AgCom e Ue contro il Decreto Romani

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Il Decreto Romani, che vuole introdurre la responsabilità dei contenuti da parte degli Isp e l’equiparazione fra WebTv e Tv, finisce sotto la lente della Ue: aiuta Mediaset contro Google. L’AgCom osserva contrasti tra il Dl e la direttiva europea

Il Presidente dell’AgCom Corrado Calabrò punta il dito contro il decreto Romani (già finito sulla graticola negli Usa perché sembra un decreto anti-YouTube ): l’Italia rischierebbe di diventare “un caso unico nel mondo occidentale a causa dell’articolo 17 che introduce un’apposita autorizzazione per la diffusione continua in diretta e su internet”.

Il Decreto Romani tende ad introdurre un regime di controllo su YouTube, vuole imporre l’autorizzazione ministeriale a ogni WebTv e Webcam su Internet, rendere la rettifica online alla stregua di quella sui Tg, attribuire all’AgCom una vera e propria funzione di “sceriffo del Web” e responsabilizzare sempre di piu’ i provider in merito ai contenuti immessi dagli utenti.

Ma non finisce qui: la Ue sarebbe pronta ad aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per mancata notifica del provvedimento. Poi il decreto impone responsabilità agli Internet service provider (Isp) come Fastweb e Telecom Italia, ma anche a Youtube di Google: “La direttiva europea sul commercio elettronico vieta obblighi di monitoraggio preventivo da parte dei service provider, come stabilisce invece il decreto legislativo“.

Il Decreto potrebbe dare una mano alla causa di Mediaset contro Google , in cui l’azidenda, controllata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, chiede mezzo miliardo di euro di risarcimento a YouTube.

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Autore: ITespresso
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