AgCom passa la palla al governo Monti

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Si è svolta l’audizione di Corrado Calabrò, presidente AgCom, al Senato. Sulla pirateria online secondo Calabrò deve ora intervenire il governo. Ma sul dirtto d’autore dovrebbero decidere i Parlamenti e forse l’Onu. FIMI parla di farsa, l’opposizione di “fantomatica pirateria”

Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom), in un’audizione al Senato ha fatto (almeno apparentemente) un passo indietro sulla contestata Delibera Agcom: aspetta una ”norma di legge predisposta dalla Presidenza del Consiglio” per ribadire “la legittimazione dell’Agcom” e affinché ne definisca meglio “la competenza e i poteri nella materia del diritto d’autore. Attenderemo che tale norma veda la luce prima di adottare il regolamento predisposto”. Prima dell’enforcement sul copyright, AgCom preme per l’enforcement dei poteri dell’Authority, visto che la Delibera AgCom è stata contestata non solo nel merito, ma anche – e soprattutto – sul metodo.

Corrado Calabrò ha aggiunto: “Il nostro compito è quello di applicare le leggi vigenti” spiegando che aspetta che tale norma veda la luce prima del varo del regolamento in materia di diritto d’autore, “nel segno della legge e con una sensibile e non banale apertura mentale, come sempre“. Il presidente Calabrò, che teme che la pirateria danneggi il settore creativo, ha illustrato: “L’occasione offerta oggi  e’ dunque quella di un ulteriore meditato confronto con l’Istituzione parlamentare che ha competenza legislativa in materia, per condividere un altro tratto del processo di adeguamento della disciplina del diritto d’autore alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Un processo in divenire, difficile, sfaccettato, ma necessario; che va affrontato, e non solo teorizzato, nei limiti delle prerogative di ciascuna Istituzione, ma anche in osservanza dei compiti assegnati dalla legge“.

Sulla pirateria online secondo Calabrò deve ora intervenire il governo presieduto da Mario Monti. Il senatore Vincenzo Vita (Pd) ha pubblicato un video pubblicato su Youtube subito dopo l’audizione, in cui spiega che il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha di fatto passato la palla al premier Mario Monti: “La prossima settimana probabilmente ci sarà un’altra audizione .

Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, e commissario Agcom Nicola D’Angelo denunciano una scarsa presenza in sala stampa, e il vuoto “da Italia dei Valori e Futuro e Libertà. Ci sono invece stati interventi di Pd e Pdl a sostegno di Calabrò”. Agorà Digitale però ricorda che la mobilitazione Adell’associazione e la petizione online di Avaaz contro il regolamento Agcom ha avuto successo: sonop stati consegnati oltre 53.000 messaggi (raccolti in 48 ore) . Il senatore  Luigi Vimercati (Pd) osserva inoltree l’assenza di “una bozza sulla quale discutere e cifre relative a questa fantomatica pirateria che starebbe distruggendo il diritto d’autore a tal punto da necessitare un nuovo regolamento”, visto che dagli ultimi dati Nielsen in Italia “si scarica il doppio di musica legale rispetto alla Germania“. Invece che denunciare la pirateria, forse in Italia andrebbe denunciato il Digital e il Cultural Divide. Il senatore Marco Perduca (PD) ha additato Calabrò per non aver portato in audizione neanche una bozza del nuovo Regolamento.

Confindustria Digitale invece teme che l’Italia diventi terra di pirati: Sconcertati per l’ennesimo temporeggiamento dell’Agcom sulla pirateria digitale. Il problema è politico, non giuridico. Invece Enzo Mazza (FIMI) parla di farsa, dopo 2 anni di bozze, audizioni e delibere, e la pirateria incombe: “la pirateria sta colpendo duramente l’offerta legale di musica in Rete. Dieci piattaforme abusive off-shore gestite da organizzazioni criminali controllano il 95 % del mercato del falso online con milioni di download ogni ora”. Vita e Vimercati denunciano lediverse fragilità rispetto alla base giuridica su cui poggia il Regolamento, che richiedono, innanzitutto, l’approvazione di una legge di sistema per adeguare la vecchia normativa del 41, e dunque chiedono una pausa di riflessione:Per queste ragioni, chiediamo di sospendere l’approvazione del Regolamento per coordinarlo con la discussione di una nuova normativa che possa diventare legge in tempi brevi, soprattutto a fronte della nuova iniziativa dell’esecutivo”.Rincara la dose il Presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo: “Stiamo attendendo da tempo infinito l’adozione di questo pacchetto regolamentare che ha ricadute importanti, anzi fondamentali, per la cultura e i contenuti culturali italiani in rete – ha proseguito Polillo – e per la sopravvivenza dell’industria culturale del nostro Paese. (…) Lo poteva dire sin da subito che non voleva occuparsene, evitando così di buttare via due anni di lavoro”. Polillo rinfresca la memoria a Vita e Vimercati: “Ci stupisce che i senatori Vita e Vimercati, commentando l’audizione, possano parlare di “fragilità delle basi giuridiche su cui poggia il regolamento”, in aperto contrasto con il parere ben più autorevole dell’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida“. Ma del contrasto del parere del professor Onida con le posizioni UE sui filtri, non ne fa cenno.

Per concludere: “Gli orientamenti dell’Europa, e la proposta in elaborazione presso l’Agcom possono rappresentare a tal riguardo un fertile laboratorio d’incubazione di prassi regolamentari che, correggendo il tiro, ad esempio, rispetto alle invasive iniziative di alcuni Stati, affrontino il problema di interrompere le attivita’ illegittime online senza adottare pero’ misure sproporzionate e intrusive“.

“Ripensare sistematicamente alla disciplina del diritto d’autore nel mondo digitale è un compito che solo le Camere elettive possono intraprendere”, ha sottolineato ncora Calabrò, aggiungendo che “dato che il diritto d’autore travalica le frontiere, la sede più appropriata per una tale normativa sarebbe quella europea se non addirittura l’Onu.

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AgCom: l'audizione in Senato
Autore: ITespresso
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