Aggiornare Kde

Il sistema grafico di Linux è strutturato in maniera totalmente diversa rispetto ai sistemi Windows: mentre in questi ultimi la parte grafica è indissolubilmente legata al resto del sistema, su Linux la grafica è gestita in un sistema client-server. In particolare il sistema grafico di Linux si basa su un server grafico, chiamato X, il quale, una volta avviato, rimane in attesa delle connessioni dei client. I client in questo caso sono i desktop manager, i quali collegandosi al server X hanno accesso al sistema e possono eseguire tutte le classiche operazioni quali avviare un browser, un editor di testo, gestire i file sul filesystem e così via, esattamente come accade nei sistemi Microsoft. La soluzione client-server slegata dal sistema permette però di ottenere diversi vantaggi: per esempio nei sistemi sui quali non è necessario avere un accesso grafico, il server X può anche non essere avviato lasciando libere preziose risorse a disposizione delle altre applicazioni. Questo è il caso a esempio di server Web o di unità di calcolo singole o in cluster: come si sa il sistema grafico è di per sè avido di risorse, e sarebbe un inutile spreco allocare potenza di calcolo per un servizio che non sarebbe comnque quasi mai utilizzato. Un altro vantaggio è quello di non causare crash di sistema in caso di problemi nella gestione dell’ambiente grafico: se il desktop manager si blocca non occorrerà riavviare la macchina, ma sarà sufficiente riavviare il server X. In questi casi per terminare il server X bloccato sarà sufficiente utilizzare la combinazione di tasti Ctrl+Alt+Backspace. Inoltre gli utenti non sono obbligati a sottostare alle scelte di un produttore: esistono diversi ambienti desktop con differenti caratteristiche, alcuni con lo scopo di essere più leggeri e performanti destinati in genere agli utenti più smaliziati, altri invece completi di tutte le applicazioni e semplicissimi da utilizzare: alcuni esempi, oltre a Kde, sono Gnome, Enlightenment, BlackBox e numerosi altri. Kde (K Desktop Environment) è un ambiente desktop completo e funzionale, semplice da utilizzare. Tutte le distribuzioni lo includono nei pacchetti di installazione e, insieme a Gnome, è uno dei desktop più utilizzati dagli utenti Linux. Kde Il sito ufficiale di Kde è www.kde.org, sul quale sono disponibili i pacchetti di installazione delle varie versioni, oltre a una serie di utilissimi link verso forum, utility e documentazione. Al momento della stesura di questo articolo l’ultima versione di Kde disponibile è la 3.2.3, i cui sorgenti possono essere scaricati dal link http://www.kde.org/info/3.2.3.php. Kde è suddiviso in una ventina di pacchetti: per ottenere un ambiente funzionante ne sono necessari solo tre, mentre tutti gli altri, contenenti le varie applicazioni suddivise per categorie, possono essere installati o meno a seconda delle nostre esigenze e necessità.

Prima di installare la Kde occorre che sul sistema siano installati il server X e le librerie QT, sulle quali Kde è basato: il server X può essere scaricato dal sito www.xfree86.org. L’installazione è abbastanza semplice, in quanto è sufficiente seguire alla lettera quanto detto nei file di documentazione (Readme e Install). Considerato che quasi tutti i sistemi desktop hanno già il server X installato non ci addentreremo oltre in questo argomento. Viceversa le librerie QT (www.trolltech.com) sono indispensabili per il funzionamento di Kde e, nonostante la probabilità di averle già installate nel sistema sia molto alta, è possibile che la versione disponibile sia più datata della minima richiesta dalla versione di Kde che ci prepariamo a installare. Vediamo quindi brevemente quali passi seguire per installare le librerie QT. Teniamo presente che tutte le operazioni di aggiornamento di librerie QT e Kde devono essere compiute da shell, con il server X non attivo.

L’installazione dei vari pacchetti è molto semplice: l’unica cosa richiesta è un po’ di tempo. Per completare la compilazione di tutto il sistema occorreranno infatti alcune ore: per aggirare in parte questo inconveniente potremo installare per primi i pacchetti con i programmi che si servono maggiormente e completare poi l’installazione degli altri pacchetti nei momenti in cui non utilizziamo il Pc. Il path di default in cui verrà installato Kde è /opt/kde. Per evitare malfunzionamenti con pacchetti per Kde prodotti da terze parti e programmatori indipendenti è consigliabile mantenere questo path. Rinominiamo la directory in cui è attualmente installato Kde in /opt/kde_old in modo da non perdere la vecchia installazione, utile nel caso qualcosa durante l’aggiornamento andasse storto. Durante l’installazione dell’ambiente desktop per tutti i pacchetti sarà sufficiente digitare il comando: ./configure seguito da $make per la compilazione dei sorgenti e, dopo essere diventati utente root, da #make install per l’installazione dei file nel sistema. In ogni caso per ogni pacchetto è sempre consigliabile digitare prima il comando: $./configure ?help per controllare se tra le opzioni di configurazioni disponibili ce ne sono di utili al nostro caso: solitamente le opzioni più utilizzate sono quelle per definire i path delle varie librerie (se non installate nelle posizioni di default), tra cui per esempio le librerie Ssl indispensabili per la criptazione dei dati. Terminata l’installazione dei vari pacchetti riavviamo il server X (solitamente con il comando “startx”) e iniziamo a utilizzare la nuova versione di uno degli ambienti desktop più potenti disponibili per Linux.

L’ultima versione delle librerie QT può essere scaricata gratuitamente direttamente sul sito del produttore www.trolltech.com. Esistono diverse versioni di queste librerie: la nostra sceltà dovrà ricadere sulle Qt/X11 Free. Dopo aver scaricato i sorgenti potremo prepararci all’installazione. Il path abituale in cui vengono installate le librerie QT è /usr/lib/qt: per verificare dove queste sono installate sul nostro sistema digitiamo da shell il comando:

$echo $QTDIR il quale ci permetterà di vedere dove queste librerie si trovano sul nostro sistema. Supponendo che queste siano proprio installate in questa posizione, rinominiamo la directory in /usr/lib/qt_old, in modo da non perdere la vecchia installazione. Per ottenere un sistema perfettamente funzionante dovremo verificare che alcune variabili d’ambiente siano definite correttamente: queste sono Qtdir, Path, Manpath e Ld_Library_Path. Per maggiori informazioni su come fare ciò facciamo riferimento a quanto scritto nel file Install, incluso nel pacchetto di installazione. Dopo aver configurato le variabili d’ambiente portiamoci nella directory contente l’installazione delle librerie e passiamo alla configurazione dell’installazione: con il comando $./configure ?help potremo vedere tutte le varie opzioni per personalizzare l’installazione. Solitamente il comando: ./configure -prefix /usr/lib/qt -qt-gif -thread ci permetterà di ottenere un sistema configurato correttamente nella maggior parte delle situazioni. Successivamente con il comando: $make procediamo alla compilazione delle librerie e, dopo essere diventati utente root procediamo all’installazione nel sistema con il comando: #make install A questo punto, se non si sono verificati errori, le librerie QT risulteranno installate nel sistema e potremo passare all’installazione dell’ambiente desktop Kde. I pacchetti di Kde Come detto in precedenza, Kde è suddiviso in diversi pacchetti, con i vari programmi separati per categorie. Sul sito www.kde.org potremo scaricare i sorgenti solo delle sezioni che realmente ci interessano. I pacchetti indispensabili per il corretto funzionamento del sistema sono: ? arts (948 Kbyte, gestore audio e musica) ? kdelibs (12 Mbyte, librerie su cui Kde è basato) ? kdebase (17 Mbyte, applicazioni base indispensabili per il corretto funzionamento del sistema) Dopo aver installato questi tre pacchetti disporremo di un ambiente desktop già utilizzabile, seppur mancante di quasi tutte le applicazioni. I pacchetti devono essere installati esattamente nell’ordine in cui sono stati citati, ovvero prima arts, quindi kdelibs e infine kdebase. Successivamente potremo passare all’installazione degli altri pacchetti, in qualsiasi ordine. Gli altri pacchetti sono (in ordine alfabetico): ? kdeaccessibility (1,6 Mbyte, applicazioni per l’accesso facilitato al sistema) ? kdeaddons (1,7 Mbyte, plugin vari per altre applicazioni) ? kdeadmin (1,9 Mbyte, applicazioni per l’amministrazione del sistema) ? kdeartwork (16 Mbyte, temi del desktop, suoni, altri elementi grafici e decorativi) ? kdebindings (11 Mbyte, applicazioni utili agli sviluppatori) ? kdeedu (21 Mbyte, applicazioni di carattere educativo) ? kdegames (9,1 Mbyte, giochi) ? kdegraphics (5,9 Mbyte, applicazioni per la gestione di file grafici: editor grafici, visualizzatori di immagini…) ? kdemultimedia (5,1 Mbyte, applicazione per la gestione di file multimediali: Mp3 player, movie player…) ? kdenetwork (6,4 Mbyte, applicazioni orientate alla rete: accesso remoto, client chat…) ? kdepim (7,8 Mbyte, applicazioni per la gestione delle informazioni personali: rubrica, client di posta elettronica, agenda…) ? kdesdk (4,2 Mbyte, ambiente di sviluppo software) ? kdetoys (2,7 Mbyte, semplici applicazioni per l’intrattenimento) ? kdeutils (2,8 Mbyte, programmi di utilità: calcolatrice, orologio, editor esadecimale…) ? kdevelop (6,1 Mbyte, ambiente di sviluppo software) ? quanta (3,8 Mbyte, editor di testo avanzato) Oltre a questi pacchetti è anche disponibile il pacchetto kde-i18n (148 Mbyte) con tutte le localizzazioni dei programmi: infatti Kde è totalmente tradotto in moltissime lingue, tra cui ovviamente anche l’italiano. Installando questo pacchetto potremo quindi scegliere la lingua in cui visualizzare i programmi (la lingua di default è l’inglese). Infine non si può non nominare il pacchetto koffice (circa 12 Mbyte), ovvero la suite di programmi per l’ufficio di Kde: questo pacchetto comprende i soliti editor di testi, foglio elettronico, un programma per creare presentazioni multimediali, e così via. Anche questo pacchetto è completamente tradotto in diverse lingue: dopo aver scaricato e installato l’applicazione principale non dovremo fare altro che aggiungere il modulo con la traduzione nella nostra lingua preferita.

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