AgCom spazia dalla riforma della Rai alla Rete e telefonia mobile

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Il presidente dell’Autorità per le Comunicazioni presenta il suo rapporto annuale in Parlamento. Nel 2008 il calo dei prezzi nella telefonia è stato dell’8% e nel mobile del 14%. Ma urgenti sono la riforma della Rai, il passaggio al Digitale terrestre e l’impegno sulla Rete. Per la radio digitale appuntamento al 2009

Il presidente dell’Autorità per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, ha presentato l’attività svolta dall’organismo di vigilanza con la sua Relazione annuale in Parlamento.

AgCom spazia dalla riforma della Rai all’accesso alla Rete, fino alla telefoniafissa e mobile. La telefonia deve migliorare i rapporti con l’utenza, dopo troppi episodi di truffe ai danni dei consumatori, e urgenti sono la riforma della Rai, della par condicio e l’impegno sulla Rete.

Iniziamo dalla telefonia: nel 2008 il calo dei prezzi registrati nella telefonia è stato dell’8% e nel mobile del 14%. La flessione dei prezzi nella telefonia fa da contr’altare all’inflazione galoppante e all’assedio del carovita in ogni settore.

La contrazione delle tariffe di terminazione della telefonia mobile porterà nel 2011 a ribassi di circa il 35-40%, facendo r isparmiare agli utenti altri 1,5 miliardi di euro. Le offerte flat o semi-flat stentano a decollare: andrebbe anche azzerata la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti.

Ma non è tutt’oro il rapporto con le Tlc: le 60mila segnalazioni all’Authority dimostrano controversie da risolvere tra utenti e operatori Tlc.

I contenziosi riguardano soprattutto la vicenda delle bollette gonfiate e le truffe denunciate: AgCom ha cercato di imporre blocchi contro questi fenomeni truffaldini, e delle 35mila le istanze pervenute ai Co.re.com., sono stati svolti oltre 20mila i tentativi di conciliazione.

Ma l’AgCom bacchetta la gestione della Tv, soprattutto sul fronte del passaggio al Digitale terrestre e la querelle Rai. La d ata di fine 2012 per lo switch off della tv analogica al Digitale terrestre fissata rischia di essere una “data velleitaria“. La par condicio non è adottabile e praticabile, la politicapoi vuol dettare l’agenda alla Rai (bisogna invece cambiare la governance della tv pubblica) e serve un codice unico per i media: l’integrazione tra stampa e new media sta “determinando la trasformazione degli operatori editoriali in gruppi multimediali“.

Inoltre il passaggio dall’analogico al digitale non riguarda solo la Tv, ma anche la radio, che inaugurerà l ‘era Digitale nel 2009, progettando uno switch off progressivo per aree territoriali.

Sul fronte accesso alla Rete, Calabrò fa sapere che gli asset della rete di Telecom Italia rimangono sotto la lente di AgCom.

Il presidente dell’Autorità per le Comunicazioni ha spiegato che gli impegni di modifica delle condizioni di accesso presentati da Telecom Italia a giugno, se diventassero vincolanti, potrebbero offrire maggiore concorrenza nel settore, aumentando la parità di accesso e la trasparenza nei rapporti fra l’incumbent e gli altri operatori.

Telecom Italia detiene ancora una quota di mercato superiore a quella degli ex monopolisti in altri Paesi, anche se è scesa in tre anni dal 94% all’84% delle linee. Ma la strada è ancora lunga: mentre Calabrò concludeva il suo discorso in Parlamento, BT nel Regno Unito annunciava un investimento di 3 miliardi di dollari in banda larga super veloc e.

Autore: ITespresso
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