Al sicuro i dati previdenziali di 57 milioni di italiani

Autorità e normativeSorveglianza

Il Cnipa assicura che le pensioni sono protette grazie a una sorta di Fort
Knox in una località segreta di Roma

Almeno 57 milioni di italiani, stranieri regolarizzati compresi, possono dormire sonni tranquilli: l e loro pensioni sono al sicur o. I dati memorizzati dagli enti previdenziali e di assistenza sono inattaccabili da hackers, terroristi, incendi, allagamenti, black-out, terremoti, crolli, incidenti e protetti da gravi guasti, ugualmente pericolosi. Tutte le memorie vengono infatti duplicate in tempo reale anche in un caveau ad alta protezione (sino a quella atomica), posto in una sorta di Fort Knox in una località segreta di Roma (entro il GRA), pronte a funzionare in ogni emergenza e assicurare, quindi, continuità dei servizi erogati a cittadini e imprese. Sorto su iniziativa dell’INPS, in stretta collaborazione e supporto del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella PA), il ?centro unificato di back-up? custodisce gelosamente le memorie e i sistemi informatici di disaster recovery di INPS, INAIL, INPDAP e IPOST. Un esempio che potrebbe essere seguito presto anche da altre Amministrazioni pubbliche, non solo per ragioni di sicurezza ed efficienza, ma anche per contenere fortemente gli elevati costi di impianto (con risparmi fino al 50%!), grazie all’uso comune di un’infrastruttura e di servizi, mantenendo però la stessa efficienza e disponibilità dei servizi in situazioni di emergenza. Oltre ai periodici test singoli, i quattro enti previdenziali e di assistenza, tutti assieme hanno appena simulato contemporaneamente, e con successo, ?attacchi’ di diversa tipologia, black-out compreso, a tutti i 150 sistemi ospitati nel centro. È il primo test del genere ad essere effettuato in Europa sia per consistenza che per diversità di apparati coinvolti. Insomma, una best practices italiana a livello internazionale. Con la supervisione del CNIPA,dirigenti e tecnici dei 4 enti pubblici con quelli di IBM, che fornisce il servizio di business continuity, e di Almaviva, che ospita il sofisticato impianto, hanno stressato per un’intera giornata tutti i sistemi, verificando l’efficienza e soprattutto la correttezza di tutte le memorie (ben circa 400 Terabyte di dati, una cifra astronomica), su tutto il territorio nazionale. La piena funzionalità di sistemi ed impianti contenenti dati così sensibili viene costantemente assicurata da parecchie infrastrutture avanzate. Solo per citarne alcune:in un’area di 13 mila mq, l’edificio è circondato da un fossato per isolare il palazzo dagli allagamenti; strutture antisismiche; diverse barriere anti-intrusione; sistemi antincendio sofisticate; una sala accumulatori di ben 200 mq e 4 maxi-generatori elettrici d’emergenza (ognuno grande quanto un motore di nave!), ciascuno alimentato da un serbatoio da 15 mila litri di gasolio; una centrale telefonica che, come i sistemi informatici, viaggia in fibra ottica su due instradamenti diversi per evitare rischi di isolamento.

Autore: ITespresso
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