. Recepisce la Direttiva 140/2009.

Il regolamento impone obblighi di condivisione fra gestori delle loro infrastrutture; istituisce un catasto delle infrastrutture; decreta la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure implementate dagli enti locali. Il catasto “mira a uniformare la predisposizione dei regolamenti per l’accesso alle infrastrutture da parte degli operatori di Tlc, che siano uniformi a livello nazionale“. La condivisione può essere decisa dall’AgCom quando ragioni tecniche od economiche si sconsigliano sovrapposizioni (impossibilità di realizzare nuove infrastrutture) o quando non ci sono alternative.

Il documento dell’AgCom sulle Reti Ngn si fonda su cinque principi cardine: la competizione rappresenta il traino numero uno degli investimenti; gli obblighi di accesso simmetrico, alla tratta terminale dell’edifico, servono ad impedire il collo di bottiglia della rete; bisogna riconoscere quanto è a rischio l’investimento nello sviluppo di reti Ngn nel caso di obbligo di accesso da parte di terzi; riconoscimento delle differenze geografiche, da cui deriva la flessibilità regolamentare; incentivo ai casi di co-investimento.

Il provvedimento è stato adottato al termine di una consultazione pubblica tra tutti i principali operatori di comunicazione elettronica, tra i proprietari di infrastrutture e gli Enti locali. Le linee guida permetteranno agli operatori di realizzare reti a banda larga sul territorio.

L’Italia risulta fanalino di coda o quasi in tutte le classifiche internazionali sulla banda ultra larga (vedi Akamai, Wef, Ftth, Istat, Eurostat, Oecd, Ofcom, Università di Oxford per Cisco eccetera). Secondo FTTH Council Europe (Fiber to the home), l’associazione europea che promuove la diffusione della fibra ottica, sono solo 2,5 milioni le abitazioni cablate e appena 348mila gli abbonati, mentre nel Nord Europa la percentuale di case a fibra ottica supera la soglia del 10%. In Italia il tasso di penetrazione è del 13,7% sui 2,5 milioni di case raggiunte dalla rete e dell’1,56% sul totale.

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Autore: ITespresso
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