Al WEF di Davos, la Rete sale sul banco degli accusati

AziendeMarketing
La Rete sul banco degli imputati al WEF di Davos
1 1 1 commento

“La tecnologia si sta muovendo da tre a cinque volte più veloce del management” ha spiegato McKinsey al World Economic Forum (WEF) di Davos. La Rete e il tech disruption finiscono sotto accusa

Editori di giornali, etichette discografiche e agenzie di viaggio si riuniscono a Davos, dove inizia il Forum economico mondiale (WEF) per attaccare la “distruzione creatrice”, e cioè le drastiche fasi di trasformazione sotto la spinta di innovazioni, operata da Internet. Sul banco degli imputati, secondo Bloomberg, c’è la Tech Disruption. “La famosa definizione di Joseph Schumpeter sosteneva che l’essenza del capitalismo è la creatività distruttiva, il nascere di nuove strutture economiche sulle ceneri di quelle antiche”: ecco, il Web è additato per aver creato l’emergenza delle alternative gratuite online.

Invece di cambiare modello di business ed adattarsi al Web, le aziende esprimono diffidenza sul Web. Ma questo dilemma ora viene sollevato anche da Wal-Mart, Intel e Siemens. Al World Economic Forum (WEF) di Davos, nel cuore della Svizzera, sarà centrale il tema della technological disruption – e cosa fanno le aziende per prepararsi al suo tsunami.

Secondo Wal-mart bisogna capire come l’innovazione può cambiare, e fino a che punto, il marketplace: man mano che Amazon espande il suo e-commerce, calano i profitti del gigante dei supermercati. statunitense.

Intel prevede che nel 2014 i piccoli vendor come ARM continueranno a dominare nel mercato dei semiconduttori in tablet e smartphone. Intel deve cercare un nuovo modello di business, mentre cala il mercato Pc: infatti, sta esplorando nuove opportunità nella wearable tech (i gadget da indossare) e nelle periferoche per il Mobile (smartphone e tablet). “La digitalizzazione e il software coprono un ruolo crescente in quelli che un tempo erano tradizionali mercati hardware,” ha dichiarato il CEO di Siemens Josef Kaeser, anch’egli presente a Davos. “Ciò significa che ci sono opportunità in numerosi settori, mentre nuovi competitor appaiono nella vostra area.” Per esempio Google ha speso 3,2 miliardi di dollari per acquisire Nest Labs, start-up di domotica specializzata nel risparmio energetico: le “smart grid” sono il futuro. E Siemens si trova anche a dover competere con Samsung nel mercato dei dispositivi medici.

Facebook e Google, che conquistano fette sempre più grandi della torta pubblicitaria, hanno costretto Publicis ed Omnicom ad unirsi in un merger da 30 miliardi di dollari.

La tecnologia si sta muovendo da tre a cinque volte più veloce del management” ha spiegato McKinsey a Bloomberg: “Non c’è né da eccitarsi né da diventare paranoici: ma bisogna fare cose e che i competitor possono spuntare fuori in ogni momento“. Il bello della Rete è proprio questo. E la distruzione creatrice fa il resto.

I takeover l’anno scorso sono aumentati del 29% rispetto del 2012 a quota 561 miliardi di dollari: il magguore è stato quello di Verizon, da 130 miliardi di dollari, che ha innescato il risiko delle Telco.

I modelli del business tecnologico stanno intaccando gran parte dei Fortune 500,” spiega Index Ventures. E il resto lo vedremo con le stampanti 3D: il 3D printing rappresentano un mercato da 6 miliardi di dollari dal 2017, triplicato rispetto ai 2.2 miliardi di dollari del 2012. Le stampanti 3D intaccheranno il business dei fornitori di parti del mercato automotive ed aerospaziale.

Nuovi modelli di pagamenti sono all’orizzonte. In Cina Alibaba presta alle PMI, e analogamente fa la start-up britannica Wonga. Si tratta di una minaccia alle banche. La moneta virtuale Bitcoin, accusata all’inizio di essere una lavanderia di “denaro sporco”, viene considerata da Ben Bernanke, ex presidente della Federal Reserve, “una promessa a lungo termine, in particolare se le innovazioni promuoveranno un sistema di pagamento più veloce, più sicuro e più efficiente”.

L’innovazione tecnologica sta obbligando le grandi aziende a rinnovarsi.

La Rete sul banco degli imputati al WEF di Davos
La Rete sul banco degli imputati al WEF di Davos
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore