AgCom di nuovo in Audizione: “La decisione finale sul Copyright non toccherà il Web amatoriale”

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Sky fa ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Regolamento AgCom, ritenendolo "Incostituzionale"

Il presidente dell’AgCom torna in Senato e spiega perché ha chiesto l’intervento del governo. Le reazioni di Confindustria Cultura Italia, a favore della Delibera AgCom, e dei parlamentari Vita e Vimercati. L’opinione di Agorà Digitale, per una Riforma del diritto d’autore

Il nostro obiettivo d’azione è contrastare la pirateria massiva ed industriale che depaupera l’industria creativa” ha puntualizzato Corrado Calabrò, presidente AgCom (in scadenza a maggio), ritornato in Audizione al Senato, dove settimana scorsa aveva creato scompiglio, tanto da far scrivere all’avvocato Guido Scorza di temere “un Golpe della Rete“. Calabrò ieri ha invece detto che il testo finale è in dirittura d’arrivo, che l’Articolo 21 si applica anche alla Rete, che “il web amatoriale non è toccato” e che non ha nessuna intenzione di mettere in atto censure preventive. L’AgCom, questa volta, ha messo le mani avanti, dopo mesi di dubbi sull’operato dell’AgCom e in seguito alla “sibillina” intervista a La Repubblica dell’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida sui filtri alla Rete.

La nuova Audizione di AgCom era dunque necessaria per chiarire. Ma l’associazione per i diritti della Retem, Agorà Digitale, non si fa illusioni sulla famigerata Delibera AgCom: “Stando alle parole del presidente dell’Agcom il regolamento è pronto e l’Autorità attende solo la norma del Governo per approvarlo. Neanche questa volta si è riusciti a vedere una bozza del regolamento“.

In Audizione Calabrò ha detto: “La novità cui ho auspicabilmente collegato l’adozione del regolamento è, come ho detto la volta scorsa, che ’veda la luce’ una norma di legge predisposta dalla Presidenza del Consiglio. Una norma di interpretazione autentica che renda leggibile per tutti, e non solo per i giuristi, il combinato disposto delle norme sulle quali si fonda la nostra legittimazione ad intervenire” ha continuato Calabrò, che ha spiegato la roadmap della famigerata Delibera AgCom, contestata sia nel merito che nel metodo: “Dopo due consultazioni pubbliche e un’indagine conoscitiva, se la settimana scorsa avessi portato un testo di Regolamento sarebbe stato quello già approvato dal Consiglio. Sarei venuto a raccontare della decisione presa. Se non l’ho fatto è stato per rispetto verso il Parlamento che mi ha convocato“.

Vincenzo Vita e Luigi Vimercati (Pd) esprimono parziale soddisfazione, anche se preferirebbero un provvedimento che promuova la crescita dell’Internet economy, in cui l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri paesi europei: “Il presidente Calabrò ha confermato per l’ennesima volta la necessità di una norma interpretativa, che egli stesso avrebbe richiesto al sottosegretario Catricalà, che legittimi il ruolo di Agcom nel disciplinare il diritto d’autore su interne. Siamo comunque parzialmente soddisfatti per gli evidenti miglioramenti ottenuti sul regolamento, soprattutto nella parte relativa al fair use. Dobbiamo tuttavia rilevare come il provvedimento non vada in direzione della crescita dell’economia digitale italiana poiché si limita a punire l’abuso di contenuti online senza promuovere un adeguato sviluppo dell’offerta legale“.

Ad avere fretta è invece Confindustria Cultura Italia. Marco Polillo al termine dell’audizione del presidente di Agcom Corrado Calabrò è ha un’unica richiesta: “Si decida: adesso che l’audizione è terminata è ora che l’Agcom proceda all’adozione del regolamento nel più breve tempo possibile”. “Il provvedimento elaborato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha il solo e unico obiettivo di individuare – a legislazione vigente – procedure efficaci per tutelare la categoria della cultura italiana dagli attacchi dell’industria criminale della contraffazione, che ogni giorno spaccia in rete opere dell’ingegno senza l’autorizzazione dei proprietari, sottraendo risorse alla cultura italiana – ha concluso Polillo -. Per questo apprezziamo l’ampio sostegno al provvedimento emerso nel corso dell’audizione.

Nella scorsa Audizione l’AgCom aveva chiesto un intervento al governo, perché senza un provvedimento ad hoc l’AgCom non ha le competenze per deliberare sul diritto d’autore. Agorà Digitale è ferrea: “Noi chiediamo, urgentemente e senza riserve al Governo, vista l’imminente approvazione annunciata da Calabrò, di portare avanti quella discontinuità che ne ha caratterizzato finora l’operato“. Agorà Digitale inoltre sottolinea la necessità di una riforma del diritto d’autore: “Consapevoli che una riforma del diritto d’autore sia necessaria, riteniamo però che sia essenziale da parte dell’esecutivo esplicitare quanto più possibile l’assenza di un’azione repressiva e lesiva delle libertà di informazione ed espressione che caratterizzano Internet – conclude l’Associazione -. Per questo, inoltre, invitiamo i parlamentari di ogni schieramento a presentare da subito un’interpellanza urgente ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Catricalà e Peluffo, affinchè possano rendere edotti il Parlamento e i cittadini circa i contenuti di detta norma, consentendo altresì al legislatore di partecipare alla realizzazione di una così importante riforma“.

Infine gli aderenti a SitoNonRaggiungibile organizzatori della “Notte della Rete” ed il movimento “La Rete dell’Innovazione”, l’associazione NetLeft, l’associazione “Rifondazione Italia per la Legalità”, l’associazione “Stati Generali dell’Innovazione”, premono affinhé la sede competente per l’argomento diritto d’autore sia il Parlamento, eventualmente quello Europeo, come evidenziato anche da Calabrò in audizione, chiedendo ” che Calabrò e i vecchi Commissari, in evidente assenza di legittimazione, si facciano dunque da parte senza tentare alcun colpo di coda e si apra subito un dibattito serio e trasparente nel Paese sulla nomina dei prossimi vertici AGCOM perché si possano finalmente mettere persone adeguate competenti e rispondenti all’interesse generale in queste cariche importantissime per lo sviluppo digitale e per la tutela della democrazia del nostro Paese“.

AgCom
AgCom: l'audizione in Senato
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