Alcatel-Lucent, voci di addio?

AziendeMarketing
AgCom: cresce la banda larga, cala la rete fissa

Di recente Alcatel-Lucent (ALU) ha annunciato quasi 500 licenziamenti in ambito R&D in varie sedi italiane (Vimercate, Bari, Genova), ma la dismissione avrebbe l’obiettivo di “trasferire negli USA la più importante missione affidata alla sede italiana”

Oggi il sito Linkiesta.it afferma che Alcatel-Lucent potrebbe abbandonare Vimercate: “Il più grande polo tecnologico in Italia, con 2mila lavoratori e 800 ricercatori, sta per chiudere. È di proprietà di Alcatel Lucent, che ha deciso di spostare altrove produzione e ricerca“. Con 15 brevetti su 34 depositati dalla Optics, la filiale italiana di Alcatel-Lucent potrebbe dare l’addio, facendo perdere all’Italia il suo polo tecnologico. Una perdita gravissima, se sarà confermata, considerato che il gruppo franco-americano aveva mantenuto il “made in Italy” nel mercato delle Tlc, con la progettazione e produzione di apparati per reti Tdi telecomunicazioni.

Di recente Alcatel-Lucent (ALU) ha annunciato quasi 500 licenziamenti in ambito R&D in varie sedi italiane (Vimercate, Bari, Genova), ma la dismissione avrebbe l’obiettivo di “trasferire negli USA la più importante missione affidata alla sede italiana” come spiega La Repubblica.

A inizio di marzo l’amministratore delegato del colosso delle Tlc Alcatel-Lucent,  Ben Verwaayen, aveva  incontrato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera al quale avrebbe spiegato le strategie del gruppo in Europa e in Italia. Ma dopo ciò, non si è saputo altro.

Se Alcatel-Lucel lasciasse l’Italia, sarebbe un colpo grave al know-how italiano in ambito Tlc. Ma sarebbe soprattutto un colpo grave alla ripresa della stessa Europa, che perderebbe competitività sulla banda larga e sulla fotonica, due settori a maggiore crescita nei prossimi anni. Mentre la Cina avanza e fa passi da gigante, l’Europa perderebbe. A favore degli Stati Uniti.

TechWeek Europe ha scritto: “Alcatel-Lucent genera profitti su base annuale per la prima volta da sei anni (la fusione tra Alcatel e Lucent risale al 2006) : l’utile netto sale a 1,1 miliardi di euro da confrontare con una perdita di 334 milioni nel 2010. Ma su base annua il fatturato scende del 1 ,21 per cento a 15,3 miliardi di dollari contro 15,7 del in anno prima. Il calo di fatturato ha colpito tutte le divisioni del colosso franco americano delle telecomunicazioni con l’unica eccezione di una risultato piatto per la divisione Enterprise“.

Il gruppo potrebbe ritornare al profitto tramite la cessione dei brevetti e un drastico taglio dei costi, che è previsto  anche quest’anno. “Alcatel-Lucent ha messo in atto piano di monetizzazione del patrimonio di proprietà intellettuale costituito dai suoi 29 mila brevetti attraverso un accordo con RPX che conta tra i suoi clienti anche Avaya , Ericsson e Nikon. I brevetti coprono aree come il wireless, i semiconduttori, l’ottica, il cloud computing e la sicurezza di rete. Secondo gli analisti di mercato l’incremento di fatturato è valutabile tra 500 milioni e il miliardo di euro“.

Alcatel-Lucent darà l'addio all'Italia?
Alcatel-Lucent darà l'addio all'Italia?
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore