AgCom, torna alla carica l’enforcement del copyright

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Sky fa ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Regolamento AgCom, ritenendolo "Incostituzionale"

Dopo la richiesta firmata Confindustria Cultura, la controversa delibera dell’AgCom sul diritto d’autore su Internet sta per tornare in agenda

Prima Confindustria Cultura aveva insinuato che l’Italia stesse diventando un paese per Pirati digitali, dopo la bocciatura dell’emendamento FAVA (la cosiddetta “SOPA all’italiana”) e dopo le battaglie globali contro le normative PIPA, SOPA e l’europea ACTA. Ma a rassicurare il presidente Polillo di Confindustria Digitale (che aveva detto: “Delibera AGCOM insabbiata? Sembra che l’Italia voglia dare il via libera a contraffazione e  pirateria digitale”) potrebbe essere il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, che sta per tornare alla carica con l’enforcement del copyright. Il provvedimento che era stato messo in stand-by, la contestatissima delibera dell’AgCom sul diritto d’autore su Internet sta per tornare in agenda: sarà all’ordine del giorno per il voto finale dopo l’audizione del prossimo 21 marzo.

Orai l’iter della Delibera AgCom è concluso: sono stati acquisiti i pareri con le consultazioni pubbliche, e manca soltanto il voto finale. L’unico che rema contro la votazione del provvedimento è Nicola D’Angelo, che ha ricordato consiglio come negli altri paesi questo tema venga regolamentato con provvedimenti di legge, votati in Parlamento,  e non con votazioni in via amministrativa.

La bozza di regolamento Agcom, contestata perfino con una clamorosa “Notte della Rete”, potrebbe avere impatti negativi sulla libertà di espressione, potendo introdurre la possibilità da parte dell’Authority di oscurare siti per violazione del diritto d’autore, aggirando l’autorità giudiziaria. Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, l’associazione per il diritto alla libera espressione in Rete, denuncia che “l’approvazione del nuovo regolamento sarà un gioco di prestigio. Poichè il Consiglio verrà rinnovato a maggio, un secondo dopo il via libera i responsabili di questo dannoso e reazionario provvedimento si volatilizzeranno e saranno sostituiti da nuovi commissari. Piu’ facile di così”. Ma c’è di più, se l’AgCom indosserà il cappello di “sceriffo del Web”: la Delibera è “destinata ad accrescere la conflittualità fra Autorità e Parlamento e ad aprire un ulteriore strappo con la Commissione Europea alle cui osservazioni e critiche l’Agcom, dopo mesi, non ha ancora risposto pubblicamente”. Nei giorni scorsi anche il PD si era mosso per chiedere lumi all’AgCom: “Prima di eventuali decisioni dell’Agcom – avevano affermato il senatore del Pd Luigi Vimercati, segretario della commissione Lavori pubblici, con il collega Vincenzo Vita – riteniamo utile ascoltare dal Presidente Calabrò qual è il punto di approdo dell’istruttoria compiuta dall’Autorità su una materia così delicata e dibattuta”. Pur essendo prevista in ogni momento del procedimento la possibilità per le parti di ricorrere alla magistratura, congelando l’iter, la delibera mostra più ombre che luci.

Altro tema di scottante attualità è proprio il rinnovo dell’AgCom. Luca De Biase di Nòva ha chiesto che il rinnovo non avvenga con il solito metodo della “lottizzazione”, ma sia l’occasione per introdurre “meritocrazia e trasparenza” anche nelle Authority. Nòva invita ad aprire una consultazione pubblica aperta ad operatori di rete, editori e associazioni degli utenti, scegliendo i commissari designati, che dovranno essere garanti di diritti e doveri su Internet, per fare una scelta condivisa. A partire da un’audizione pubblica come avviene per FTC negli Stati Uniti: per conoscere curriculum e programmi dei commissari. Sarà il rinnovo dell’AgCom l’occasione per voltare pagina? Vedremo, ma è inutile dire che prima di questo importante appuntamento, per la Rete italiana, c’è lo scoglio del voto sulla Delibera AgCom. E proprio mentre il governo vcoleva mettere a punto l’Agenda Digitale.

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AgCom: la delibera al voto il 21 marzo?
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