Alla ricerca di uno standard per l’alta mobilità

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Vari comitati e sottocomitati dell’Ieee stanno lavorando alla definizione di uno standard tecnologico per reti wireless per il trasporto dati in grado di funzionare in mobilità: all’Itf 2004, che si
svolgerà a Torino l’11 novembre, ne vengono sviscerate tutte le caratteristiche

La definizione di standard adeguati per le reti wireless in mobilità è oggetto di un’accesa battaglia. Oggetto della contesa è la definizione di uno standard tecnologico per il trasporto dati in grado di funzionare in mobilità, ossia con la stazione ricevente e la stazione trasmittente entrambe in movimento a velocità sostenuta. In queste situazioni gli standard tradizionali di rete wireless dati, come il Wi-Fi, presentano dei problemi (raggio limitato di ricezione, sensibilità alle interferenze ambientali, mancanza di un protocollo veloce di passaggio di un terminale da un access point all’altro). Per questo, da un paio di anni, si sta lavorando alla definizione di nuovi standard. Il primo a essere costituito è stato il comitato dell’Institute of Electrical and Electronical Engineers 802.20, conosciuto anche come Mobile-FI, che puntava alla definizione di una tecnologia di rete IP (quindi non ti tipo cellulare a circuito come l’Umts) con protocolli fisici e di accesso totalmente nuovi che facesse uso di tecniche trasmissive avanzate (antenne adattative) su bande di frequenza regolamentate sotto i 3,5 GHz. Supportato da Motorola e Cisco, lo standard sembrava sulla buona strada per essere definito in tempi brevi. Nel frattempo un altro comitato dell’Ieee, l’802.16, stava lavorando alla definizione di uno standard di rete wireless dati su scala metropolitana, Wi-Max, che era inizialmente pensato come complementare al Mobile-FI, ma l’arrivo nel 2003 di Intel come sponsor di Wi-Max e del comitato 802.16 ha cambiato le cose, con la nascita del sottocomitato 802.16e che si pone gli stessi obiettivi dell’802.20. Sulla carta quest’ultima tecnologia sembra superiore, ma l’802.16e, il Wi-Max mobile, ha il vantaggio di essere compatibile con le versioni fisse dello standard, di avere alle spalle sponsor molto determinati e una previsione di prima disponibilità di prodotti entro qualche mese (mentre per l’802.20 si arriverà alla fine del 2006). Ma non è finita perché nel frattempo vari sottocomitati stanno lavorando per trasformare anche il “vecchio” Wi-Fi 802.11 mobile con i coreani che tentanto poi di farsi strada con una soluzione nota prima come HPi e ora ribattezzata Wi-Bro. La questione è dunque piuttosto complessa e articolata e verrà approfondita nel corso di ITF (Infomobility & Telematica Forum) 2004 che si terrà al Lingotto di Torino il prossimo 11 novembre e vedrà la partecipazione di tutti i principali operatori italiani del settore e delegazioni ufficiali provenienti dall’estero.

Autore: ITespresso
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