AgCom e Antitrust contro i salatissimi Sms italiani

Autorità e normative

Un quarto degli italiani paga troppo gli Sms. Intervento rapido del Garante delle comunicazioni e dell’Antitrust?

Gli Sms italiani sono un salasso per il 25% degli italiani. A dirlo sono AgCom e Antitrust, dopo anni di denunce di utenti, siti informativi ( VNUnet.it in prima fila) e associazioni consumatori.

Finalmente Garante delle comunicazioni e Antitrust potrebbero intervenire per riallineare le tariffe al resto d’Europa. Lo riporta oggi La Repubblica.

Un primo campanello d’allarme dello scossone per gli operatori mobili, in Italia era giunto lo scorso primo agosto .

L’Autorità per le telecomunicazioni e l’Antitrust avevano avviato un’indagine conoscitiva per verificare le tariffe relative a Sms, Mms e servizi mobili : ad essere analizzate sono state soprattutto le condizioni di offerta e le dinamiche concorrenziali, già prese di mira dal Codacons negli ultimi anni.

E proprio il Codacons, per bocca del suo Presidente Carlo Rienzi, anticipava la possibilità di una maxi class action nel caso in cui dovessero emergere irregolarità da parte degli operatori mobili italiani e con l’obiettivo di restituire agli utenti quanto tolto loro ingiustamente. Ma la Class Action è slittata.

Il confronto con le tariffe di altri paesi europei è talvolta improponibile: mandare un Sms con carta prepagata in Italia costa fino a 5 volte più che in altri paesi (Danimarca) e il doppio rispetto alla media europea. Almeno per un quarto degli utenti italiani.

Lo scorso luglio, dopo il caro-vita, l’Italia scopriva il caro-Sms: in Italia gli Sms costano il doppio della media europea. Solo pochi giorni fa l’ AgCom elogiava i progressi della concorrenza , chiedendosi come mai lo scontento allignasse fra i consumatori di telefonia mobile. A denunciare i guasti del settore Tlc mobile in Italia, ci ha pensato l’ Arcep , l’Autorità regolatrice delle telecomunicazioni in Francia, con uno studio, riportato da Repubblica.it, delle tariffe in Europa. Secondo l’Arcep, l’Italia ha le tariffe più salate d’Europa (a pari merito con Regno Unito e Belgio) per ogni Sms, mentre per le tariffe a forfait è la meno cara. Secondo la ricerca, la situazione è in via di evoluzione verso un ribasso delle tariffe, grazie anche all’ingresso degli operatori mobili virtuali (Mvno), in ritardo rispetto al resto d’Europa.

Forse, anche a queste disomogeneità di tariffe, si deve l’intervento dell’Unione europea sui prezzi degli Sms in roaming , l’ eurotariffa da poco approvata e al via dal primo luglio. Per rendere l’Europa Unita, anche nel mercato della telefonia mobile. Ogni anno vengono inviati in roaming 2,5 miliardi di messaggini Sms: in genere costano dieci volte gli Sms nel proprio paese (in media 29 centesimi di euro). “I cittadini europei dovrebbero essere liberi di mandare messaggi dall’estero senza essere imbrogliati“, sottolinea una nota del commissario. La Ue è riuscita finalmente a dimezzare il prezzo degli Sms in roaming: “Dal punto di vista dell’Erg, sarebbe appropriato un tetto tra gli 0,11 e gli 0,15 euro per sms.

Ora forse, finalmente, il giro di vite toccherà agli Sms italiani, in alcuni casi i più salati d’Europa.

Autore: ITespresso
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