AgCom regolamenta le Web Tv, ma attenti al cyber-balzello del router

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La regolamentazione delle Web Tv è meno rigida rispetto alle ipotesi iniziali: non c’è bisogno di alcuna autorizzazione. Il contestato provvedimento sulla tutela del copyright salta al 17 dicembre. Stefano Quintarelli denuncia il nuovo cyber-balzello del router

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), dopo aver ricevuto il via libera della UE, pubblica il regolamento per le Web Tv e di gara per l’assegnazione delle frequenze del digitale terrestre (Dtt). La regolamentazione delle emittenti su Internet è meno rigida rispetto alle ipotesi iniziali: non c’è bisogno di alcuna autorizzazione.

I regolamenti verranno applicati solo ai soggetti professionisti con ricavi radiofonici e televisivi superiori a 100mila euro annui. Si esclude il pagamento di canoni annuali, ma bisognerà versare solo un contributo una tantum di 500 euro per i servizi tv e di 250 euro per quelli radiofonici. Invece non ci sarà vincolo burocratico per gli altri soggetti operanti sulla rete.

I commissari di opposizione esprimono tuttavia perplessità sull’opportunità di ampliare alla Rete un impianto normativo delle tv tradizionali che prevede – per esempio – responsabilità editoriale, obbligo di rettifica e tenuta del registro dei programmi. Inoltre dubbi sono stati sollevati sull’esclusione degli aggregatori di video come il video-sharing di YouTube.

La discussione sul controverso regolamento per la tutela del copyright sul web (che si teme possa diventare un giro di vite contro la pirateria online), è saltata al 17 (anziché al 9) dicembre. Infine ha ottenuto voto favorevole (nonostante il voto contrario delle opposizioni) il regolamento per la gara per i cinque multiplex per la trasmissione in digitale terrestre.

Corrado Calabrò (AgCom)
Corrado Calabrò (AgCom)
Autore: ITespresso
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