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Agenda Digitale in ritardo di 600 giorni e 35 decreti attuativi

Agenda Digitale in ritardo di 600 giorni e 35 decreti attuativi
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Il divario digitale ha un impatto negativo sulla competitività dell’economia italiana: i Paesi con migliori performance nella Digital Agenda Scoreboard svettano nella classifica Doing Business della Banca Mondiale che misura la capacità di fare impresa

Il flop dell’Agenda Digitale è nei numeri: 600 giorni di ritardo e 35 decreti attuativi mancanti. La denuncia arriva dall’Osservatorio del Politecnico di Milano: “L’attuazione dell’Agenda Digitale procede a rilento: dal 2012 attuati solo 18 dei 53 provvedimenti attuativi, oltre 600 giorni di ritardo. Sono disponibili 1,7 miliardi di euro di fondi europei per il finanziamento”. Ma non finisce qui: “Manca un’informazione chiara su obiettivi, indicatori e tempi. Bisogna favorire la partecipazione di decisori, esperti e stakeholder. Una proposta di governance: costituire un ‘Forum sull’Agenda Digitale'”. Il tutto accade mentre l’Italia è tra i Paesi fanalino di coda in Europa, con un gap che si allarga invece di essere colmato, “per livello di Digitalizzazione” e “i Paesi con migliori performance nel digitale sono primi nella classifica Doing Business“: l’Italia sembra ignorare un Fattore ICT che associa investimenti digitali a produttività.

Secondo la Digital Agenda Scoreboard, che misura lo stato di digitalizzazione dei diversi Paesi europei, sull’Italia pesa un pesante divario rispetto alla media UE, in particolare su sviluppo di eCommerce e utilizzo di Internet (-19% rispetto alla Svezia, prima in classifica), eGovernment (-17%) e disponibilità di servizi Internet (16%). È quanto emerge dalla Ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Un gap digitale che ha un impatto negativo sulla competitività della nostra economia: i Paesi con migliori performance nella Digital Agenda Scoreboard svettano nella classifica Doing Business della Banca Mondiale che misura la capacità di fare impresa. Secondo uno studio realizzato con Confindustria Digitale, “dal 1994 al 2012 la crisi di produttività è dovuta in buona parte alla riduzione degli investimenti in ICT sul totale rispetto agli altri Paesi”.

Agenda Digitale in ritardo di 600 giorni e 35 decreti attuativi
Agenda Digitale in ritardo di 600 giorni e 35 decreti attuativi

Nel prossimo settennato, 1,7 miliardi di euro l’anno saranno messi a disposizione per finanziare l’Agenda Digitale (fra contributi dei fondi a gestione diretta e indiretta). A queste risorse vanno abbinate altre risorse nazionali e private. “Manca però un piano chiaro e organico delle azioni da realizzare e delle risorse a disposizione, una definizione precisa degli obiettivi, una piena chiarezza sugli interlocutori. Si evidenzia soprattutto il problema di una “governance” confusa e frammentata, in cui è difficile rendere coerenti e attuabili decisioni prese a diversi livelli” denuncia la School of Management del Politecnico di Milano.

Elio Catania, presidente di Confindustria digitale, ha messo a punto un percorso in sette punti: un portale di Log-in nazionale, una piattaforma per i servizi della Scuola, il Fascicolo sanitario e la ricetta digitale, un sistema dei pagamenti, l’Anagrafe nazionale, il Sistema pubblico d’Identità digitale, l’interoperabilità Inps, Inail, Fisco.

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