Age of Empires III

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Conquistadores: dicevano di voler portare pace e civiltà. Fu un massacro..

Il nuovo capitolo della “storica” saga di Age of Empires, il celebre strategico in tempo reale di Microsoft, segna una sostanziale continuità con la tradizione. Age of Empires 3 vede le principali potenze europee, in piena età del colonialismo, darsi battaglia per la conquista del Nuovo Mondo. La trama della campagna principale (24 missioni) è però declinata con uno stratagemma piuttosto originale: il filo conduttore è infatti costituito dalle vicende di una singola famiglia, che viene seguita lungo tre sue generazioni, a ognuna delle quali è dedicato un capitolo di una storia che si dipana dall’epoca dei “conquistadores” sino all’epopea del West. Il gioco ripropone il modello già sperimentato in Age of Empire 2 e in moltissimi altri rappresentanti del genere: la raccolta delle risorse si traduce nella costruzione di edifici che, a loro volta, permettono di produrre unità da impegnare in battaglia, dove dovranno essere impiegate secondo il classico paradigma “sasso-foglia-forbici”. Su questo impianto, alquanto tradizionalista, sono state introdotte però alcune novità che, pur non rivoluzionandolo, introducono qualche variabile in più. La novità più eclatante è il rapporto con la “madre patria”. La colonia gestita dal “conquistatore” offre un’ampia gamma di aiuti che vanno dall’oro alle materie prime, dalle nuove tecnologie fino a unità militari da utilizzare immediatamente in battaglia. Maggiore è l’esperienza conquistata sul campo, maggiore sarà il supporto che si potrà pretendere dalla madre patria, oltre a poterla potenziare e “personalizzare” direttamente, un po’come si farebbe con il personaggio di un gioco di ruolo. Potete stringere alleanze (anche se la storia ci narra piuttosto di “brutali sottomissioni”) anche con le popolazioni native, quali americani, indios e aztechi. Così facendo potete aprire rotte commerciali, acquisire nuove unità e accaparrarvi potenziamenti per le vostre strutture non ottenibili altrimenti. Il “motore economico” del gioco è stato ripulito, semplificato e reso più immediato. Per costruire le strutture o sviluppare nuove tecnologie sono necessari soltanto oro, cibo e legname (niente più pietra), mentre il frutto del lavoro dei coloni si materializza nei magazzini, senza che questi siano più costretti a trasportarvelo. In linea di massima si può dire che il centro del gioco sia stato spostato tutto sul comparto bellico, mentre la gestione economica gode ora di un modesto spazio residuale. L’intelligenza artificiale nemica è più che discreta, ma non riesce mai a essere sorprendente: è raro che l’avversario computerizzato metta in atto una tattica tagliata sulla situazione contingente. Tuttavia il nemico lancia i propri attacchi soltanto quando può disporre di una “massa militare critica”, rinunciando alle più frequenti ma inutili incursioni suicide, viste così spesso in Age of Empire 2: una sostanziale novità che impone accortezza e lungimiranza al momento di pianificare la difesa degli insediamenti. La varietà delle missioni, la straordinaria gamma di unità disponibili, nonché le diverse strategie che il supporto della madre patria consente di mettere in atto riescono comunque a compensare tutte le piccole sbavature del gioco. Lo stesso dicasi per l’incredibile impatto visivo di Age of Empires 3. Ambientazioni, soldati ed edifici sono realizzati ricorrendo alle più sofisticate tecniche grafiche e ai più prodigiosi effetti di illuminazione che una scheda video possa generare: ammirando il livello di dettaglio delle animazioni si ha davvero la sensazione di giocare con dei “soldatini viventi”. Un effetto, questo, che viene ulteriormente accentuato dal motore fisico: pur non comportando alcun risvolto pratico sul gioco, l'”Havok 2″ trasforma ogni deflagrazione in una realistica pioggia di corpi e frammenti, aggiungendo un tocco di drammaticità alla fredda strategia. Gli appassionati di simulazioni complesse forse non apprezzeranno Age of Empire 3, colpevole di aver annacquato tanto gli aspetti tattici. Gli altri lo troveranno invece molto coinvolgente per il suo ottimo rapporto tra impegno richiesto e immediata gratificazione. Da provare.

Autore: ITespresso
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