Agenda Digitale sotto i riflettori di Smau 2012

AziendeMarketingMercati e FinanzaStart UpWorkspace
I ritardi dell'Agenda Digitale

La School of Management a Smau fa i conti in tasca all’Agenda Digitale. L’Agenda Digitale italiana taglia costi per 20 miliardi di euro e genera 5 miliardi di nuove entrate. Vediamo come

Secondo la School of Management del Politecnico di Milano l’Agenda Digitale permette di risparmiare 20 miliardi di euro e genera 5 miliardi di nuove entrate per la Pubblica Amministrazione (PA) in un triennio. Infatti, da un lato l’Agenda Digitale consente profondi tagli dei costi, ed è motore della crescita in almeno sei ambiti. Inoltre, in caso di digitalizzazione dei processi, genera nuove entrate per la PA. Il Decreto Sviluppo ha affrontato quattro ambiti, ma ne ha tralasciati due, che invece rappresentano anch’essi importanti leve di risparmio per la spesa pubblica: sono l’eProcurement e la Fatturazione Elettronica.

“In questi mesi l’azione governativa, in particolare con il decreto Agenda Digitale, si è mossa concretamente su direttrici ben specifiche: sulle innovazioni nella PA (identità digitale, istruzione, sanità, giustizia, ecc.), sui sistemi di pagamento delle PA, sui pagamenti elettronici verso gli esercenti, infine sulle startup – commenta Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, insieme ad Alessandro Perego e Mariano Corso . “Peccato, invece, che si sia trascurato l’eProcurement, cioè l’insieme degli strumenti elettronici, come gare telematiche, negozi elettronici, ecc, che la PA usa per effettuare gli acquisti, e la fatturazione elettronica, cioè la fattura in formato digitale secondo le normative italiane ed europee, che pensiamo possano avere benefici rilevanti e anche nel breve termine. Infatti, relativamente all’eProcurement, le esperienze pluriennali e positive di Consip e Centrali di acquisto regionali (monitorate da più di 6 anni da un Osservatorio apposito del Politecnico di Milano), evidenziano notevoli benefici ottenibili non solo a livello di saving ma anche di trasparenza, controllo e governance della spesa pubblica. In relazione invece alla fatturazione elettronica, esiste dal 2008 una legge che impone l’uso della fatturazione elettronica nei rapporti tra fornitori e PA, ma manca ancora ad oggi il decreto attuativo. Si tratta di ambiti che possono davvero essere il motore della crescita, con evidenti benefici per tutti, dalle amministrazioni pubbliche alle imprese”.Abbiamo infatti calcolato un possibile risparmio di costi per 20 miliardi di euro e un aumento delle entrate di 5 miliardi nei prossimi 3 anni in caso di digitalizzazione dei processi della Pubblica Amministrazione.

Ma vediamo i vantaggi dell’Agenda Digitale (fra tagli e maggiori entrate) e degli altri due ambiti, per ora trascurati. L’eProcurement nella PA potrebbe produrre risparmi pari a circa 7 miliardi di euro all’anno (in caso del 30% di acquisti da parte della PA). Attualmente solo il 5% degli acquisti della PA è digitale. Invece la fatturazione elettronica taglierebbe costi per 5 miliardi di euro all’anno, di cui un miliardo per la PA e il resto per i privati. Basterebbe introdurre il decreto attuativo della legge approvata nel 2008: i risparmi diretti ammonterebbero a 1 miliardo di euro per la PA e 1 miliardo di euro per i fornitori della PA e ulteriori 3 miliardi se, a partire da questo obbligo, attraverso lo sblocco decreto attuativo, si diffondesse la fatturazione elettronica anche nel 20% dei rapporti tra imprese nelle relazioni B2b. I Pagamenti elettronici verso la PA generano risparmi pari a circa 0,6 miliardi di euro all’anno. Basta pensare al 30% pagamenti di elettronici per IMU/ICI, Tarsu, Multe, Bollo Auto. Nei Pagamenti elettronici verso gli esercenti, la School of Management del Politecnico di Milano prevede maggiori entrate fiscali per circa 5 miliardi di euro all’anno. La diffusione dei pagamenti con carte di credito e debito a 30% farebbero decollare i pagamenti elettronici. Altro capitolo importante è la dematerializzazione e l‘innovazione digitale nei processi della PA, che rappresentano una “spending review” con tagli per circa 15 miliardi di euro all’anno. I ricercatori immaginano un 10% di crescita della produttività del personale. Infine, un ruolo importante sarùò rivestito dalle Start-up, se saranno in grado di far crescere il Pil per circa 3 miliardi di euro in dieci anni, partendo da un investimento di 300 milioni in seed.

Agenda Digitale sotto i fari di Smau 2012
Agenda Digitale sotto i fari di Smau 2012

 

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore