Agenda Digitale, questa (s)conosciuta

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Un italiano su tre ignora l’Agenda Digitale. Ma, secondo un’indagine di Ipso per Cisco, cresce la consapevolezza di quanto sia prioritaria per lo sviluppo del Paese

LAgenda Digitale fino a un anno fa era un’espressione da “addetti ai lavori” o poco più. Poi, grazie al dibattuto sull’Agenda Digitale come strmento per abbattere lo Spread digitale e come leva per far crescere il PIL, è entrata perfino in Google Trends, ma, nonostante la popolarità nel Sentiment, rimane ancora poco nota: un italiano su tre ignora che cosa sia l’Agenda Digitale. Da un’analisi di Cisco Italia a Ispo (Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione), presentata ieri a Milano da Renato Mannheimer, emerge che il 37% delle popolazione si dichiara a conoscenza di che cosa sia un’Agenda Digitale, mentre il 66% di opinion leader sostengono di essere consapevoli delle ricadute.

Tuttavia soltanto il 12% degli opinion leader ritiene che siano al primo posto per il Paese la digitalizzazione, la diffusione dell’utilizzo di internet e delle nuove tecnologie tra la popolazione, la PA e le imprese. La maggioranza, pari al 71%, va detto, lo giudicano prioritario anche se insieme ad altri temi. In controtendenza è invece il 15% che non concede al tema dell’Agenda Digitale alcuna priorità, ma lo mette in mezzo ad altre problematiche.

Oltre la metà dei rispondenti ritiene che la digitalizzazione avrà implicazioni positive sulla qualità della vita, spaziando dalla comunicazione alla scuola, dall’accesso alle informazioni e ai contenuti culturali, alle relazioni con la Pubblica Amministrazione e fino alla sanità.

Il processo di digitalizzazione viene visto con favore proprio nella Pubblica amministrazione. La digitalizzazione della PA promette di ammodernare il Paese, tagliare i costi, sia per il cittadino che per lo Stato, rendendo trasparente la burocrazia e promuovendo Internet in fasce di popolazione più anziana, in un Paese dove il Pc arranca ad affermarsi rispetto ad altri Paesi Ocse.

Le imprese ritengono la digitalizzazione lo strumento chiave per lo sviluppo sostenibile in tempi di crisi, per migliorare i rapporti economici con gli altri Paesi e per incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro.

Gli Opinion leader, che giudicato insufficiente quanto fatto finora per la PA digitale, credono che ci sia da lavora di gran lena per azzerare il digital divide, per incrementare i servizi digitali ai cittadini, promuovere l’ingresso delle tecnologie digitali nelle scuole e nei servizi pubblici come i trasporti. Parlando di Smart City emerge la nebbia: anche se connesso con Expo 2015, il tema delle Smart City non è ancora stato messo a fuco, anche se tutti sono consapevoli che Expo 2015 dovrà produrre innovazioni utili oltre il semestre dell’evento e dovrà mettere in moto meccanismi virtuosi a cascata, con ricadute sull’intero ecosistema.

La ricerca è stata condotta su un campione significativo di popolazione e su un campione di 100 opinion maker. Dallo studio di Ipso traspare comunque ottimismo, ma è necessario che sull’Agenda Digitale e Smart City migliori la comunicazione: in fondo, un italiano su tre non sa che cosa sia.

Agenda Digitale: un italiano su tre non la conosce @ shutterstock
Agenda Digitale: un italiano su tre non la conosce
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