Agende digitali elettorali

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e Finanza
Antonio Samaritani è nominato a capo dell'Agid

I temi digitali nei programmi dei principali Partiti che si presentano alle elezioni politiche

Le prossime elezioni poilitiche sono ormai alle porte. La campagna elettorale è all’apice. L’AgCom ha bloccato l‘app di Swg che voleva fornire i sondaggi elettorali in “violazione della Par condicio”. AffinitàElettive è invece l’applicazione che, in base a un questionario di 10 domande su temi caldi (l’adesione all’UE, il lavoro, la spesa pubblica, l’IMU e le tasse), offre all’elettore la possibilità di scegliere una fra cinque proposte dei candidati (Berlusconi, Bersani, Grillo, Ingroia e Monti). Ma in questa piccola rassegna vediamo di capire quali sono i Programmi elettorali sul tema dell’Agenda digitale dei Partiti che si presentano alle elezioni del 24-25 febbraio.

Il programma (Pdf) del Partito Democratico (PD) tratta così dei temi digitali: “Noi immaginiamo un progetto-Paese che individui grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese, nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi. La qualità e le tipicità, mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, le tecnologie legate alla salute, alla cultura, all’arte, ai beni di valore storico e alla nostra tradizione, l’agenda digitale. Bisogna inoltre dare più forza e prospettiva alle nostre piccole e medie imprese aiutandole a collegarsi fra loro, a capitalizzarsi, ad accedere alla ricerca e alla internazionalizzazione”.

Il programma (Pdf) del Movimento 5 Stelle (M5S) propone temi digitali quali l’accesso, l’abolizione della legge Urbani sul copyright, l’azzeramento del Digital divide e lo studio online: “Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti; Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale; Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie; Insegnamento a distanza via Internet; Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano; Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale; Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico; Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete; Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa; Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee; Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni; Abolizione della legge Urbani sul copyright“.

Il programma elettorale del PDL propone un portale di Best practices, la Scuola Digitale, la diffusione della banda larga e larghissima e la fatturazione elettronica: “Piena applicazione, a ogni livello della PA, del Codice dell’Amministrazione Digitale; compimento progetto “Scuola 2.0”; Rivedere i criteri per la definizione di start up innovative e creazione di zone franche urbane nei capoluoghi di provincia dotati di adeguate infrastrutture; Libero accesso alle reti; Creare il portale “Italia intelligente: il modello italiano”, dove raccogliere le migliori esperienze italiane e straniere; Portare a compimento la strategia di Open government e Open data avviata dal governo Berlusconi nell’ottobre 2011; Portare a compimento la realizzazione del principio generale di trasparenza assoluta della Pubblica Amministrazione, con il coinvolgimento attivo dei cittadini; Promuovere l’utilizzo del cloud computing nella pubblica amministrazione, per ridurre i costi dell’ICT e avere capacità di erogare servizi online a tutti; Diffondere capillarmente la banda larga e larghissima; Fatturazione elettronica“.

Il programma di Scelta Civica di Mario Monti ha un capitolo dedicato al completamento dell’Agenda Digitale (Pdf) che scommette sulla digitalizzazione della PA e sugli Open Data: “Nel corso dell’ultimo anno sono state messe in campo varie misure per colmare il ritardo accumulato dall’Italia nello sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie ICT. Sono state introdotte misure per favorire una rapida digitalizzazione della pubblica amministrazione, in modo da ampliare il numero di cittadini che interagiscono con gli uffici pubblici attraverso Internet, ad esempio per ottenere fatturazioni, certificati o procedure anagrafiche o per pagare servizi come i ticket sanitari. Sotto la guida della Cabina di regia istituita dal Governo si sono fatti progressi nell’attuazione dell’Agenda digitale italiana, che fissa una serie di obiettivi e di azioni da attuare entro il 2020. Occorre continuare il lavoro avviato e rafforzarono lungo i quattro assi delle connessioni infrastrutturali a banda larga e ultra larga, delle smart communities/cities, della induzione dell’approccio “open data” rendendo tutti i dati della pubblica amministrazione accessibili e scambiabili on-line, la diffusione del “cloud computing”, la nuvola dei dati, per unire e condividere dati provenienti da più istituzioni e dell’e-government, rafforzando gli incentivi per l’utilizzo di tecnologie digitali nei processi amministrativi per fornire servizi ai cittadini”. L’Agenda digitale dell’ex Premier propone cinquanta punti che si declinano lungo 4 assi portanti: creare efficienza, aumentare la trasparenza, incentivare la partecipazione e generare crescita. Il Digitale non è un settore indipendente, separato, ma “è la svolta e il modus operandi che deve permeare l’intero approccio riformista”.

Il movimento Rivoluzione Civica di Antonio Ingroia ha infine così spiegato l’agenda digitale, in un’intervista a Le Scienze: “L’agenda digitale è un provvedimento che segue le direttive europee sulla necessità di sviluppare il comparto della ITC. (…) In Italia, al contrario di tanti altri paesi, vi è ancora un enorme ritardo nell’accesso alla banda larga e questo perché la rete, l’infrastruttura Telecom di base, è molto vecchia in ampie zone del Paese. Occorre mettere in sicurezza l’infrastruttura di rete considerandola come “bene comune” di interesse nazionale e favorire investimenti per la sua modernizzazione in modo da facilitare la diffusione a tutto campo. Parallelamente è importante portare avanti le  tante azioni previste dall’Europa per abbassare il digital divide“. In precedenza Ingroia aveva detto: vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese.

Il programma di Fare per fermare il declino, contenuto nelle 10 proposte per la crescita, non mette al centro il tema del digitale, ma lo declina all’interno delle proposte per rendere più efficienti i settori della Sanità, della Giustizia, e per tagliare la spesa pubblica.

Nichi Vendola di SEL si augura che la scuola e Agenda digitale, Startup, agricUltura 2.0, Smart City, Open data, il nuovo turismo nell’era Mobile, la sanità con il fascicolo elettronico e il sistema-Italia integrato grazie all’IT facciano da apripista a un nuovo Rinascimento digitale, in grado di rimettere l’Italia sulla via della crescita. Per trainare la ripresa del PIL, e chiudere le porte ai venti di crisi e di declino, che hanno corroso l’Italia dai primi scricchiolii del credito nel 2007 fino ai tonfi di MPS dell’altroieri. Ho chiesto, infine, a Nichi Vendola se allora pensa che serva anche all’Italia un ministero per Internet. Ma Nichi ha risposto con un sorriso: “Meglio un ministero delle Culture e della  Creatività” (anche digitale), per dare lavoro – vero – ai giovani.

Confindustria Digitale ha messo nero su bianco le linee guida di un documento sull’Agenda digitale: “Confindustria Digitale, con questo documento approvato da tutti i soci – ha affermato il presidente Parisi – vuole stimolare un confronto ampio prima delle elezioni” con tutti i competitors politici. “L’Agenda digitale deve diventare un asse della politica come il risanamento dei conti pubblici e il fiscal compact” puntualizza il presidente.

Elezioni 2013: le agende digitali dei Partiti @ shutterstock
Elezioni 2013: le agende digitali dei Partiti
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore